FRAIL SKIES

Autoproduzione (DIGITALE)

Voto Rockol: 3.0 / 5

di Marco Jeannin

“Frail skies” è il secondo EP de Il Diluvio, quartetto bresciano formato da Omar Khrisat (chitarra acustica), Simone Bettinzoli (chitarra elettrica/voce), Alessandro Serioli (tastiere/voce) e Piero Bassini (batteria). I ragazzi sono in gioco dal 2016 e hanno all’attivo un solo EP, l’omonimo “Il Diluvio”, uscito nel 2017. Cinque pezzi (quattro più un’intro a dire il vero) che hanno impostato la rotta all’interno di un indie pop abbastanza soffuso, con qualche reminiscenza alternative.

Suggestioni che si fanno invece più importanti in questo nuovo “Frail skies”, cinque pezzi registrati e mixati da Bruno Barcella e Alessio Lonati, e masterizzati da Lorenzo Caperchi presso T.U.P. Studio sempre ovviamente a Brescia, in cui i ragazzi mettono sul piatto una tendenza più marcata verso un indie dream pop di marca inglese, vedi “Snoflakes” o “Routes”, senza però dimenticare il vecchio approccio più rock, vessillo tenuto bene in alto dal primo singolo “Collapsing walls” (pezzo che sul lato arrangiamenti e suoni inizialmente mi ha fatto addirittura pensare ad alcuni passaggi dei Mogwai più recenti), dal dialogo tra batteria e chitarra dell’interessante “Avoid the worst” e dalla conclusiva “No hill to climb”.

Cinque pezzi per un buon EP chiamato dunque a definire sempre meglio il percorso di una band ancora in fase di scoperta del proprio suono. E da questo punto di vista, essendo comunque un progetto in divenire, mi sento di suggerire ai quattro di non escludere il cantato in italiano. Non perché cantare in inglese sia male, chiariamolo subito, piuttosto perché secondo me potrebbe funzionare bene su questo impianto sonoro. E’ una mia idea, quindi conta fino a un certo punto. Diciamo però che già il fatto che questi pezzi stimolino delle idee è un buonissimo segno. Avanti così.

TRACKLIST

01. Collapsing walls
02. Avoid the worst