EVERYTHING IS LOVE

Parkwood Entertainment LLC, under exclusive licens (Digital Media)

Voto Rockol: 3.0 / 5
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di Michele Boroni

Dietro a The Carters si nascondono (neanche troppo, in realtà) Beyonce e Jay Z - i coniugi Carters, appunto – e la narrazione del loro burrascoso matrimonio. “Everything is Love” è, di fatto, la chiusura (con happy ending) di una trilogia iniziata con  “Lemonade” (2016) disco contenente le accuse di Queen Bey per il tradimento del marito e successivo perdono, proseguito poi con “4:44” (2017) dove Jay Z recitava un lungo mea culpa pieno di odio verso se stesso per aver rischiato di perdere tutto. 

Il racconto continua nel presente con un lungo tour mondiale congiunto (“On the run II” che toccherà l'Italia il 6 e l'8 luglio) all'interno del quale arriva questo “Everything is Love”, uscito a sorpresa sabato scorso in esclusiva su Tidal (ma da ieri anche su tutte le altre piattaforme), di cui però si vociferava da tempo. Come si intuisce dal titolo, le nove canzoni contenute nel disco raccontano la ritrovata beatitudine della super-coppia, con tanto di esaltazione del proprio super-matrimonio, visto quasi come un'arma rivoluzionaria e che, forti di questo, permette loro di parlare in modo disinvolto di razzismo e di povertà del popolo afroamericano ("Black Effect"). Del resto, lo aveva dichiarato lo stesso Jay Z di come la loro arte era diventata una sorta di “sessione di terapia” che permetteva di risolvere i loro problemi pubblicamente pur mantenendo quell'essenziale elemento di controllo. 

Ma veniamo al disco. Nonostante la dicitura The Carters, sarebbe più corretto attruibuirlo a “Beyonce con Jay-Z”, visto la prevalenza della ex Destiny's Child nei confronti del marito. E questo non per la classica ripartizione da featuring cantato-rap, perché questa volta anche Beyonce rappa e lo fa, come ogni cosa in cui si cimenta, straordinariamente bene.


Il disco non ha la potenza di "Lemonade" e forse nemmeno  la novità introspettiva e anti-ego di “4:44”, ma si muove più su suoni e liriche autocelebrative, con un mix sapiente di soul classico, hip-hop, caldo r&b e banger trap tanto di moda ora. “Apeshit” il singolo apripista  (quello con il video un po' Solange e un po' cafone, ambientato al Louvre), è il tentativo molto pharrelliano, che infatti lo produce, di essere update con i suoni di oggi  le metriche trap e i Migos dietro a fare i versetti (sembra quasi la parodia di Donald Glover su Saturday Night Live di qualche settimana fa). Altrove vengono invitati a suonare la resident band della Daptone Records (“Summer”), si ascoltano arrangiamenti lussureggianti con fiati anni 70 (“Boss”) e accordi di piano jazz mescolati con un ritmo ipnotico (“Nice”), ma nessuno dei pezzi, seppur ben prodotti ed eseguiti, rimangono attaccati o colpiscono particolarmente. 
“I miei pronipoti sono già ricchi / sono molti bambini marroni nella tua lista di Forbes” (“Boss”) , “Non c'è bisogno di chiedere, hai sentito parlare di noi” (“Heard about us”). 

I testi di “Everything Is Love” si concentrano nell'inneggiare la natura imperiale del successo dei black Carters, su quanto siano prosperi e magnifici, lo stesso che un po' caratterizzava quel “Watch the Throne” della coppia Jay Z-Kanye West (ora si capisce di chi era il concept). Jay si lamenta dei Grammy che non ha ricevuto (“Apeshit”), poi in “Friends” cita gli amici su cui poter fare affidamento, ma anche quelli che lo hanno deluso, tra cui Kanye West e la famiglia Kardashian (e forse non è un caso che il disco sia uscito proprio il giorno stesso dell'atteso album di Nas prodotto dal temporaneamente prolificissimo Kanye West). 
“LoveHappy” è il brano conclusivo: un botta e risposta piacione tra i due che riprendono tutti i meme lanciati da Beyonce come “Becky With the Good Hair”, la presunta amante di Jay Z,  per poi concludere  “Ci siamo lasciati e siamo tornati insieme  Ora siamo felici nell'amore". 

Ok, è andata bene ("Non posso credere che ce l'abbiamo fatta" ripete spesso Bey in “Apeshit”), lo abbiamo capito e siamo pure contenti per voi, però adesso è il caso di inventarsi qualcosa di nuovo. 

TRACKLIST

01. SUMMER - (04:45)
02. APESHIT - (04:24)
03. BOSS - (04:04)
04. NICE - (03:53)
05. 713 - (03:13)
06. FRIENDS - (05:44)
07. HEARD ABOUT US - (03:10)
08. BLACK EFFECT - (05:13)
09. LOVEHAPPY - (03:49)