«VANISHED GARDENS - Charles Lloyd» la recensione di Rockol

Charles Lloyd + Lucinda Williams, grande album.

"Vanished gardens" è un album che trascende i generi musicali. Un disco suonato da grandi musicisti.

Recensione del 22 lug 2018 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

A ottanta anni Charles Lloyd può ben permettersi di incidere ciò che vuole e con chi vuole. In realtà il chi vuole sono i Marvels, quella che si può indicare come la sua band:  Bill Frisell (chitarra), Greg Leisz (steel guitar), Reuben Rogers (basso) e Eric Harland (batteria). Il ciò che vuole in fondo non è mai davvero molto importante per un musicista, ogni spartito se interpretato con talento, passione e serietà nasconde soddisfazione.

Charles Lloyd, proprio per avvalorare quanto sopra, condivide il suo nuovo album con la cantautrice (Rock? Country? Folk?) Lucinda Williams. Complici, crediamo, i buoni uffici di Frisell e Leisz che lavorano assieme a lei ormai da qualche anno. Non è una novità assoluta, nel 2016 il preludio a questo disco fu la versione che i due, assieme ai Marvels, fecero della “Masters of War” di Bob Dylan. Charles Lloyd è indubitabilmente un jazzista, ma non un purista del jazz. Anzi, il primo genere musicale che si è parato dinanzi alla sua strada molti molti anni fa è stato il blues. I suoi maestri furono B.B. King e Howlin’ Wolf, giusto per farsi le ossa. Poi venne il tempo del jazz, ma, agli inizi degli anni settanta anche le collaborazioni con Beach Boys, Doors e Canned Heat. Un tipo curioso. O irrequieto. Oppure laico. Queste righe per dire che nella sua lunghissima carriera non ha disprezzato la contaminazione e quindi niente di strano nel collaborare con una delle più stimate cantautrici statunitensi dei nostri giorni.

“Defiant” e il suo lungo assolo di sassofono ci introducono al lungo ascolto – oltre 70 minuti – di “Vanished Gardens”, il tempo pare sospeso e le chitarre di Bill Frisell e Greg Leisz si prendono il loro spazio. L’atmosfera è polverosa, quasi western. Il senso di circolarità e compiutezza è dato, in chiusura, ancora dal sax dell’80enne nativo di Memphis. Senza soluzione di continuità, in “Dust”, subentra la dolente voce di Lucinda Williams. E si intuisce che questo viaggio, in bilico tra più generi musicali, sarà di quelli molto soddisfacenti. La title track è uno strumentale nel quale il gioco di squadra si alza a livelli davvero molto interessanti. I musicisti si cercano, flirtano, si sfiorano, scappano all’indietro e volano alti verso “Ventura” dove li attende Lucinda, pensa lei ad aggiungere le parole al commento sonoro. Lo schema della tracklist prevede che a un brano strumentale ne faccia seguito uno cantato. Così giunge la malinconica “Ballad of the Sad Young Men” seguita da “We’ve Come Too Far to Turn Around”, unico inedito della Williams presente nell’album. “Blues for Langston and LaRue” è un piacere per le orecchie e per il cuore e vede impegnato Lloyd al flauto, mentre la Williams interpreta il suo classico del 2007 “Unsuffer Me” da par suo dando peso e importanza ad ogni parola spesa in questa session lunga quasi dodici minuti. La doppietta finale omaggia due giganti: il jazzista Thelonious Monk con “Monk’s Mood” e, a chiudere “Vanished Gardens”, la cover hendrixiana di “Angel”, assolutamente all’altezza della sua fama.

Il disco, senza troppi giri di parole, è ottimo. La somma dell’unione tra Lloyd, la Williams e gli altri miracolosi musicisti è di molto superiore alla somma delle singole parti, come di norma accade quando c’è il giusto feeling e il giusto affiatamento. “Vanished Gardens” è un album che non ha precisi punti di riferimento musicali. E’ un album che ingloba e amalgama frammenti della tradizione musicale americana - jazz, blues, country, rock, soul – dal quale ne esce una purea deliziosa. E’ un album che si merita molti complimenti e approfonditi ascolti.

TRACKLIST

01. Defiant (08:41)
02. Dust (07:58)
03. Vanished Gardens (09:03)
04. Ventura (06:22)
05. Ballad Of The Sad Young Men (06:17)
06. We've Come Too Far To Turn Around (06:30)
07. Blues For Langston And LaRue (05:38)
08. Unsuffer Me (11:40)
09. Monk's Mood (05:15)
10. Angel (05:53)
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