«TIGER ARMY - Tiger Army» la recensione di Rockol

Tiger Army - TIGER ARMY - la recensione

Recensione del 14 mar 2000

La recensione

Arriva al debutto sull'etichetta di Tim "Rancid" Armstrong una nuovissima entità musicale dalle ispirazioni completamente opposte a quello che la label californiana aveva prodotto sino ad ora. Tiger Army è, infatti, un giovane trio punk/psychobilly che ha cominciato a farsi notare solamente tre anni fa. Appartenendo ad una scena relativamente piccola e frammentata (lo psychobilly ha oggi pochi ma leali fans), il sound dei Tiger Army può essere a detta di molti circoscritto ad una élite esclusiva di pubblico. L'appeal e la carica anfetaminica del terzetto ha saputo però catturare da subito negli States un'audience molto variegata, comprendente punk rockers, hardcore kidz e skinheads. Nick 13, il tatuato vocalist e chitarrista dei Tiger Army, con l'aiuto del batterista degli AFI e del bassista dei Quakes (noto combo psychobilly) ha registrato quest'album che racchiude moltissime influenze che vanno dal rock anni '50 (inclusa in quest'esordio anche una cover di "Twenty flight rock" di Eddie Cochran), all'adrenalinica e ruvida velocità dei migliori Meteors degli '80, ma anche al punk d'annata. I testi dei Tiger Army sono circondati da un'impenetrabile nebbia fatta di diavoli, lupi mannari e dark lady: gli stessi argomenti da b-movies che resero famose le canzoni di Misfits e Cramps. Solo nella canzone "Outlaw heart" il ritmo si rallenta e l'aria si fa più respirabile, conducendoci in un vero e proprio paesaggio country-western alla Sergio Leone. A dar maggior tono e carattere a tutta l'opera è il contrabbasso, suonato senza risparmio da Rob Peltier. Se questo è un segnale che indica l'imminente rinascita della scena psychobilly (Frantic Flinstones, Demented Are Go, Guana Batz sono solo alcuni dei protagonisti), allora accogliamo di buon grado anche questo "schizzatissimo" esordio dei Tiger Army, aspettando altre novità da fronte dei caratteristici boys dai capelli a "banana" e dai tatuaggi "old americans".
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