Recensioni / 11 set 2018

Sherpa - TIGRIS & EUPHRATES - la recensione

Sherpa: leggi qui la recensione di "Tigris & Euphrates"

Un album nato dalla necessità di scavare profondamente nei meandri oscuri dell'evoluzione dell'essere umano.

Voto Rockol: 4.5 / 5
Recensione di Marco Jeannin
TIGRIS & EUPHRATES
Sulatron Records (DIGITALE)

Sherpa: al secolo Matteo Dossena, Pierluca Michetti, Axel DiLorenzo, Franz Cardone, Ivano Legnini, Enrico Legnini, Fabio Cardone. Pescaresi, si danno un obiettivo comune nel 2015, diciamo un nuovo obiettivo, mettendo fine al progetto Edith A.u.f.n. per ricominciare con gli stessi effettivi ma prospettive diverse la nuova avventura. Nuova avventura che si porta appresso un cambio di sonorità, dal folk rock all’americana ad una psichedelia scura, acida, occulta. Fanno il loro esordio con “Tanzlinde”, disco davvero piuttosto interessante cui a un paio d’anni di distanza fa eco questo nuovo “Tigris & Euphrates”, sei pezzi registrati in diverse sessioni dal vivo, negli Arcade Studio di Pescara, tra dicembre 2016 e gennaio 2017 da Giuseppe Sericola e Fabio Cardone, mixati da Fabio Cardone e masterizzati da Eroc Ehrig.

Un album nato dalla necessità di scavare profondamente nei meandri oscuri dell'evoluzione  dell'essere umano. Un'evoluzione osservata dal punto di vista del linguaggio e di come esso, nel suo costante mutamento, abbia profondamente modificato i rapporti fra gli esseri umani. È un album oscuro, lento e crudele che al contempo lascia entrare luce e speranza; un percorso sonoro invernale, da luci basse e volumi non esagerati, affinché si possa insinuare nella mente  come un mantra, come un cerchio eterno che si chiude su se stesso, come l'evoluzione stessa.

Effettivamente la cosa che colpisce di questo album è l’intenzione dichiarata di accompagnare l’ascolto settandolo su una velocità sempre controllata, agganciandolo attraverso melodie sempre chiare e pulite (sarà ma io ci ho sentito pure qualcosa degli Spain) costruite però su più strati. E non tragga in inganno l’omaggio ai Sunn O))) in "Kim (((o))": la reference più immediata per gli Sherpa sono gli OM, che sul concetto di mantra hanno costruito letteralmente una carriera. OM che ritornano un po’ in tutto questo lavoro, a mio avviso davvero molto, molto bello. Bello perché parliamo del lavoro di una band che tecnicamente sa suonare, non ha paura di farlo dandosi dei limiti (temporali in primis) e sa scegliersi i suoni più adatti per farlo al meglio.

Poi da fan della psichedelia quale sono, ovviamente con me i ragazzi hanno sfondato una porta aperta; l’autunno è alle porte, che vi piaccia o no, e l’ascolto di “Tigris & Euphrates” mi ha fatto lo stesso effetto di una ventata d’aria fresca dopo mesi di caldo inaccettabile. Non mi resta quindi che rispolverare il buon vecchio adagio che recita più o meno: prendetevi il tempo per ascoltarlo un po’ tutto questo “Tigris & Euphrates”, da cima a fondo. E l’unico modo per apprezzarlo e perdersi nelle pieghe di un suono che, come tutte le cose belle, chiede tempo per essere capito, vissuto, apprezzato. Gran bel disco, ragazzi.

TRACKLIST

01. Kim (((o)))
02. Creatures from Ur
03. Equiseto
04. Abscent to the mother of language
05. Overwhelmed
06. Descent of Inanna to the underworld