Recensioni / 16 mar 2018

Laura Pausini - FATTI SENTIRE - la recensione

Il nuovo percorso di Laura Pausini: la recensione di 'Fatti sentire'

La popstar di oggi e l'interprete degli esordi: le due anime di Laura Pausini si incontrano in "Fatti sentire".

Voto Rockol: 3.5/5
Recensione di Mattia Marzi
FATTI SENTIRE
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"Fatti sentire" rappresenta, per Laura Pausini, un invito  ai suoi fan a seguirla in un percorso, a starle accanto e a comprendere la sua esigenza di cambiare pur restando sempre la ragazzina partita a 19 anni da un piccolo paesino dell'Emilia-Romagna per andare a conquistare prima l'Italia e poi il resto del mondo. 

E' la naturale conseguenza di "Simili": lì la cantante provava ad uscire fuori dal suo mondo, a sporcarsi le mani con sonorità diverse. Qui fa ancora un passo in avanti: "Fatti sentire" rappresenta invece il punto di partenza vero e proprio del nuovo percorso.

Il disco è nato in un periodo difficile della vita artistica della cantante: archiviata la promozione di "Simili" e quella dell'album natalizio del 2016, Laura Pausini non sapeva bene quale direzione prendere. Continuare a sporcarsi le mani oppure tornare ad essere quella delle ballatone per cuori infranti? Alla fine ha scelto entrambe le cose: in "Fatti sentire" convivono le sue due anime, quella introversa e quella più estroversa. La popstar che durante la sua esibizione al Festival di Sanremo si concede il lusso di uscire fuori dal teatro Ariston per cantare in mezzo alla gente (un'americanata pura e perfettamente riuscita) e l'interprete romantica degli esordi.

Laura ha chiamato cinque produttori diversi, oltre al suo compagno e chitarrista Paolo Carta (suo principale collaboratore da ormai diversi anni). Ognuno di questi ha portato in "Fatti sentire" la propria visione e il proprio mondo: in "Un progetto di vita in comune" e "Il caso è chiuso" c'è il suono dritto e potente e di pancia in stile Coldplay, curato da Rik Simpson; in "La soluzione", "Le due finestre" e "Non è detto", le ballate dell'album, si sente il tocco elegante di Dado Parisini (che torna per l'occasione a collaborare con la cantante); in "Nuevo", puro reggaeton, c'è invece la mano di Ettore Grenci, già al fianco di Luis Fonsi e Marc Anthony. Quanto agli autori, vale la pena segnalare due nuovi ingressi accanto ai "soliti" Niccolò Agliardi, Edwyn Roberts, Tony Maiello, Cheope e Daniel Vuletic: si tratta di Giulia Ananìa e di Enrico Nigiotti, che hanno rispettivamente partecipato alla scrittura di "La soluzione" e "Le due finestre". Laura Pausini li ha invitati, insieme a tutti gli altri, ad aprire i suoi concerti al Circo Massimo di Roma, a luglio.

Il suo tentativo di andare alla ricerca di cose nuove è apprezzabile, ma potrebbe far storcere il naso a chi da una cantante che ha alle sue spalle 25 anni di carriera e diversi dischi di platino appesi in salone si aspetta scelte diverse, magari più eleganti e sobrie. Eppure questa "nuova" Pausini funziona, anche a livello di attitudine: basti ascoltare come interpreta - divertita e convinta - il pezzo musicalmente più distante dal suo mondo, la simil-"Despacito" "Nuevo".
Generi, stili, autori, musicisti e produttori diversi fotografano insieme questo momento della carriera della cantante: la commistione tra suoni italiani e internazionali fa uscire fuori una polaroid che ci mette un po' a svilupparsi ma che alla fine rivela tutti i suoi colori.

TRACKLIST

01. Non è detto - (03:27)
02. Nuevo - (04:12)
03. La soluzione - (03:53)
04. E.STA.A.TE - (03:35)
05. Frasi a metà - (04:01)
06. Le due finestre - (04:19)
07. Fantastico (Fai quello che sei) - (03:34)
08. No River is Wilder - (03:20)
09. L'ultima cosa che ti devo - (03:38)
10. Un progetto di vita in comune - (03:16)
11. Il caso è chiuso - (03:29)
12. Zona d'ombra - (02:50)
13. Francesca (Piccola aliena) - (03:31)
14. Il coraggio di andare - (03:45)