DUMMY BOY

Scumgang Records (Digital Media)

Voto Rockol: 2.0 / 5
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di Michele Boroni

In questo momento Daniel Hernandez AKA Tekashi 6ix9ine è uno dei (t)rapper più chiacchierati in rete. A fare da protagonista sono le vicende del 22enne di Brooklyn delle ultime settimane: arrestato di recente per vari capi d'accusa - tra cui possesso illegale d'arma da fuoco e in precedenza reati di natura sessuale con minorenni - pochi giorni prima dell'uscita di questo DUMMY BOY previsto per il 23 novembre. La pubblicazione del disco quindi doveva essere posposta a data da destinare legata al rilascio, ma nel frattempo il disco finisce in rete, e così viene deciso in fretta e furia di pubblicarlo, firmandosi come 6ix9ine. In mezzo vi eè il trasferimento in un altro carcere per “motivi di sicurezza” e la surreale difesa dell'avvocato il quale dichiara che l'appartenenza alla gang violenta Nine Trey Gangsta Blood è solo per fini discografici. 

Questa la storia. In più c'è Hernandez con la sua immagine a metà tra un fumetto e la parodia di un trapper uscito da un brutto trip – capelli e denti arcobaleno, il numero 69 tatuato su tutta la faccia – che è un altro elemento che catalizza l'interesse dei media.
Ma in tutto questo la musica?

L'anno scorso era uscito DAY69 un mixtape che conteneva la hit GUMMO un gran mescolone tra gangsta, crunk (lo stile del sud degli Stati Uniti fatto di beat potenti e elettronici) e trap da risultare nella sua confusione persino interessante e che scalò la Billboard 100. Questo DUMMY BOY, per produttori e featuring coinvolti, sarebbe dovuto essere il lancio verso il mainstream e invece è un pasticciaccio brutto e disordinato. Al di là del fatto che non esiste una linea musicale coerente, si va dallo stile crunk tutto ritmi minimalisti e urla (l'iniziale STOOPID), pop rap caraibico (KIKA forse la più riuscita del disco), trap intimisti à la XXXTentation (FEEFA) e mal riusciti latin dancehall (BEBE e MALA) che nell'intenzione dell'autore dovrebbero scalare le classifiche. 

Ma la cosa assurda di questo disco è che nella maggioranza dei pezzi con featuring (che sono 12 su 13) 6ix9ine sparisce e non solo perché gli altri lo sovrastano, ma proprio perché il suo intervento è quantitativamente minimo: nell'ultima traccia DUMMY appare solo per trenta secondi alla fine. L'altro interrogativo che ci poniamo è perché personaggi della statura e talento come Nicki Minaj e Kanye West (entrambi su due tracce) si facciano coinvolgere in queste operazioni: certo, l'obiettivo è di essere presenti anche tra le nuove leve, ma la loro esperienza dovrebbe far fiutare la qualità che ci sta dietro. La Minaj nel singolo FEFE si rtirova a rappare «eeny meeny miney moe», mentre Kanye in KANGA si perde in una banale interpolazione tra "F *** in 'Problems" di A$AP Rocky e "Milkshake" di Kelis: nonostante tutto la loro performance segna la differenza abissale in termini di stile e flow. Anche l'intervento telefonico (dalla galera) di Bobby Shmurda nell'iniziale e potente STOOPID risulta più efficace delle urla del colorato Hernandez.
I 34 minuti di DUMMY BOY sono sconclusionati, neanche così ben prodotti – nonostante siano coinvolti nomi importanti della trap come Murda Beatz e Tay Keith, emergenti producer del giro di Drake (Boi-1da) e pure il vecchio Scott Storch (ex tastierista dei The Roots) – e se il disco avrà successo sarà solo per qualche fatto di cronaca o trovata di pseudo marketing.

TRACKLIST

01. STOOPID (feat. Bobby Shmurda) - (02:32)
02. FEFE (feat. Nicki Minaj, Murda Beatz) - (02:59)
03. TIC TOC (feat. Lil Baby) - (02:15)
04. KIKA (feat. Tory Lanez) - (02:16)
05. MAMA (feat. Nicki Minaj, Kanye West) - (03:12)
06. WAKA (feat. A Boogie Wit da Hoodie) - (02:08)
07. BEBE (feat. Anuel Aa) - (03:37)
08. MALA (feat. Anuel Aa) - (03:26)
09. KANGA (feat. Kanye West) - (02:12)
10. FEEFA (feat. Gunna) - (02:43)
11. TATI (feat. DJ SpinKing) - (02:34)
12. WONDO - (02:01)
13. DUMMY (feat. TrifeDrew) - (02:35)