«SHINE A LIGHT - Bryan Adams» la recensione di Rockol

Bryan Adams accende la luce: "Shine a light"

"Shine a Light" è il 14esimo album del rocker canadese Bryan Adams

Recensione del 03 mar 2019 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Bryan Adams non è un compulsivo della pubblicazione ad ogni costo, non è quel tipo di artista che deve presidiare, comunque sia, il mercato. Giunto alla soglia dei 60 anni – saranno tali il prossimo 5 novembre – siamo certi che abbia una grande consapevolezza su chi sia e su quale posto ha occupato, occupi e occuperà nel music business. Crediamo abbia piena consapevolezza che, in fondo, le sue sono solo delle semplici canzoni; ma senza per questo ignorare l’importanza che molto spesso assumono queste sue semplici canzoni per un pubblico che gli rimane fedele da molto tempo a questa parte.  Insomma, tre anni e mezzo dopo “Get Up”, viene pubblicato “Shine a Light”, il suo quattordicesimo album in studio.

“Shine a Light” si apre con la title track, alla cui stesura ha collaborato Ed Sheeran, e seppure la si ascolti per la prima volta – come spesso accade con le canzoni di Bryan Adams – pare già essere uno dei classici del suo repertorio. Pari e adeguata copertura radiofonica promette di avere anche la seguente “That’s How Strong Our Love Is”, forte del duetto equilibrato e dalla buona chimica con Jennifer Lopez. Giocatosi in partenza le illustri collaborazioni, con la ballata “Part Friday Night, Part Sunday Morning” si torna entro i confini del più classico Bryan Adams; a questa fa seguito il rock’n’roll caciarone e divertente di “Driving Under the Influence of Love” che non si fa mancare un solo di pianoforte, per poi lasciare spazio a un riff da manuale (da manuale degli AC/DC) che introduce e chiude “All or Nothing”. Una lenta intro porta al rockabilly di “No Time for Love”, si passa poi al minuto e cinquanta secondi di “I Could Get Used to This” e alla dolce “Talk to Me” quando la chitarra lascia il proscenio al piano per accompagnare le rime sognanti di Bryan. Leggere e meno incisive sono le ballate “The Last Night On Earth” e “Nobody’s Girl”, così come anche “Don’t Look Back”. Questi sono i titoli che accompagnano verso la fine dell’ascolto di “Shine a Light”, che è affidato alla bella cover di “Whiskey in the Jar”, traditional irlandese in passato interpretato da più di un artista, su tutti Thin Lizzy e Metallica, che Bryan Adams interpreta in maniera più che egregia.

Bryan Adams, professionista vero, conosce a menadito il proprio lavoro e con “Shine a Light” consegna nelle mani di quanti vorranno spendere una quarantina di minuti scarsi del proprio tempo ad ascoltare le dodici canzoni che vi sono contenute un disco che non richiede grande impegno – come sempre Adams riesce a coniugare al meglio i temi proposti e l’intrattenimento -  ma che può, altresì, offrire buona soddisfazione.

Il rocker canadese si conferma quindi musicista di rassicurante affidabilità, maneggia da padrone un rock innervato da buone dosi di pop e qualche venatura di r’n’b al servizio di una voce inconfondibile marchio di fabbrica. Nel mondo musicale di  Bryan pare non esserci spazio per la sorpresa. Detto così potrebbe sembrare non essere un complimento, ma, vi assicuro, lo è.

TRACKLIST

01. Shine A Light (03:26)
02. That’s How Strong Our Love Is (03:32)
05. All Or Nothing (02:59)
06. No Time For Love (02:04)
08. Talk To Me (03:05)
10. Nobody’s Girl (02:44)
11. Don’t Look Back (03:28)
12. Whiskey In The Jar (03:45)
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