Recensioni / 05 apr 2018

Maria Antonietta - DELUDERTI - la recensione

Maria Antonietta: leggi qui la recensione del nuovo "Deluderti"

Nove pezzi di pop agrodolce per il terzo album firmato da Letizia Cesarini, in arte Maria Antonietta.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Marco Jeannin
DELUDERTI
Tempesta Dischi (CD)

“Deluderti” è stato scritto nella campagna di Senigallia, nella mia casa circondata dai meli, dagli olivi, dai cipressi, dalle siepi di salvia, dal gelsomino e dalle api. Uno spazio sicuro, quasi immune dal concetto di aspettativa e delusione, una specie di spazio astratto dalle contingenze. Sono stati anni densi di letture e scatoloni di libri che arrivavano a giorni alterni... i libri per la mia tesi di laurea, i saggi di storia medievale, i libri di poesia soprattutto. Cristina Campo, Fernanda Romagnoli, Emily Dickinson, Sylvia Plath… come sorelle maggiori e quasi unica compagnia nella scrittura, un percorso tortuoso e luminoso a tratti.

“Deluderti” è il terzo disco di Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini. Terzo lavoro che riapre la strada musicale della cantautrice pesarese dopo quattro anni di silenzio, quattro anni passati a suonare, leggere, scrivere e studiare quello che trovate qui sopra, in un mondo a metà tra poesia e medioevo. Quattro anni di formazione pura che ci hanno restituito un’artista, oggi trentunenne, con quello che a conti fatti sembra essere il suo disco più preciso e sicuro, nove pezzi che nella loro complessità emotiva trovano compimento in un pop sempre delicato, quasi sussurrato, impreziosito dalla timbrica inconfondibile di chi non ha nulla da dimostrare perché ha già affondato le mani in quel marasma che è il nuovo cantautorato indipendente uscendone sempre a testa alta; era il 2012 quando ascoltavamo i primi pezzi in italiano di Letizia, pezzi prodotti da quel Dario Brunori che oggi comanda dall'alto questa new wave che tanto nuova poi non è. Era il 2012 sì, ma sembra un secolo fa...

Quante volte per compiacere gli altri, per accaparrarsi amore e approvazione cambiamo le nostre parole, smussiamo i nostri atti? Quante volte per non deludere le aspettative, spesso anche le nostre, non semplifichiamo quello che pensiamo, non lo edulcoriamo, non sacrifichiamo la nostra complessità? La tentazione anche per me spesso è forte ma in questa vita non si assomiglia mai ad una linea di contorno e anche se sarebbe molto più facile esistere in una forma semplice non si può farlo, io non riesco perlomeno.

Ricercando volutamente una certa freschezza formale grazie al lavoro fatto in sede di produzione con Giovanni Imparato e il supporto di Tommaso Colliva e Fabio Grande, i nove pezzi di “Deluderti” sono quanto di meglio fin qui prodotto in casa Maria Antonietta, pezzi frutto di un lavoro preciso fatto sui suoni e sugli arrangiamenti (sempre merito di Imparato) volto a mettere in risalto contenuti che inevitabilmente arrivano a rivestirsi di grande malinconia (… organi, omnichord, piano, strings tutti elementi d'aria, luminosi che riuscissero anche paradossalmente ad affilare ancora di più ciò che di oscuro e aspro c'è nelle parole), per non parlare poi di quel velo di ansia che si respira costantemente in tutto il disco, ansia creata dal continuo riferimento alle tante aspettative con cui ogni giorno si deve, o meglio, dovrebbe fare i conti… “E invece niente”. Anticipato dal bel singolo “Pesci” (con quella chitarra messa lì a chiusura che fa così tanto anni Settanta), “Deluderti” è il miglior lavoro di Maria Antonietta: un bel disco pop, intelligente (tanto), pungente (forse anche di più) e piacevolmente intriso di leggera tristezza.

E se tutte le cose che sono a volte non potranno che deluderti, ti deluderò con una certa soddisfazione e forse anche con un sorriso sulle labbra, perché permettersi di deludere è un atto di coraggio e un atto di fiducia per arrivare al quale si lavora una vita intera.

TRACKLIST

01. Deluderti - (03:20)
02. Cara ombra - (03:15)
03. Vergine - (03:02)
04. Pesci - (03:55)
05. Stomaco - (03:23)
06. Oceani - (02:45)
07. Cara - (02:37)
08. Abitudini - (03:25)
09. E invece niente - (03:08)