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"Forever Neverland", la paura di diventare grandi secondo MØ

Il nuovo album della cantante danese, dopo il grande successo con Diplo e i Major Lazer:

Recensione del 27 dic 2018 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Il successo planetario di “Lean on”, fortunata collaborazione con Diplo e i suoi Major Lazer, ha fatto della trentenne una delle più importanti artiste danesi degli ultimi tempi, tanto che i suoi piazzamenti nelle classifiche internazionali hanno ricordato in patria i numeri portati in dote da glorie passate - e distanti tra loro anni luce - della produzione discografica di Danimarca, come Aqua e Mercyful Fate.

Un clamore che l’eclettica Karen Marie Aagaard Ørsted da Odense, da buona nordica, continua a entusiasmare i seguaci della scena EDM - quasi un marchio di fabbrica a certe latitudini - con quel consueto tocco di velata sensualità che la sua voce riesce a trasmettere con naturalezza. Il nuovo album “Forever Neverland” è infatti un concentrato di melodie elettroniche a consumo rapido, ritornelli efficaci e un occhio di riguardo ai trend synth pop di oggi a dare forma alle già variegate trame musicali. In più, le ritmiche avvolgenti, le contaminazioni tribali e una certa inquietudine di fondo, con richiami ai primi amori, al proprio vissuto e alle sue esperienze personali, porta rapidamente MØ sulla scia di autrici passionali e tormentate come Fallulah e Lykke Li.

Il disco punta dalle prime battute l’aggancio del grande exploit con i Major Lazer, mantenendo in gran parte quello stesso impianto danzereccio di groove realizzati da una squadra incredibile di autori e produttori che mira in alto nelle chart. Così, tra la dozzina di collaboratori coinvolti, i pesi massimi del sempre presente Diplo nella solare “Sun in you eyes” e i battiti dal sapore R&B di Charli XCX in “It’s over”; non solo, da What So Not a Two Feet passando per artisti e beatmaker come Empress Of, Benny Blanco, SOPHIE, Cashmere Cat e tantissimi altri, la lista dei contributi forniti al lavoro della cantante potrebbe essere infinita. Musicalmente il team con cui la bionda scandinava ha scelto di collaborare non ha sbagliato un colpo, finendo però per dare una patina troppo levigata alle emozioni che Karen sentiva ronzarsi intorno. Così gli intrecci migliori riescono proprio quando le canzoni assumono una prospettiva più intimista che valorizza un registro dalla naturale increspatura malinconica che MØ infonde in ballate raffinate, come l’acustica  “Blur”, il moderno gospel di “Mercy” e la dolcezza dei ricordi adolescenziali rievocati in “Nostalgia”.

“Forever Neverland” richiama fin dal titolo l’Isola che non c’è di Peter Pan e racconta della transizione forzatamente obbligatoria alla fase adulta della vita, senza rimpiangere però il passato. MØ è ancora la ragazza che si esprime attraverso immagini semplici e concrete, con la leggerezza che caratterizza una giovane donna che non ha perso la voglia di fare festa, di andare a ballare e lasciarsi definitivamente alle spalle relazioni ormai esaurite. Tuttavia la  gamma di sensazioni messe in campo sembra non avere mezzi termini, passando così dalla frenesia del divertimento ai malesseri più disperati, in una sorta di sbalzo umorale fin troppo enfatizzato. "Feeling like a loose leaf stuck on the tree / Blowin’ in the wind, come help me be free", brama la cantante nel latin bop di “Red wine”, realizzato in collaborazione con Lorely Rodriguez, mentre nel breve intermezzo di “West Hollywood” confessa di voler solo chiamare sua mamma e tirarsi fuori al più presto da Hollywood. C’è il richiamo alla sua esperienza negli Stati Uniti e al suo cuore infelice in "Purple like summer rain" in chiusura del disco, dove MØ conclude le sue dinamiche dancehall ed elettro-pop immaginando una vita in cui "non deve preoccuparsi delle responsabilità dell'età adulta”. 

Un desiderio di leggerezza che un album poliedrico e tanto semplice nei testi quanto elaborato nei suoni, come questo "Forever Neverland”, non potrà che causare qualche piacevole onere con cui la festaiola MØ dovrà iniziare a farci l’abitudine.

TRACKLIST

01. Intro (00:45)
02. Way Down (03:08)
03. I Want You (03:16)
04. Blur (03:04)
05. Nostalgia (03:46)
06. Sun In Our Eyes (03:37)
07. Mercy (feat. What So Not & Two Feet) (03:41)
08. If It's Over (feat. Charli XCX) (03:39)
10. Beautiful Wreck (03:49)
11. Red Wine (feat. Empress Of) (03:22)
12. Imaginary Friend (03:47)
13. Trying to Be Good (03:46)
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