«FORMALISMI - La Macchina di Von Neumann» la recensione di Rockol

La Macchina di Von Neumann: leggi qui la recensione di "Formalismi"

Otto pezzi di sano post rock per il disco d'esordio dei quattro ragazzi brianzoli.

Recensione del 04 nov 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

... un esercizio di stile, una scatola da riempire, un concept del nulla, “Formalismi” gira intorno all’idea dell’abbandono della ricerca di un significato concreto da attribuire alla musica, così che l’ascoltatore possa associare questa musica alle proprie emozioni ed alle proprie esperienze in maniera totalmente attiva, libera, personale.

Mi piace come la pensano i ragazzi de La Macchina di Von Neumann. Davide Magni (chitarra), Francesco Lissoni (chitarra), Stefano Camboni (basso) e Samuel Nicoli (batteria). Mi piace perché rende il loro essere band, il loro modo di fare musica, molto vero e davvero sincero. Senza girarci troppo intorno, i Nostri mettono sul piatto otto pezzi di sano post rock senza troppi fronzoli, stilisticamente tendente più agli Explosions In The Sky e ai This Will Destroy You prima maniera piuttosto che ad altri. Un post rock quadrato, solido, basato sulle classiche dinamiche ritmiche e melodiche in cui basso batteri a e chitarre (plurale d’obbligo) arrivano a dialogare sempre in modo molto equilibrato ed efficace; composizioni ed arrangiamenti pensati per arrivare dritto al punto e fare quello che la musica strumentale dovrebbe fare: stimolare. Cosa? Idee, immagini, sensazioni… quello che vi pare. Ecco quindi che gli otto formalismi di marca Von Neumann arrivano ad adempiere a questa missione senza nemmeno fare troppa fatica grazie appunto alla qualità dei quattro brianzoli che, dopo la pubblicazione dei primi due EP autoprodotti, “s/t” del 2014 e “Buona Musica!” del 2015, ad agosto 2017 hanno iniziato a lavorare a questo nuovo disco al 33Hz Studio di Trezzo sull'Adda con Davide Magni, disco il cui mastering è stato curato poi da Andrea de Bernardi presso lo studio Eleven Mastering.

Un esordio convincente, quasi rassicurante. Finalmente po’ di post rock senza pretese e da ascoltare con piacere, che non fa mai male. Ascolti consigliati? Le distorsioni di "Trattore, i saliscendi de “L’estate del ’76” e i due singoli, “Arturo”, forse la mia preferita, e “Lipsia”, pezzo che chiude il disco con una certa malinconia. O almeno, questa è la sensazione che ha fatto a me. Liberi voi di sentirla come volete.

TRACKLIST

01. Qui una volta era tutta campagna (04:28)
02. Arturo (04:38)
03. L'estate del '76 (04:38)
04. Legna del mattino (03:27)
05. ¯\_(ツ)_/¯ (02:45)
06. Trattore (05:31)
07. Purovška (04:51)
08. Lipsia (05:06)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.