UNIFORM DISTORTION

Coop-Ato (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Marco Di Milia

Arrivato al fatidico appuntamento dei quarant’anni, il barbuto Jim James ha messo ancora una volta sotto sale i suoi My Morning Jacket, musicalmente fermi dal 2015, per la sua terza sortita da solista, a pochi mesi dell’uscita delle cover di “Tribute to 2”. Il risultato, “Uniform Distortion”, è un lavoro di pancia ispirato a una collana di libri-manifesto della hippie generation, "The Last Whole Heart Catalog", una sorta di enciclopedia universale che, in barba alle utopie, cercava di condensare su carta lo scibile umano. Questa antesignana in tomi di Wikipedia - in particolare quello che doveva essere l’ultimo volume della serie - è stata la scintilla che ha messo in moto l’effervescente vena creativa del musicista americano. Ben rappresentato dal suo titolo, il disco è un'energica raccolta di brani rock senza particolari orpelli, carichi di quella voglia tutta istintiva di lasciarsi andare in libertà, infischiandosene di costrizioni e disciplina. Nelle undici tracce, James ha preferito approcciarsi alla sua musica per via diretta, con pochi fidati collaboratori in studio quali il bassista Seth Kauffman e il batterista Dave Givan, il trio dei coristi Dear Lemon Trees, e, soprattutto, mettendo alla porta fin da subito artifici e sovrastrutture.

"Just a fool", il brano di apertura, nonché primo assaggio dell'album, è a tutti gli effetti la rappresentazione in sintesi degli intenti del chitarrista con quel senso di fresca gioiosità e il bisogno di far scorrere appieno la propria adrenalina per scrollarsi di dosso pesi e costrizioni. Così come in fondo nel resto di “Uniform Distortion”: “You get to Rome” bissa in velocità il singolo di apertura e ribadisce la stessa libera vitalità. Non solo gongolante brio fine a se stesso però, perché tra le corde di Jim James, considerato non a caso tra i migliori assi della “nuova” generazione, ci sono anche ballate elettriche e momenti più intensi, in cui si riconosce l'influenza della penna dei maestri Springsteen e Young, come quando sceglie di fuggire da un'overdose di social media per guardarsi indietro in “Throwback” - “Throw back thursday to the way that it was / When we were young, when we were young” - e sfodera la seducente emotività di “No secret”, che, invece di spezzare a metà tanta energia, è in grado di mettere un paio di fondamentali puntini di sospensione in un lavoro che riesce a correre velocemente lungo tutto il suo programma.

Non ha mai fatto troppo mistero Jim James della sua poliedricità stilistica, un estro capace di manifestarsi anche in un disco in apparenza grezzo come questo suo nuovo lavoro fuori dal gruppo. Procede su registri diversi, ma saldamente connessi, mescolando spontaneità e analisi per misurarsi con un mondo in perenne stato di calamità, alla ricerca di un’illuminata risposta a questi tempi turbolenti, come succede nell’esplosiva “Over & over”, specchio di un’epoca in cui si fanno sempre gli stessi errori, si lanciano le solite bombe e si tirano su gli stessi muri. Eppure, in questo misto di entusiasmo e amarezza, a fare la differenza è la contagiosa irruenza di spassosi riff e spigolosità garage, che trova spazio nell’allegria di “Yes to everything” e “Better late than ever” e nello psych rock, che in fondo è sempre nelle corde di Jim James, di “No use waiting”.

“Uniform Distortion” si propone perciò come un avvicinamento verso il naturale retroterra del suo autore. Preferisce mettere in chiaro il passato anziché spingersi in direzioni meno battute, che nel caso specifico di James, non sono mai state del tutto scontate. Si ritrova così un groviglio efficacissimo di amarezza e ironia, veleno e divertimento, e quella fedeltà ai canoni di un genere ampiamente collaudato da farne un ottimo compagno di viaggio di questa stagione. Ancora una volta, Jim James, con imprevedibile prevedibilità, si ritrova ad essere un cantautore ispirato, convincente nella sua dimensione di schietta e urticante esuberanza.

Una nota a parte, infine, merita la storia della grafica di questo “Uniform Distortion”, ovvero l’opera fotografica "Illuminated Man", realizzazione dell’artista Duane Michals, già presente all’interno del sopracitato "The Last Whole Earth Catalog" e in un primo momento negata per essere utilizzata come scatto di copertina. Il fotografo ha infatti dapprima posto il veto, salvo poi rivedere la sua decisione. A convincerlo, una lunga lettera scritta proprio da Jim James, riportata sul sito della NPR - l’organizzazione che rappresenta oltre 900 stazioni radio statunitensi. Un messaggio che evidentemente ha colto nel segno, lasciando tra le sue battute, come nell’album, i segnali di un brusco disincanto.

TRACKLIST

01. Just A Fool - (04:00)
02. You Get To Rome - (02:28)
03. Out Of Time - (02:51)
04. Throwback - (05:18)
05. No Secrets - (04:52)
06. Yes To Everything - (04:44)
07. No Use Waiting - (03:35)
08. All In Your Head - (03:01)
09. Better Late Than Never - (01:58)
10. Over And Over - (03:38)
11. Too Good To Be True - (03:42)