«WEEZER (TEAL ALBUM) - Weezer» la recensione di Rockol

"Africa" e le altre, la trollata definitiva degli Weezer

"The Teal Album", la beffa a suon di cover di Rivers Cuomo e soci

Recensione del 30 gen 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Alla fine è successo davvero. Quello che era nato come una sorta di scherzo si è trasformato in un vero e proprio album. Era da tempo infatti che agli Weezer un utente di Twitter particolarmente curioso reclamava, tramite un programmatico profilo social “Weezer Cover Africa By Toto”, una cover del superclassico dei Toto “Africa”, tempestando i quattro di Los Angeles di messaggi. Una richiesta un po’ stramba a dirla tutta, ma che alla fine ha portato a un’inaspettata serie di fuori programma. Dapprima la band ha voluto trollare a sua volta il fan burlone con la pubblicazione di un’altra hit del gruppo di Paich, Porcaro e Lukather, ovvero “Rosanna” e, infine, lo scorso maggio il desiderio di una “Africa” intonata da Rivers Cuomo e soci è stato finalmente esaudito.

Il pezzo realizzato dagli Weezer ha effettivamente sortito un incredibile effetto, portando non solo nuova notorietà all’originale del 1982 - il quale recentemente è al centro di una curiosa installazione sonora nel deserto della Namibia ad opera dell’artista Max Siedentopf - ma anche gli stessi Weezer, rientrati nella classifica Hot 100 di Billboard dopo quasi dieci anni di assenza. Così, dopo una serie di pubblicazioni in vinile a tiratura più o meno limitata - quello verde smeraldo, in esclusiva per la catena di abbigliamento e lifestyle Urban Outfitters, e quello realizzato a forma di continente africano per il Black Friday, entrambi con “Rosanna” sul retro - il fortunato singolo è ora il traino di un’intera selezione di brani altrui, “The Teal Album”, pubblicato a sorpresa secondo la stessa logica comica da cui tutto ha preso piede.

Come da tradizione, il gruppo ha scelto di non dare un titolo al disco, lasciando a un ennesimo sfondo monocromatico, questa volta colorato di un azzurro ceruleo dove il quartetto fa sfoggio di un look ridanciano alla “Miami Vice”, l’onere di definire il lavoro ("teal" in lingua inglese indica infatti una variante del turchese). Così, sin dalla copertina, l’atmosfera generale è volutamente goliardica, con ben tre decadi di pop, hard rock e R&B spalmate su dieci tracce che, nella maggior parte dei casi, non sono affatto reinterpretazioni personali di canzoni famose, quanto delle vere e proprie copie carbone incise per un karaoke da condividere con il pubblico, quello stesso che aveva invocato a gran voce “Africa”. Con ironia quindi i Weezer hanno accolto il guanto di sfida lanciato, ma anche rincarato la dose estendendo la piccola provocazione iniziale a una singolare raccolta di imitazioni che replicano pari pari gli originali, con l'aggiunta di quel tanto che basta di fuzz e della voce morbida di Cuomo a dare al repertorio un minimo tocco di coesione.

Questo “Teal Album” perciò non sembra altro che un gioco tra una pausa e l’altra della lavorazione in studio del prossimo “Black Album”, in uscita a marzo. Un divertissement per ingannare l'attesa, e, al tempo stesso, un'uscita effimera volta quasi a misurare la risposta di un’audience ormai sempre più partecipe alla vita della band. Il repertorio scelto funziona a corrente alternata, lasciando sul campo brani diversissimi, molti dei quali già sperimentati dal vivo come “Sweet dreams”, “Stand by me”, “Paranoid (l’unica del lotto ad essere cantata dal chitarrista Brian Bell), “Take on me”, “Everybody wants to rule the world”, tutte con un gioioso senso di solenne futilità tanto da risultare quasi spudorato. Eppure qua e là spiccano piccole gemme che riescono a fare la differenza, come le armonie pop del successo del 1967 dei Turtles “Happy together” e una “No scrubs” delle TLC dai connotati decisamente più elettrici. Gli Weezer nel loro disco di cover in questo modo scelgono di cimentarsi in una bislacca impresa, a metà tra l’omaggio e l’intrattenimento leggero da pop-corn, ma anche di togliersi il piacere di farsi beffe, a loro volta, degli agitatori dell’Internet.

TRACKLIST

01. Africa (03:58)
04. Take On Me (03:43)
05. Happy Together (02:25)
06. Paranoid (02:44)
07. Mr. Blue Sky (04:46)
08. No Scrubs (03:10)
09. Billie Jean (04:54)
10. Stand By Me (03:00)
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