«UNDICI CANZONI DI MERDA CON LA PIOGGIA DENTRO - Giorgio Canali» la recensione di Rockol

Giorgio Canali: leggi qui la recensione di "Undici canzoni di merda con la pioggia dentro"

Il ritorno di Canali con undici inediti a sette anni di distanza da "Rojo"

Recensione del 07 ott 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

E con questo fanno otto dischi, otto lavori in cui Giorno Canali ha raccontato se stesso. Direi che quindi Giorgio Canali oggi lo conosciamo abbastanza bene, e non vorrei parlare di questo nuovo disco ripetendo troppe volte cose che di Canali sono state già dette. Cose sul suo modo di essere, su come scrive e su come interpreta: “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro” in questo senso è semplicemente il nuovo disco firmato Giorgio Canali & Rossofuoco. Prendere o lasciare. Un disco di un artista che quando decide di entrare in studio è perché ha davvero qualcosa a dire; in caso contrario meglio tacere, e Canali di silenzio ne ha fatto. Se saltiamo la parentesi “Perle per porci”, non perché sia male ma perché parliamo di un album di cover (per quanto comunque fatte a modo suo), sono passati sette anni da “Rojo”. Sette anni sono parecchi, eppure il filo del discorso non sembra essersi interrotto. Anzi, giusto per dare ancora di più questo senso di continuità (creativa), Canali riprende proprio il pezzo di chiusura di “Rojo”, "Orfani dei cieli”, pezzo in cui cantava “… come se avessimo bisogno di un'altra canzone di merda con la pioggia dentro” per dare vita ad un nuovo capitolo della storia. Perché, guarda caso, in sette anni il mondo è cambiato e questo bisogno è tornato a bussare alla porta, generando non uno ma undici (perdonatemi ma non resisto), pezzi di merda con la pioggia dentro. Un titolo che è già sufficientemente un programma.

Il sorriso però va immediatamente messo da parte, perché queste undici canzoni (meglio?) sono sempre ben intrise della disillusione tipica di un Canali che varcata la soglia dei sessant’anni non ha perso un centesimo del suo smalto, della sua proverbiale ruvidità e della sua immediatezza. Certo, non è più il 2002 di "Rossofuoco" e sono passati nove anni da quello che ad oggi rimane forse il suo migliore disco come solista, “Nostra signora della dinamite”, ma il tempo in casa Canali sembra scorrere in modo diverso. Ed ecco quindi che se andiamo a riprendere proprio “Nostra signora della dinamite”, giusto per dare una rinfrescata alla memoria, e poi ascoltiamo questo nuovo “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”, qualcosa in più che una somiglianza stilistica lo troviamo; il tempo non sembra poi davvero passato. Sarà l’atmosfera o magari quel carattere un filo più riflessivo. Sarà… ma ho sentito una certa vicinanza concettuale tra i due dischi. Ecco, tutto questo per far capire a chi Canali lo conosce bene di cosa stiamo parlando, poi aggiungo che “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro” è il solito bel disco disco di canzoni che colpiscono allo stomaco, canzoni figlie del tempo e delle incertezze che viviamo. Canzoni cantate di pancia sì, ma con la sicurezza di chi gioca questo sport da tanto tempo e si prende il tempo giusto (ancora il tempo) per raccontarle nel modo migliore. Non mi soffermo su pezzi specifici perché non ha un vero senso farlo: più che consigliarne l’ascolto non so cos'altro dovrei fare. Aggiungo solo che il disco si chiude con “Mandate Bostik”, pezzo estremamente essenziale e, manco a dirlo, bello incazzoso.

Un pezzo destinato a rappresentare la fine di tutto o magari l’ennesimo spunto per nuovo inizio? Questo noi non lo possiamo sapere. Possiamo però sperare che ciò che arriverà sia meglio di quello che è stato, e che Canali e tutti gli Artisti come lui non smettano di raccontarlo. A prescindere, fuori dal tempo. Citando un Bianconi piuttosto recente e in un modo che Canali potrebbe apprezzare… il passato ha rotto il cazzo. Alla prossima, Giorgio. Noi saremo ancora qui.

TRACKLIST

01. Radioattività (04:42)
02. Messaggi a nessuno (03:22)
03. Piove, finalmente piove (03:19)
04. Estaate (04:06)
05. Undici (03:22)
06. Emilia parallela (03:01)
07. Aria fredda del nord (04:02)
08. Fuochi supplementari (04:32)
09. Danza della pioggia e del fuoco (02:59)
10. Mille non più di mille (02:42)
11. Mandate bostik (02:14)
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