Recensioni / 11 set 2018

Viito - TROPPOFORTE - la recensione

I Viito entrano nel girone principale dell'indie pop

Esce l'album d'esordio del duo di "Bella come Roma". Per chi non si arrende alla fine dei vent'anni e si sente ancora un bambinone.

Voto Rockol: 3.0 / 5
Recensione di Mattia Marzi
TROPPOFORTE
Sugar S.r.l. (Digital Media)

C'è una genuina autenticità nelle canzoni dei Viito. Non hanno grandissime pretese: vogliono semplicemente provare a raccontare la loro generazione, quella di chi non si arrende alla fine dei vent'anni (per citare Motta) e si sente ancora un bambinone. Te ne accorgi appena schiacci play e fai partire il loro disco: "Voglio bere troppi cocktail / chiamarti troppe volte / amarti troppo forte / e addormentarmi un po'". Il duo prova ad entrare nel girone principale dell'indie pop (o itpop, se preferite) dopo una serie di singoli che sono abbastanza piaciuti ai seguaci della scena (nell'ordine: "Bella come Roma", "Industria porno", "Una festa" e "Compro oro"): lo fa con una manciata di canzoni dal sound bello rotondo, solido, perfetto per accompagnare il ritorno a scuola (o al lavoro) dopo le vacanze.


Quello dei Viito è un pop rock sfrontato, sfacciato e anche un po' arrogante: "E con la faccia pulita vorrei tagliarti la strada / vorrei bruciarti la scuola / avvelenarti la mela", cantano in "Bella come Roma", citando Vasco. Il duo ha lavorato al disco insieme a Marta Venturini, la produttrice dietro al suono dell'album-simbolo dell'indie pop italiano, "Mainstream" di Calcutta, che ha aiutato Giuseppe e Vito a cercare una loro direzione. I suoni e il linguaggio del cantautorato romano 3.0, quello nato e cresciuto tra le pareti dei locali del Pigneto e di San Lorenzo, incontra qui elementi diversi: un pop rock che strizza l'occhio a Le Vibrazioni ("Troppo forte"), la leggerezza dei Lunapop ("Mondiali"), la faccia tosta del primissimo Grignani (da notare la somiglianza con Vito, il cantante), con testi che parlano dell'amore ai tempi di Instagram e di Whatsapp ("Ogni domenica alle 3 / guardo il campionato / da quando abbiamo litigato").

Se da un lato i Viito provano ad andare oltre i luoghi comuni dell'indie pop, al tempo stesso corrono il rischio di somigliare a troppe cose e di non avere una loro precisa identità: ma il disco funziona e le canzoni (se vi piace il genere - e se avete vent'anni, o se non riuscite proprio ad accettare di essere entrati nei trenta) si fanno ascoltare piuttosto volentieri. Per il duo ora arriva il compito più difficile: cercare di restare nel girone principale della scena e non retrocedere.
PS: la (bellissima) ragazza sulla copertina si chiama Alice Pagani, ha vent'anni e dopo aver recitato una piccola parte in "Loro" di Paolo Sorrentino sarà protagonista di "Baby", la serie di Netflix sulle baby squillo romane (in uscita entro fine anno).

TRACKLIST

01. Troppo forte - (02:49)
02. Bella come Roma - (03:47)
03. Tempi migliori - (02:49)
04. Compro oro - (03:06)
05. Una festa - (02:45)
06. Mondiali - (02:41)
07. Lisbona - (03:18)
08. Cerco l'estate - (03:14)
09. Industria porno - (03:13)
10. Esami - (04:39)