«BLUE TOUCHES BLUE - Noa» la recensione di Rockol

Noa - BLUE TOUCHES BLUE - la recensione

Recensione del 17 mar 2000

La recensione

Il titolo dell'album è bellissimo, perché sta a indicare il luogo in cui il cielo e il mare si incontrano. Che è un posto fisico, ma anche un luogo dell'anima, per il popolo israeliano: l'ha spiegato Noa in persona. Questa giovane signora coi riccioli si ripresenta al pubblico con "Blue touches blue", dunque: un album discontinuo, affascinante a tratti, ma non sempre.
Certi brani - come il singolo di lancio "If I give you everything", oppure "Carefully" purtroppo ricordano più gli esercizi vocali di Celine Dion che il calore di un disco nato e cresciuto in terra d'Israele. Ci sono, per l'appunto, alcune fortunate eccezioni: segnaliamo la canzone che dà il titolo all'album, una cantilena le cui strofe si rincorrono le une con le altre senza requia. E poi, su tutte, "Long coat in winter", che verrebbe da etichettare come la solita, struggente ballata e che invece è un canto d'amore tanto saggio da sembrare insensato.
Citiamo gli unici due brani che non sono cantati in inglese: "Dala dala" (yemenita) e "Morning" (in ebraico). La prima è un canto tradizionale per voce sola, riadattato con garbo e sapienza. La seconda, invece, è dominata dalle percussioni (que viva!), e l'ebraico arrotato di Noa ricorda tanto il suo capolavoro, "Mishaela", e un po' ne fa sentire la mancanza.
Chiudono l'album la all-american "The beauty of that", che curiosamente fa venire in mente un pezzo di Simon & Garfunkel (ma poi si rovina e diventa simile alla colonna sonora del Michey Mouse Club), e infine la bellissima "Beautiful that way", inserita nel disco come bonus-track, e già tema della colonna sonora di "La vita è bella": celestiale.
A conti fatti, dunque, chi si aspetta un disco tutto intenso, vivo e palpitante (come "Noa", l'esordio discografico internazionale della cantante) farà bene a non comprare "Blue touches blue", che pure può vantare un illustre produttore, Mike Hedges (Cure, Siouxsie and the Banshees, Manic Street Preachers). Chi si accontenta, invece, di una manciata di brani significativi, corra nei negozi. E a casa, con il lettore cd, utilizzi con senno (e gusto personale, s'intende) il comando "program".
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.