«THE DEVIL YOU KNOW - L.A. Guns» la recensione di Rockol

Con “The Devil You Know” gli L.A. Guns dimostrano di avere ancora diverse cartucce da sparare: la recensione

Recensione del 08 apr 2019 a cura di Redazione

La recensione

Di Simöne Gall

A chi gli domandava a proposito della cacciata dal gruppo del giovane chitarrista Michael Grant, il frontman degli L.A. Guns ha cautamente risposto: “Non sono affari tuoi, fratello”. “Con internet”, ha asserito sempre il medesimo, “tutti vogliono sapere tutto, quel che uno mangia per colazione, eccetera. Io arrivo dagli anni Settanta. In quel periodo bastava che incrociassi per un istante lo sguardo di Stevie Nicks mentre saliva sul tour bus, e ciò era sufficiente perché ti sentissi la persona più felice al mondo”. 

Per Phil Lewis, ormai, il battere inesorabile del tempo sembra non essere più un problema. O forse non lo è mai stato. Non soltanto, infatti, il suo potenziale vocale è rimasto intatto, ma si è addirittura affinato, come dimostra la sua eccelsa performance su “Going High”, quarta traccia di “The Devil You Know” nella quale la chitarra heavy e impastata di Tracii Guns rievoca addirittura i Black Sabbath, quelli dell’era più classica. Il caso ha inoltre voluto che il titolo della dodicesima fatica da studio degli L.A. Guns fosse omonimo a quello dell’unico lavoro rilasciato dieci anni prima dagli Heaven & Hell, cioè i Sabbath stessi con al microfono il mai dimenticato Dio. 

Dunque, mettendo da parte la poco fantasiosa copertina (che è già la terza col solito teschio ornato da pistolotto e distintivo), “The Devil You Know” indica sin dal proverbiale titolo cosa aspettarsi dai dodici brani che raccoglie. Tutti molto buoni, sia chiaro, anche se penalizzati da una registrazione che suona quasi come una demo fatta in casa, mixata alla veloce con un programmino da computer. Ci si aspetterebbe forse qualcosa di più, in questo senso, da un nome ormai leggendario dell’hard rock più stradaiolo. 

Chi attendeva la pubblicazione del disco sosterrà che questi sono solo sofismi, poiché tracce come “Rage”, “Loaded Gun” (praticamente identica alla “Bitch Is Back” del debutto del 1988), l’anzidetta “Going High”, “Needle To The Bone” o magari “Another Season In Hell” (splendida), altro non sono che lezioni esemplari di un certo stile sonoro, da fruire a prescindere dalla scarna risonanza con le quali si presentano.  La sua schiettezza punk, in fondo, rende “Devil…” un album anche migliore del precedente “The Missing Peace”, quello stesso che cementificava il ritorno dell’affiatata coppia Lewis/Guns e che era oltremodo servito a nobilitare il nome degli L.A. Guns garantendogli, con il supporto della nostrana Frontiers Records, un nuova credibilità per gli anni a venire.

Vi è chi, ancora oggi, lamenta l’assenza della vecchia sezione ritmica (quella della cosiddetta line-up classica). Il problema è che, come spiega lo stesso Lewis, i servigi di due “incapaci” come Kelly Nickels e Steve Riley non servirebbero a nulla, dato che il gruppo può oggi avvalersi di un buon bassista come Johnny Martin e soprattutto di un batterista tagliente, preciso e preparato come lo è la recluta Shane Fitzgibbon. Dello stesso parere è il compare Tracii Guns. Lui che, a osservarlo, si presenta nettamente più in forma di quel vecchio amico/nemico assieme al quale, oltre trent’anni fa, aveva dato vita alla primissima incarnazione dei Guns N’ Roses.

Perché per quanto, con ogni probabilità, ad Axl Rose non freghi assolutamente nulla di sapere se gli L.A. Guns siano ancora in vita o meno, con “The Devil You Know” costoro dimostrano di avere ancora diverse cartucce da sparare. E un inchino, comunque sia, se lo meritano a prescindere.

TRACKLIST

01. Rage (03:59)
02. Stay Away (04:02)
03. Loaded Bomb (04:49)
04. The Devil You Know (05:20)
05. Needle to the Bone (04:01)
06. Going High (04:26)
07. Gone Honey (05:45)
08. Don't Need to Win (04:05)
09. Down That Hole (04:30)
11. Boom - Bonus Track (03:14)
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