«FIGLI DI NESSUNO - Fabrizio Moro» la recensione di Rockol

Fabrizio Moro e tutti i "Figli di nessuno" come lui: la recensione del nuovo album

Non sarà un album all'altezza di "Pensa" e "Domani", gli album di "Parole rumori e giorni", "21 anni", "Eppure mi hai cambiato la vita" e "Libero", ancora oggi acclamatissime durante i concerti, ma "Figli di nessuno" è un disco molto ispirato: ecco perché

Recensione del 12 apr 2019 a cura di Redazione

La recensione

Una risposta a chi lo ha accusato di essersi addomesticato quando è arrivato il successo. "Figli di nessuno" rappresenta questo, per Fabrizio Moro. Un anno dopo la vittoria al Festival di Sanremo, simbolo di quella consacrazione che il cantautore romano aspettava da anni, stanco di vedere la sua carriera in un limbo, anziché adagiarsi nelle ballatone che lo hanno aiutato a farsi strada negli ultimi anni (vedi "Portami via", "Acqua", "L'eternità", recentemente riproposta anche in duetto con Ultimo), Moro tira fuori uno dei suoi dischi più rabbiosi e ruvidi.

"Figli di nessuno" è il decimo album in studio del cantautore romano e come tale va a chiudere un cerchio: nelle undici canzoni contenute all'interno del disco Moro si guarda indietro per guardare avanti in maniera diversa, facendo i conti con il suo passato brusco e doloroso, di cui porta ancora le ferite. Le caratteristiche della sua scrittura ci sono tutte, declinate negli undici pezzi in modi diversi, con più o meno irruenza: la rabbia, l'irrequietezza, la voglia di riscatto, l'autodeterminazione.

Il suono è spigoloso e ruvido: più da band che da cantautore, come ha spiegato anche il cantautore nella nostra intervista. Ci sono molte chitarre, ritmiche serrate: come in "Figli di nessuno", in cui Moro se la prende con chi lo ha giudicato senza neanche conoscere il suo percorso; oppure "Me 'nnamoravo de te", in cui ripercorre in pochi minuti la storia italiana degli ultimi anni, non senza prendere posizione, tornando un po' ai gloriosi anni di "Pensa", ma non mancano alcune ballate dalle atmosfere più soffici, come "Filo d'erba" (dedicata a suo figlio Libero). Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Non sarà un album all'altezza di "Pensa" e "Domani", gli album di "Parole rumori e giorni", "21 anni", "Eppure mi hai cambiato la vita" e "Libero", solo per citare alcune delle canzoni contenute in quei dischi, ancora oggi acclamatissime durante i concerti dai fan della prima ora, ma è sicuramente un disco molto ispirato.

TRACKLIST

01. Figli di nessuno (04:02)
02. Filo d'erba (03:14)
03. Quasi (03:23)
05. Arresto cardiaco (03:44)
06. Come te (03:12)
09. Per me (03:59)
10. #A (02:58)
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