«MEGASUPERBATTITO - Gazzelle» la recensione di Rockol

L’amore (o quel che ne resta) cantato da Gazzelle

Gazzelle festeggia un anno di “Superbattito” con un’edizione speciale del disco: malinconia da cantare a squarciagola.

Recensione del 13 mar 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Cosa ha combinato Gazzelle dopo l'uscita del suo primo album, "Superbattito"? Gli ultimi dodici mesi sono stati particolarmente intensi per il cantautore, e pieni di sorprese. Ha suonato moltissimo dal vivo e fatto un sacco di concerti: una trentina di date in primavera, oltre quaranta date estive e circa venti appuntamenti invernali nei club. Poi ci ha mostrato il suo volto: ora sappiamo che dietro al nome d'arte di Gazzelle si nasconde quello (reale) di Flavio Pardini, romano de Roma, classe 1989. Infine ha continuato a scrivere e a registrare canzoni, e a pubblicarle: nel corso dell'estate sono usciti - nell'ordine - i singoli "Sayonara" e "Stelle filanti", seguiti negli ultimi mesi da "Nero", "Meglio così" e dal più recente "Martelli" (la canzone è stata pubblicata appena due settimane fa). Nel frattempo su Gazzelle ha pure messo gli occhi una major, la Sony Music, che si è accaparrata le edizioni delle sue canzoni (l'etichetta resta invece l'indipendente Maciste Dischi e la distribuzione è Artist First). Un anno dopo la sua pubblicazione il disco del cantautore torna ora nei negozi in un'edizione speciale intitolata "Megasuperbattito".

Nell'edizione deluxe di "Superbattito" (da notare la copertina rosa con quel simpatico carro armato) ci sono due cd: nel primo troviamo le canzoni già contenute nell'edizione standard dello scorso anno, mentre nel secondo quelle "nuove" pubblicate negli ultimi mesi.

"Nero" e "Sayonara" sono due canzoni simili a livello di mood, ma diverse a livello di suoni e arrangiamento: la prima è una ballata cupa e elettronica in cui - tra le altre cose - si parla di incubi nella testa e di giornate buttate nel cesso, mentre l'altra è più solare, con un ritornello più orecchiabile ("E allora sayonara / in questa notte amara / mi perderò nei borderò / ci scriverò il tuo nome in blu / poi scappo in tour").
"Meglio così" racconta la fine di una storia d'amore con parecchia malinconia: "E quindi cin cin, mentre affogo nel Jim Beam / e tu domani parti per Medellín con uno stronzo, un pezzo di fango / io piango, ora io piango".
"Selle filanti" e "Martelli", invece, spiccano nella cinquina soprattutto a livello di ritmica, martellante e trascinante - ma l'umore non è poi così diverso, rispetto alle altre: "'Martelli' è forse la canzone più triste che ho mai scritto se la si ascolta bene... Ma il sound è vivace. Perché di base mi diverto a fare così. Ed è anche l'unico modo che conosco per non spararmi davvero", ha spiegato infatti Gazzelle su Instagram.

Tra i cantautori romani del 2000, Gazzelle è sicuramente il più malinconico e uggioso. Nelle sue canzoni racconta l'amore - o quel che ne resta, dell'amore - con leggerezza e semplicità, in maniera non banale: "E passeranno gli anni prima che tu ammetta che / che di me volevi solo te", canta in "Quella te". Le felpe sporche del sabato mattina, gli amici, la piazzetta, la notte che brucia, gli occhiali da sole, "la noia, l'odore delle cose", la "voglia di drink e di venerdì": nei suoi testi ci sono sprazzi di quel romanticismo urbano che accomuna le canzoni dei principali esponenti della nuova scena romana. Se i suoni sintetici (e molto anni '80) delle sue canzoni ricalcano in parte le produzioni di molti suoi colleghi, il mood e le atmosfere dei suoi pezzi definiscono meglio la sua cifra stilistica e gli permettono così di ritagliarsi un posto di tutto rispetto nella rosa dei nuovi cantautori della Capitale.

"Megasuperbattito" è un modo per chiudere in bellezza questo anno e per prepararsi ai tre concerti in programma all'Atlantico di Roma il 16 e 17 marzo e al Fabrique di Milano il 18 marzo, prima del nuovo album. E di altra malinconia da cantare a squarciagola.

TRACKLIST

Disco 1
05. Balena
07. Nmrpm
08. Greta

Disco 2
05. Nero
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