«CIAO CUORE - Riccardo Sinigallia» la recensione di Rockol

Il riscatto di Riccardo Sinigallia

"Ciao cuore" è un album prezioso: non solo perché riporta sulle scene il cantautore romano dopo quattro anni di assenza, ma soprattutto perché ce lo restituisce al massimo delle sue potenzialità. Ecco la recensione.

Recensione del 14 set 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Che strano destino, quello di Riccardo Sinigallia. Ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle e interessanti della musica italiana degli ultimi vent'anni, ma lo ha fatto restando sempre qualche passo indietro, senza mai vestire i panni del protagonista. Non è un caso: la lista dei dischi che ha prodotto (vale citare almeno i primi due album di Niccolò Fabi, "La descrizione di un attimo" dei Tiromancino e "Non erano fiori" di Coez) comprende più del doppio dei titoli che costituiscono la sua discografia da cantautore, tanto apprezzata da colleghi e addetti ai lavori quanto (ingiustamente) snobbata dal grande pubblico. Questo album, che esce a quattro anni di distanza dal precedente, prova a rendergli giustizia.

Con "Per tutti" del 2014, contenente quel gioiellino che era - e che resta - "Prima di andare via" (recentemente rispolverata da Gabriele Muccino, che l'ha inserita nella scena finale del suo ultimo film "A casa tutti bene"), il cantautore romano chiudeva una trilogia cominciata nel 2003 con l'eponimo album d'esordio e portata avanti nel 2006 con "Incontri a metà strada", archiviando così la prima fase della sua carriera. "Ciao cuore" è una ripartenza: Riccardo ha lavorato a questo album negli ultimi quattro anni, parallelamente ad altri progetti (la produzione del disco di Motta, i Deproducers, la colonna sonora di "I mille giorni di Mafia Capitale"). Come al suo solito, ha voluto fare le cose con calma: ha lavorato come un artigiano con i suoi manufatti, cercando di trovare il vestito giusto per ogni canzone. Gli arrangiamenti sono complessi, stratificati, con un'anima acustica (tra i musicisti che suonano nel disco ci sono anche Motta e Adriano Viterbini) ma anche con una forte componente elettronica: "La mia vera passione è quella dell'editing, però utilizzando sempre diverse fonti: mi piace usare strumenti acustici, elettrici o analogici e poi sopra avere la possibilità di sperimentare con il digitale, anche selvaggiamente. È una tecnica mista, diciamo, e in questo disco si sente bene", ha spiegato Sinigallia nella nostra intervista.

È stato un lavoro di cesello e di continuo rimaneggiamento, soprattutto di selezione (perché "non tutto merita di entrare all'interno di un disco"), che alla fine lo ha portato a scegliere nove canzoni: raccontano le storie di vari personaggi, quelli che popolano la bellissima copertina del disco, uno scatto della fotografa Ilaria Magliocchetti. C'è l'amore per la compagna di una vita, la bassista Laura Arzilli ("Niente mi fa come mi fai tu"), c'è un inno ai tecnici di palco ("Backliner"), c'è il ritratto di una femminilità frivola ("Le donne di destra"), ci sono i ricordi dell'infanzia ("Dudù") e c'è pure una canzone dedicata alla vicenda di Federico Aldrovandi ("Che male c'è", scritta a partire da una lettera dell'attore Valestro Mastrandrea, un'emozionante crescendo che nella struttura ricorda un po' "Creep" dei Radiohead). Sono canzoni che a volte stravolgono la forma classica della canzone e a volte la rispettano con cura e precisione (come in "A cuor leggero"), in cui parole e suoni si valorizzano a vicenda, evocando e tratteggiando suggestioni in bilico tra realtà e immaginazione.

"Ciao cuore" è un album prezioso: non solo perché riporta sulle scene il suo autore dopo quattro anni di assenza, ma soprattutto perché ce lo restituisce al massimo delle sue potenzialità (la maniacale cura del suono che caratterizza la sua attività di produttore, le belle intuizioni del musicista, la scrittura ricercata del cantautore). È un disco che arriva quasi a sorpresa, in punta di piedi, senza clamore. E che punta dritto in mezzo al petto.

TRACKLIST

03. Bella quando vuoi (04:37)
04. Backliner (03:23)
05. Le donne di destra (03:01)
06. Ciao cuore (03:33)
07. Dudù (04:28)
08. Che male c'è (05:13)
09. A cuor leggero (03:35)
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