«VOLEVO FARE BENE - La Notte» la recensione di Rockol

La Notte: leggi qui la recensione di "Volevo fare bene"

Il quintetto fiorentino torna a tre anni dall'omonimo disco d'esordio con dieci pezzi all'insegna di un indie rock dalle venature pop.

Recensione del 25 feb 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Il disco è un viaggio all'interno dei miei pensieri. Non sono capace di dare risposte di nessun tipo, racconto solo di me stesso, di ciò che penso, di ciò che mi circonda, di ciò che mi succede nella quotidianità.

Yuri Salihi è la voce ed è l’autore dei testi dei La Notte, band fiorentina attiva dal 2015 e formata oltre che da Salihi da Giulio Maria Di Salvo, Tommaso Brandini, Tommaso “Sado” Carlà e Alessio Bambi. Il quintetto torna a due anni di distanza (tre sulla carta, un '15-18 dai contorni battaglieri) dall’omonimo disco d’esordio, ai tempi finalista al Premio Tenco per la Miglior Opera Prima, con dieci inediti all’insegna di un indie rock dalle spiccate venature pop, molto ben scritto e prodotto.

Il primo disco era decisamente più rabbioso, questo è più intimo e pacato nei termini, ma il concetto è lo stesso. Nel primo disco mi occupavo più di scrivere e criticare gli altri, in questo ho ristretto molto la cerchia, per questo lo sento più intimo.

Quindi? Di che cosa parla “Volevo fare bene”?

Non parla per forza di me, parla dei rapporti in generale, con qualche eccezione. Volevo fare bene è il titolo nostalgico che racchiude il concept del disco. Io volevo fare bene per me, per noi. Ma l'ho fatto? Ho fatto bene o ho sbagliato qualcosa? Posso e possiamo sempre dare di più.

Quindi: dieci pezzi in scaletta, prodotti dai La Notte e da Andrea Marmorini, registrati nel luglio 2017 al Woodworm studio di Arezzo da Andrea Marmorini e Marco Romanelli, mixato nell'agosto 2017 al The Garage Studio di Arezzo sempre da Marmorini e Romanelli. Dieci pezzi di sano e denso indie pop chiamato a dare una nuova direzione alla band dopo un’esordio nettamente più affilato in termini di suono. Nel nuovo capitolo si viaggia su superfici più soffici e ovattate, forse addirittura più ragionate e meno di pancia ma non per questo meno efficaci in termini di impatto. In questo senso Marmorini ha lavorato per dare una solidità strutturale innegabile a pezzi come l’opening “Per nuovi pescatori”, manifesto indie pop del nuovo corso arrangiato con gusto (apprezzabilissimo poi il lavoro sul quello che resta sullo sfondo), all’aggressiva e cadenzata “Muscoli”, all’interessante titletrack in cui la quantità di synth non appesantisce mai un pezzo nato per brillare sul palco dove si sa, sono la chitarra, il basso e la batteria a comandare. Un pezzo completo, che parte immediatamente e tiene incollati grazie anche ad un running time inferiore ai tre minuti che a casa mia significa lavorare con essenzialità e precisione. Che poi è quello che si può dire dell’intero lavoro, un disco essenziale e preciso, che si parli di ballad o singoli, di momenti più esplicitamente indie rock o di divagazione pop. Ministri? Thegiornalisti? Motta/Criminal Jokers (anche solo per provenienza geografica)? Diciamo piuttosto che i La Notte di Salihi oggi sono una band pronta all’upgrade di status, da novità da tenere d’occhio e meritevole di comparazioni a realtà indipendente in fase di consolidamento.

Se l’idea di partenza era di fare bene ci sono riusciti. E quella chitarra in solitaria all’inizio di “A tempo con te” che profuma così velatamente d’America mi è davvero piaciuta.

TRACKLIST

02. Temporale estivo (03:04)
03. Muscoli (03:11)
04. Volevo fare bene (02:47)
05. Ho visto la scena (03:05)
06. A tempo con te (03:32)
08. Occhi di mare (02:51)
09. Sotto assedio (04:11)
10. Buddha bar (04:23)
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