«PRECIPITAZIONI - CRLN» la recensione di Rockol

L'intimismo elettronico di CRLN: la recensione del suo primo album 'Precipitazioni'

Con il suo album d'esordio CRLN va ad occupare un posto relativamente libero, nel panorama indie pop italiano. Ecco perché.

Recensione del 30 mar 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Vi lamentate per l'assenza - o quasi - di quote rosa nella scena indie pop italiana? Ecco una (nuova) proposta - passatemi l'espressione sanremese - che fa al caso vostro. Si scrive CRLN, si legge Caroline: ha 25 anni, viene da San Benedetto del Tronto ed è l'unica artista femminile del roster della Macro Beats (la stessa che pubblica i dischi di Ghemon e Mecna). Dopo un EP pubblicato nel 2016, la cantautrice pubblica ora il suo album d'esordio: si intitola "Precipitazioni" ed è una delle sorprese di questi primi mesi del 2018.

Prendete un po' di elettronica, aggiungeteci suoni acustici e cominciate a mescolare. Aspettate, però, manca ancora qualcosa: una spruzzatina di soul e una spolverata di hip hop, per rendere il tutto più appetitoso. Ecco pronto "Precipitazioni": dieci canzoni scritte e cantate in italiano che a livello di suoni e di produzione guardano in realtà a quello che sta succedendo fuori dai nostri confini, soprattutto negli States e nel Regno Unito. CRLN ha composto il disco insieme a K.A.A.R.U., pseudonimo dietro al quale si nasconde il nome del polistrumentista Alberto Brutti (noto ai seguaci della scena elettronica per essere uno dei membri degli John Garage): hanno cercato di unire l'anima acustica delle canzoni con suoni più elettronici (si sente lo zampino di Gheesa e Macro Marco, due produttori con alle spalle anni di esperienze in ambito hip hop). Nelle dieci tracce che compongo l'album queste due anime non si scontrano, ma si (con)fondono producendo risultati interessanti: la chitarra acustica che suona sopra i beat martellanti in "Blu" e "Ho perso il conto", oppure gli archi di "In un mare di niente", che sono tutti strati di contrabbasso pitchato.

CRLN ha una voce molto bella, cristallina: in certi passaggi - questo è un complimentone - ricorda per timbrica e stile quella di Arisa o di Meg (ascoltate il ritornello di "Fragile"). La scrittura è ricercata e raffinata, molto personale: "Sono previste precipitazioni / sull'epidermide del mio volto / nei fiumi in piena / ci casca l'autostima a volte / nella bufera c'infradiciamo / ci dondoliamo come alberi". Quanto al suono, tra le ispirazioni principali la cantautrice cita il producer britannico Bonobo e gli XX, ma dentro c'è anche un po' di Björk (ha raccontato di averla scoperta quando aveva 15 anni e di esserne rimasta folgorata).

"Precipitazioni" sa di solitudine e di nostalgia: è un album da ascoltare in cameretta, con le serrande chiuse, in un pomeriggio di pioggia. È un disco abbastanza intimista, nato come una sorta di diario in un periodo non molto sereno della vita della cantautrice marchigiana (il terremoto che nell'estate del 2016 ha devastato il centro Italia l'ha scossa non poco, psicologicamente parlando). Caroline aveva bisogno di trasformare tutto quel grigiore in energia positiva, di trovare una via di fuga. E alla fine l'ha trovata: "Goccia dopo goccia / passo dopo passo / ce la farò, a tornare a casa", canta nella canzone che chiude il disco, "Ritorno a casa". Si può trovare la luce anche in fondo alle tenebre, a volte.

Con il suo album d'esordio CRLN va ad occupare un posto relativamente libero, nel panorama indie pop italiano. Questo progetto ha il pregio di portare valore aggiunto alla scena: potrebbe piacere tanto a chi ascolta Calcutta & co. quanto a chi apprezza maggiormente Cosmo o Colapesce.

TRACKLIST

01. Previsioni (01:21)
02. Blu (03:14)
03. Ho perso il conto (04:42)
06. Fragile (03:12)
07. Da capo (feat. Dutch Nazari) (03:24)
08. Precipitazioni (02:25)
10. Ritorno a casa (02:28)
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