STARDUST BIRTHDAY PARTY

New West Records, LLC (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Marco Di Milia

La salopette candida di chi deve pur decidersi a iniziare quei lavori in casa e il cappellino calcato su una massa di ricci non offrono un aspetto propriamente cool, eppure Ron Gallo è in realtà uno dei rocker più promettenti della sua generazione. Direttamente da Philadelphia, il ragazzo con la chitarra, a dispetto della sua giovane età, si è dimostrato infatti in grado di mandare giù, con l’aria beffarda di chi la sa davvero lunga, un turbinio di riff pescati dal garage, dal beat, dal punk e pure dal cantautorato classico.

Arrivato nel giro di un lustro al suo terzo album da solista con “Stardust Birthday Party”, pochi mesi dopo un mini di otto brani, “Really Nice Guy” e a un anno di distanza da un lavoro ultra citazionista e vorticoso come “Heavy Meta” - sì, l’ironia stramba di Ron si nota anche dall’assenza di una L - capace di mettere in subbuglio espliciti riferimenti di MC5, Rolling Stones, Devo, Television, Talking Heads, White Stripes e molto altro ancora.

Il calendario del musicista negli ultimi tempi si è rivelato un susseguirsi senza sosta di date e scadenze che però non gli ha impedito di portare avanti anche le registrazioni del nuovo disco, avvenute praticamente in contemporanea con un incessante tour da un lato all’altro dell’Atlantico, tra Stati Uniti ed Europa, con tanto di sei date nel nostro Paese promosse da bizzarre locandine con il meglio degli stereotipi sull’italianità nel mondo - “mangia”, “spaghetti”, “amore per tutti” e anche un più singolare “bistecca”, giusto per non farsi mancare proprio nulla.

Accompagnato da una rodata backing band composta da Joe Bisirri al basso e Dylan Sevey alla batteria - compagni d’arme in quella che il chitarrista stesso ha battezzato come Ron Gallo Trio - in “Stardust Birthday Party” Ron rielabora la sua estetica caciarona con nuove atmosfere a cavallo di ritmiche surf, suggestioni blues e funky, così come una buona dose di psichedelia, in un continuo alternarsi di idee e invenzioni da far perdere la bussola. Ma in questa scombinata varietà, c’è anche la voglia dell’autore di uscire dallo schema della nostalgia a tutti i costi per raccontare con sincerità disillusioni e speranze del proprio percorso interiore, senza per questo rinunciare alla sua solita esuberanza. Non solamente un tizio fuori di testa quindi, ma - anche - un artista capace di mettere insieme tecnica e una visione lucida di sé, a metà tra l’eversivo iconoclasta e l’eccentrico sensibile. In poco più di mezz’ora anima la propria fregola con le tirate adrenaliniche di “Always everywhere”, “Party tumor” e la marcia di “Do you love your company”, un paio di divertissement come la singolare meditazione di “OM” (unendo il suono sacro dell’universo a una più terrena “oh shit”), la spassosa “I wanna die (before I die)” e la voce della coscienza che si manifesta in “”You” are the problem”, in cui il musicista si rivolge al suo fanciullo interiore per fare il punto sulla propria esistenza.

Il modello di riferimento, per attitudine e personalità non potrebbe che essere Jack White, con la sua indole da guitar hero strabordante, capace di mescolare le carte del rock sporco e diretto tra istinto retrò, ganci melodici e folgorazioni geniali. Messo in qualche modo da parte il cazzeggio fine a se stesso, il carismatico Ron alterna momenti acidi a un cantautorato che si fa via via più profondo, dove l’ironia cede di qualche misura il passo a un desiderio di maturazione artistica e personale. Fino alla conclusiva e intimista “Happy deathday”, passando dall'omaggio a John Coltrane in “Love supreme” e la rassicurante “It’s all gonna be OK”, per il capoclaque di questo strambo power trio cose futili come successo, ambizione, educazione e saggezza non meritano poi tanta attenzione. Scegliendo di prendersene gioco, Ron Gallo si rivela un vero ribelle, saggio e del tutto imprevedibile.

TRACKLIST

01. Who Are You? Point To It! - (00:47)
02. Always Elsewhere - (03:37)
03. Prison Décor - (01:56)
04. Party Tumor - (02:11)
05. Do You Love Your Company? - (02:18)
06. "You" Are The Problem - (05:05)
07. OM - (01:11)
08. It's All Gonna Be OK - (02:51)
09. I Wanna Die (Before I Die) - (01:12)
10. Love Supreme (Work Together!) - (03:11)
11. The Password - (02:08)
12. Bridge Crossers - (03:19)
13. Happy Deathday - (04:16)