«ABBEY ROAD (SUPER DELUXE EDITION) - Beatles» la recensione di Rockol

'Abbey Road', un viaggio nell’ultima grande avventura in studio dei Beatles

Tutto quello che avreste voluto sapere su “Abbey Road”* (*ma non avete mai osato chiedere): l’album originale remixato, i demo e le versioni di prova, il racconto delle session

Recensione del 28 set 2019 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Nelle classifiche dei dischi migliori dei Beatles che siti e riviste ogni tanto stilano, “Abbey Road” compare immancabilmente in uno dei primi quattro posti con “Revolver”, “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” e il “White album”. Tanto si è detto, scritto e favoleggiato sull’ultima grande avventura in studio dei Beatles e altrettanto s’è immaginato su cosa sarebbe accaduto se i quattro non si fossero separati. Il lavoro svolto in studio in quel 1969 è ora presentato e quasi sezionato nell’edizione super deluxe di “Abbey Road”, 40 tracce disponibili su 3 CD e un Blu-Ray, in streaming o su 3 vinili 180 g. Ci sono anche un’edizione deluxe su 2 CD e su singoli CD e LP. Le ristampe più ricche comprendono l’album originale remixato, tracce delle session, un bel libro. A meno che non siate storici della materia o cultori ossessionati, qui c’è tutto quel che c’è da sentire e leggere di “Abbey road”, e anche qualcosa in più.

“Abbey Road” in breve
“Abbey Road”è  l’ultimo album registrato dai Beatles, ma il penultimo ad essere pubblicato. Nel 1970 sarebbe uscito infatti “Let it be”, progetto piuttosto tormentato messo in cantiere prima dell’album delle strisce pedonali. Inciso nel corso di varie session tra il febbraio e l’agosto del 1969, “Abbey Road” rappresenta la versione non più audace, ma più matura dei Beatles. È in parte figlio dello spirito originario di “Let it be”, che voleva che i quattro suonassero assieme in maniera più spontanea, diciamo così dal vivo in studio, ma al tempo stesso è pieno di particolari e sovraincisioni, e ha una visione musicale piuttosto ampia. Rappresenta anche il ritorno a metodi produttivi consolidati grazie al ritorno del produttore George Martin. “Facciamo un altro disco. Ti andrebbe di produrlo?”, chiese Paul McCartney al telefono. E lui: “Solo se me lo fate fare come un tempo”.
Dentro alle composizioni di “Abbey Road” c’è tanto McCartney, un po’ meno Lennon, un pizzico di Ringo, che però ha modo di far brillare il suo stile alla batteria. È anche il disco in cui sboccia definitivamente il talento compositivo di George Harrison, che porta “Something” e “Here comes the sun”. E si chiude con quello che McCartney chiama “filo di pensieri”, ovvero il medley di canzoni che contiene la celebre massima “and in the end the love you take is equal to the love you make”.
La copertina dell’album è una delle immagini più citate, replicate, parodiate della storia del pop. In un’epoca in cui si era tutti più ingenui, qualcuno notò che Paul McCartney era l’unico scalzo e mise in relazione questa bizzarria con la targa del Maggiolone parcheggiato, inventandosi la panzana sulla morte di Macca e la sua sostituzione con un sosia dotato evidentemente del medesimo talento e della stessa voce. Il titolo dell’album si riferisce alla strada londinese dove si trovavano gli studi di registrazione della EMI, che solo dopo la pubblicazione dell’album avrebbero preso il nome attuale di Abbey Road Studios.

Il nuovo mix
Per la prima volta, “Abbey Road” viene rimixato. Il nuovo mix è disponibile nelle versioni stereo, stereo in alta risoluzione, 5.1 surround e, per la prima volta per i Beatles, Dolby Atmos. Giles Martin, figlio del produttore George Martin, e Sam Okell, fonico di casa ad Abbey Road, hanno lavorato sui nastri a 8 piste originali e hanno trovato un nuovo equilibrio fra gli strumenti nello spazio sonoro. Essendo un’operazione delicata, che può alterare la percezione di un disco, lo hanno fatto con grande cautela ricreando per lo più la distribuzione nello spazio sonoro degli strumenti. Mettendo a confronto il nuovo mix e la versione rimasterizzata del 2009, ascoltati entrambe in digitale, il suono appare più vivido. In “Something” la voce di Harrison ha una presenza magnifica ed emerge più chiaramente il suono dell’organo di Billy Preston. L’ingresso nel campo sonoro del Moog in “Here comes the sun” è esaltato e diventa quasi sorprendente, mentre il canto di Harrison è ora più centrato rispetto alla prevalenza del canale di destra – questa sì una differenza evidente se si ascolta l’album in cuffia. Le armonie vocali di “Because” riempiono ora l’intero campo sonoro, mentre il basso ha una presenza più intensa.
È un gioco divertente e in po’ nerd confrontare le due versioni, le differenze possono essere colte usando un paio di buone cuffie, ma in molti casi sono tutt’altro che radicali. La domanda è: perché farlo allora? Può darsi che lo scopo fosse togliere una lieve patina dal suono, renderlo più brillante a beneficio chi ascolta musica dai servizi in streaming. Un confronto con vinili e CD, che non abbiamo potuto fare, potrebbe chiarire ulteriormente le idee. Ci sono anche ragioni di natura strategico-commerciale: dopo la rimasterizzazione di dieci anni fa, il remix rappresenta l’unico modo di offrire un prodotto diciamo così nuovo.
Se questa versione soppianterà la precedente, significa che gli ascoltatori del futuro sentiranno un disco del 1969 nella versione mixata non all’epoca, ma nel 2019 e questa cosa fa riflettere sul significato e sul valore di un’opera originale e sul confine labile fra restauro e ristrutturazione del suono.

Le tracce aggiuntive
Così come i bozzetti raccontano come un pittore è giunto allo stadio ultimo della sua creazione, il secondo e terzo CD della versione super deluxe di “Abbey Road” mostrano il percorso che i Beatles fecero per arrivare al risultato finale. Sono in totale 23 tracce (16 nella versione su 2 CD) tra session di registrazione e demo casalinghi, in parte edite e per lo più inedite. Si ascolta, ad esempio, il demo di “Something”, già incluso nella “Anthology” in un altro mix: è privo del suono di chitarra che caratterizzerà il pezzo e dell’arrangiamento di George Martin, che è possibile ascoltare a parte nel terzo CD. Nel demo, il break strumentale di “Something” accompagnava un ponte con le parole “You know I love that woman of mine / And I need her all of the time / And you know what I’m telling to you / That woman, that woman don’t make me blue”. Fortunatamente fu eliminato dalla versione definitiva. Tra le altre cose ci sono una prova di “The long one”, il medley finale, con “Her Majesty” piazzata non in fondo, ma fra “Mean mr. Mustard” e “Polythene Pam”, e una “Come together” dove Lennon sostituisce con vocalizzi l’assolo di chitarra che verrà inserito.
Ci sono anche canzoni che non furono scritte per l’album come il demo casalingo di McCartney per “Goodbye”, destinata a Mary Hopkin; “Come and get it”, che finirà nelle mani dei Badfinger; una take sostanzialmente acustica di “The ballad of John and Yoko” suonata dai soli Lennon e McCartney; “Old brown shoe” di Harrison, con Paul alla batteria. E poi ci sono piccole curiosità, anche divertenti. Come quando, durante l’incisione ai Trident Studios di una “I want you (She’s so heavy)” particolarmente infuocata, con Billy Preston all’organo, il fonico e produttore Glyn Johns spiegò a Lennon che ci erano state lamentele per il volume eccessivo. “Da parte di chi?”, chiese il musicista. “Da qualcuno per strada”. Come una compagnia di diciottenni durante un festino chiassoso, anche il più grande gruppo pop di tutti i tempi aveva problemi di vicinato.

Il booklet
“Avendo sperimentato in passato qualche difficoltà decidemmo di tornare alle origini e registrare nuovamente con George Martin, seguendo questa volta la disciplina tipica delle sue session”. Lo scrive Paul McCartney nella prefazione del libretto di 100 pagine con copertina rigida contenuto dell’edizione super deluxe (nell’edizione deluxe le pagine diventano 40). Il booklet comprende foto in abbondanza e riproduzioni di documenti d’epoca e testi autografi. Oltre ad affermare che i Beatles raggiunsero il punto più alto della loro carriera proprio con “Abbey road”, miscela di grandi composizioni ed efficienza tecnica, Giles Martin spiega che lo scopo del nuovo mix non è cambiare la percezione che abbiamo dell’album, ma farci sperimentare quanto più possibile lo splendore dell’incisione originale.
Lo scrittore e produttore radiofonico Kevin Howlett racconta la strada che portò il gruppo a “Abbey road”, che passa per il tormentato progetto di “Let it be”, e soprattutto, come fatto per il “White album”, scrive note estremamente dettagliate per ogni canzone, un vero tesoro di informazioni che permette di penetrare i meccanismi creativi e produttivi del gruppo. C’è anche la storia della copertina, con lo schizzo fatto da Paul McCartney per spiegare al fotografo Iain Macmillan quel che voleva: ci sono quattro omini stilizzati, il marciapiede, le strisce pedonali. Quel giorno d’agosto del 1969, un poliziotto fermò momentaneamente il traffico. Arrampicatosi su una scala, Macmillan scattò sei foto dei Beatles sulle strisce. Fu scelta la quinta, l’unica in cui avevano tutti e quattro le gambe aperte a V.

TRACKLIST

#1
01. Come Together - 2019 Mix (04:20)
02. Something - 2019 Mix (03:02)
03. Maxwell's Silver Hammer - 2019 Mix (03:27)
04. Oh! Darling - 2019 Mix (03:27)
05. Octopus's Garden - 2019 Mix (02:50)
06. I Want You (She's So Heavy) - 2019 Mix (07:47)
07. Here Comes The Sun - 2019 Mix (03:05)
08. Because - 2019 Mix (02:45)
09. You Never Give Me Your Money - 2019 Mix (04:02)
10. Sun King - 2019 Mix (02:26)
11. Mean Mr Mustard - 2019 Mix (01:06)
12. Polythene Pam - 2019 Mix (01:12)
13. She Came In Through The Bathroom Window - 2019 Mix (01:58)
14. Golden Slumbers - 2019 Mix (01:31)
15. Carry That Weight - 2019 Mix (01:36)
16. The End - 2019 Mix (02:21)
17. Her Majesty - 2019 Mix (00:25)

#2
01. I Want You (She's So Heavy) - Trident Recording Session & Reduction Mix (06:59)
02. Goodbye - Home Demo (02:23)
03. Something - Studio Demo (03:37)
04. The Ballad Of John And Yoko - Take 7 (03:37)
05. Old Brown Shoe - Take 2 (03:15)
06. Oh! Darling - Take 4 (03:30)
07. Octopus's Garden - Take 9 (01:43)
08. You Never Give Me Your Money - Take 36 (05:17)
09. Her Majesty - Takes 1-3 (01:33)
10. Golden Slumbers / Carry That Weight - Takes 1-3 / Medley (03:20)
11. Here Comes The Sun - Take 9 (03:40)
12. Maxwell's Silver Hammer - Take 12 (04:44)

#3
01. Come Together - Take 5 (03:30)
02. The End - Take 3 (02:11)
03. Come And Get It - Studio Demo (02:42)
04. Sun King - Take 20 (03:14)
05. Mean Mr. Mustard - Take 20 (01:34)
06. Polythene Pam - Take 27 (01:39)
07. She Came In Through The Bathroom Window - Take 27 (02:06)
08. Because - Take 1 / Instrumental (03:07)
09. The Long One - Comprising of ‘You Never Give Me Your Money’, ’Sun King’/’Mean Mr Mustard’, ‘Her Majesty’, ‘Polythene Pam’/’She Came In Through The Bathroom Window’, ’Golden Slumbers’/ ’Carry That Weight’, ’The End’ (16:10)
10. Something - Take 39 / Instrumental / Strings Only (02:41)
11. Golden Slumbers / Carry That Weight - Take 17 / Instrumental / Strings & Brass Only (03:17)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.