«BASTASSE IL CIELO - Pacifico» la recensione di Rockol

Il ritorno (con grazia) di Pacifico: "Bastasse il cielo"

Recensione del 07 mar 2019 a cura di Redazione

La recensione

La prima parola che viene in mente ascoltando il nuovo album di Pacifico è "grazia". Ci vuole una gran classe per confezionare 10 canzoni così, delicate e ricche allo stesso tempo, semplici e profonde. 
Luigi De Crescenzo è un cantautore e un autore (la sua firma è su brani di Celentano, Vanoni, Ayane, Zucchero e molti altri). E' uno che sa maneggiare le parole. Ma questa volta è partito dai suoni, e pur avendo registrato l'album in giro per il mondo con musicisti diversi, ha messo assieme una raccolta omogenea, minimale ma non minimalista a tutti i costi.

“Bastasse il cielo” è il sesto disco, nonché il primo di inediti in sette anni: arriva dopo l’album di duetti “Una voce non basta” del 2012, dopo la raccolta “In cosa credi” e dopo l’EP, “ElectroPO”, uscito a fine 2018. E' stato registrato ai  Real World Studios (Bath, UK), a Parigi, New York (In quattro studi diversi, Bangalore (India), Istanbul, Monteroni (In provincia di Lecce, Varano Borghi (Varese), Coriano, Rimini) e Comerio (Varese). Tra i crediti si vedono i nomi di Alberto Fabris (collaboratore storico di Luigi Einaudi) e con un nucleo di musicisti internazionali che comprende Michael Leonhart alla tromba, flicorno (Steely Dan, Plastic Ono Band, Mark Ronson, Bruno Mars, David Byrne, Brian Eno, Caetano Veloso), Alan Clark al pianoforte, e mellotron (Dire Straits, Trevor Horn, Bob Dylan, Tina Turner), Amedeo e Simone Pace, alle chitarre, batterie e programmazioni (Blonde Redhead) e Mike Mainieri, al vibrafono (Dizzy Gillespie, Billie Holiday, Steps Ahead, Paul Simon, Dire Straits, Billy Joel, Pino Daniele). 

Anche nei brani più ritmati, come "ElectroPO", Pacifico riesce a mantenre un senso della misura raro di questi giorni: un loop di batteria, un giro di archi e un melodia che ricorda quasi Battiato. "Quello che so dell'amore" parte come chitarra e voce, ma viene impreziosito da un bouzouki. "Sarà come abbracciarsi" parte con fiati e batteria quasi dritta, con melodia quasi pop, ma anche qua senza essere mai urlato.

"Bastasse il cielo" riesce contemporanemente ad essere un disco d'altri tempi (da cantautore classico, appunto) e contemporaneo, con una cura e una ricerca rara dei suoni. Chapeau.

TRACKLIST

01. Bastasse Il Cielo (04:57)
03. Canzone Fragile (03:05)
04. A Casa (04:03)
05. Semplicemente (03:09)
07. ElectroPo (03:51)
08. Molecole (02:15)
09. Salto All'Indietro (03:24)
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