«ODE TO JOY - Wilco» la recensione di Rockol

L'inno alla gioia dei Wilco: la recensione

La band torna con un disco più sperimentale degli ultimi lavori, ma non rinuncia alla solita autoironia

Recensione del 03 ott 2019 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

I Wilco sono dei maestri nell'arte dell'autoironia e dell'understatement - quasi al limite dell'autolesionismo. Si presentano sempre sottotono, in controtendenza ad un'era in cui l'ego-tripping e l'autocelebrazione sono inevitabili in ogni genere. E' apprezzabile che pensino soprattutto alla musica, ma non sempre basta. Jeff Tweedy, in una recente intervista, ha ammesso che il modo in cui sono stati gestiti gli ultimi album non ha molto giovato alla causa della band. "Star wars" aveva un gattino in copertina, un titolo con un bagaglio ingombrante (ovviamente sganciato dalla musica) ed è stato regalato ai fan; "Shmilco" era un titolo incomprensibile e avea un fumetto sarcastico in copertina (opera di Joan Cornellà, una bella scelta, ma decisamente di nicchia). Gli album mostravano due lati complementari del gruppo: più intimo quest'ultimo, più rock ed elettrico il primo, ma senza lasciare il segno.

Hanno aggiustato il tiro? Si e no: il nuovo disco ha una copertina idefinibile, e un titolo altisonante: "Inno alla gioia". "E' appropriazione della cultura tedesca!" hanno scherzato Tweedy e Nels Cline. Ovviamente il disco non ha nulla a che vedere con Beethoven così come "Star wars" era lontano galassie dalla saga di Luke Skywalker. Ma in questo album i Wilco sono tornati a giocare in maniera più forte con i suoni e struttura delle canzoni. E'  la loro forza: una scrittura perfetta che parte da un suono classicamente americano, poi devia all'improvviso. I Wilco portano l'ascoltatore sulle montagne russe.

 "Love is everywhere", il primo brano diffuso, è tutto sommato una bella e semplice canzone "americana". Ma il resto del disco torna all'idea di brani con il doppiofondo, a partire dalla struttra ritmica: "Ode to joy" si apre con la batteria secca e dritta di "Bright leaves", e questo suono ricorre in quasi tutte le canzoni. Fateci caso: la batteria di "Ode to joy" è usata in maniera minimale, senza piatti; su questo leit motiv semplice e scarno  si innestano melodie e soluzioni originali, "alla Wilco".
A tratti tornano pure in mente alcuni passaggi di "Yankee hotel foxtrot", il loro capolavoro: non siamo a quei livelli, ma "Ode to joy" ha un approccio simile; è orientato più alla composizione che ad una dimensione "live" - in cui pure i Wilco sono dei giganti, come abbiamo rivisto recentemente.

"Everyone hides" è già un piccolo classico: sentita dal vivo nel recente passaggio italiano, è il filo conduttore tra il passato e il presente del gruppo. Ma sono i brani più sperimentali, come "We were lucky" e "Quiet amplifier" a convincere di più: i Wilco si lasciano andare, si sente la chitarra di Nels Cline e tutto funziona che è una meraviglia.

Basterà? Per i fan, sicuramente: "Ode to joy" è un album che sarà apprezzato da chi ama questo aspetto del gruppo. Per gli altri, chi può dirlo? I Wilco non hanno nessuna intenzione di cercare attenzione facile, non stanno inseguendo nuovi ascoltatori o non vogliono cambiare il loro modo di far musica. Stanno bene nel loro guscio, sono tra le band migliori in circolazione dal vivo, e in studio non scherzano. Non hanno bisogno di altro. Neanche noi abbiamo bisogno di altro, se non dischi come questi.

TRACKLIST
Bright Leaves
Before Us
One And A Half Stars
Quiet Amplifier
Everyone Hides
White Wooden Cross
Citizens
We Were Lucky
Love Is Everywhere (Beware)
Hold Me Anyway
An Empty Corner

TRACKLIST

01. Bright Leaves (04:10)
02. Before Us (03:22)
04. Quiet Amplifier (05:49)
05. Everyone Hides (02:59)
06. White Wooden Cross (03:12)
07. Citizens (03:02)
08. We Were Lucky (04:57)
10. Hold Me Anyway (03:58)
11. An Empty Corner (03:46)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.