«CANZONI RAVVICINATE DEL VECCHIO TIPO - Giuseppe Anastasi» la recensione di Rockol

"Canzoni ravvicinate del vecchio tipo": il mondo visto con gli occhi di Giuseppe Anastasi

Da autore a cantautore: per Giuseppe Anastasi è arrivato il momento di compiere questo passaggio. E lo fa alla "vecchia maniera", con un album interamente suonato, con poca elettronica. Le 11 tracce raccontano il mondo di oggi visto da diverse angolazio

Recensione del 06 feb 2018 a cura di Anna Gaia Cavallo

La recensione

“Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” è il titolo dell’album di esordio di Giuseppe Anastasi. Questo nome non suonerà nuovo a molti. Giuseppe Anastasi è, infatti, un nome affermato nel panorama musicale italiano: Arisa, Mogol, Cheope, Noemi, Emma, Anna Tatangelo, Michele Bravi, Tazenda, Mietta, Alexia, Mauro Pagani, Adriano Pennino sono solo alcuni degli artisti con cui ha collaborato… Ma in veste di autore. E nella stessa veste ha all’attivo ben 7 partecipazioni al Festival di Sanremo (di cui 2 vittorie con i brani “Sincerità” nel 2009 e “Controvento” nel 2014, entrambi interpretati da Arisa).

Risultare credibili come cantautori quando non si è abituati a metterci la faccia (e la voce) può essere problematico.  Una cosa, però, è certa: Anastasi, anche in questa veste, è uno che ha sempre qualcosa da dire, che scruta il mondo. Che osserva la vita da più angolazioni, e non lo fa solo con la sua, ma anche con quella di chi gli è vicino. E sa tramutare tutte le sue osservazioni in musica. Proprio da queste nasce “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”. Dove per “ravvicinate” si intende ricche di parole. E “del vecchio tipo” che non sono moderne. Vecchio nel senso letterale del termine, quindi: l’album è interamente suonato, con solo qualche cenno di elettronica.

Anastasi non insegue la modernità. Segue solo se stesso e le verità che vuole raccontare, non sempre dolci, talvolta crude, talvolta amare, talvolta forse esasperate, ma pur sempre verità. Sono molteplici i temi affrontati nell’album. Si parla di internet, dei social, delle vite tutte omologate, in “Nella rete”. Ma anche di quanto la vera gioia si possa trovare nelle cose apparentemente più semplici ed ovvie, come il sole, il mare, il vento, in “Salsedine”. Si parla delle difficili condizioni economiche in cui è troppo facile trovarsi oggi, in “Ricominciare”, che racconta la storia di un uomo che, dopo aver perso il lavoro, riesce a trovare la forza per andare avanti e ricominciare, grazie all’amore per la moglie e alla loro unione. Ma anche di un amore che finisce e fa soffrire, in “Giuseppe”, che insegna che anche dalla più grande delle delusioni si può trarre qualcosa di buono: anche dal dolore si può guadagnare qualcosa. Si parla di superficialità, in “Zonzo”. Ma anche di quanto ognuno, prima o poi, debba trovarsi a fare i conti con se stesso, in “Lo specchio”, che afferma che nessuno può fuggire da se stesso. E c’è posto anche per la nostalgia per la Sicilia, la terra natale del cantautore, tanto amata quanto amara, in “Trinacria”, cantata interamente in siciliano.

Merita una menzione a parte “2089”, il primo singolo estratto. Anastasi immagina il mondo nel 2089, ormai dominato dal consumismo e da Internet. In giro c’è poco amore, ci sono pochi contatti umani, ormai sostituiti dai social. Ognuno si nasconde dietro allo schermo di un telefono. Può sembrare una visione nichilista del futuro. Ma ci pensa “la quinta regola” a mandare un messaggio di speranza: resta ancora in piedi un valore fondamentale, la famiglia.

“Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” è un album diretto, immediato. Non ha bisogno di un grande tappeto sonoro per emozionare. Attinge a piene mani dalla vita vera, dalla quotidianità in cui siamo ormai tutti immersi ed in cui ci troviamo, talvolta, intrappolati. E' un album che a tratti fa riflettere, a tratti commuove, a tratti mostra una nuova prospettiva da cui guardare le cose.

C'è, però, una cosa che accomuna tutte le canzoni che lo compongono: sono tutte sincere. Sono canzoni in cui ci si può riconoscere, per sentirsi meno soli, oppure semplicemente per sentirsi compresi. Che non vogliono piacere, vogliono solo arrivare al pubblico. Sono canzoni nate dall'urgenza di comunicare. Frutto del lavoro di un cantautore che sa davvero comunicare.

TRACKLIST

01. 2089 (03:22)
02. Salsedine (02:59)
03. Nella rete (03:31)
04. Quando passa Maria (03:14)
05. Ricominciare (03:38)
06. L'aldiqua (03:17)
07. Trinacria (03:45)
08. Carta da parati (03:24)
09. Giuseppe (03:55)
10. Lo specchio (03:27)
11. Zonzo (03:57)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.