«IL LUPO CATTIVO - Lucio Leoni» la recensione di Rockol

Lucio Leoni: leggi qui la recensione de "Il lupo cattivo".

“Il lupo cattivo” è il nuovo disco del cantautore romano Lucio Leoni, il terzo album in totale in cui Leoni mischia monologhi tipici del teatro, strutture rap e impeti punk, pur mantenendo un forte legame con la tradizione cantautorale italiana.

Recensione del 12 dic 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Senso, suono, significato; queste le linee guida che mi hanno indirizzato dentro e fuori dagli ascolti, con un orecchio sempre aperto ed incuriosito alle realtà italiane più stimolanti (Bachi da Pietra, Uoki Toki, Giovanni Truppi) con il cuore legato ai grandi sommersi che trascinano instancabilmente la lunga tradizione dei cantori della parola (Cesare Basile, Alessandro Fiori, Paolo Zanardi, Filippo Gatti).

Lucio Leoni, cantautore romano classe 1981. Laureato in Scienze dello spettacolo alla Sapienza di Roma con una tesi su “Voce e drammaturgia in teatro”. Sound engineer. Nel 2005 ci prova con il teatro ma lo molla perché forse quella non è la sua strada, anche se un bel po’ di quel mondo gli rimane dentro. In conservatorio frequenta il corso di musica elettronica. Nel corso degli anni fonda, collabora e suona con una discreta serie di band, prima di mettersi in proprio. Nel 2015 pubblica “Lorem ipsum”, il primo disco solista a nome Lucio Leoni; “Baracca e Burattini” pubblicato su cassetta a nome Bucho (un pezzo di genio) per ora non lo calcoliamo. Lorem Ipsum: un mix frenetico di teatro, punk, romanità, rap e cantautorato. Il 2017 è l’anno de “Il lupo cattivo”. Prendiamo fiato e buttiamoci:

Il Lupo cattivo è reale. Lo incontriamo tutti i giorni. A volte fatichiamo a riconoscerlo. I due anni che mi hanno portato alla scrittura di questo disco sono stati anni complessi, anni di lupi cattivi, anni che mi hanno insegnato a riconoscerne tanti, molti di più di quanti pensavo ne esistessero effettivamente. Elaborare ed affrontare un lupo cattivo non è scontato, ne semplice, ma necessario al percorso che porta dalla casa della mamma alla casa della nonna, con il cestino del pane intatto. Si impara che uccidere un lupo cattivo non è una soluzione plausibile. Si impara che il lupo cattivo è anche parte di noi e si impara a rispettare il lupo cattivo, che è bestia si ma anche noi lo siamo.

Undici i pezzi in scaletta in cui Leoni concentra inevitabilmente tutto il suo essere più variegato. La forma è quella di cui sopra, una forma in cui generi, parole, opere e omissioni si fondono senza apparente soluzione di continuità. Apparente proprio perché nel caos del mondo dipinto e raccontato da Lucio Leoni è molto facile perdersi, ma è anche altrettanto facile entrare presto in sintonia con l’autore che questo mondo l’ha creato.

Ogni brano è un lupo cattivo diverso, ogni brano è un incontro con un aspetto diverso di una qualche paura, sconfitta, sfida, pericolo e a modo mio ho provato a raccontarli per tornare a casa, perché le favole non si mischiano mai ma avevo bisogno di trovare un sentiero di sassi che mi indicasse la via.

Lucio Leoni è un cantautore vero. Strambo o sui generis che dir si voglia, romano fino al midollo. Un cantautore con un punto di vista sicuramente interessante e diverso, un punto di vista che ne “Il lupo cattivo” trova maggiore concretezza e solidità rispetto a “Lorem ipsum” ma solo perché necessariamente Leoni è cresciuto nel tempo come autore e il suo modo di essere e di scrivere ha preso maggiore sicurezza. Ascolti consigliati? Il disco è sostanzialmente un concept e andrebbe consumato nella sua interezza, ma funziona bene anche se approcciato pezzo per pezzo; “La pecora nel bosco, il singolo “Stile libero” (che chiamare singolo suona ovviamente strano), con quel suo incedere alla Succi con ghiaccio ma meno incazzoso, la ballad “Perché non dormi mai”, in cui Leoni fa molto bene il cantautore come quelli che vanno ora nel mondo indie, e il turbine lirico di “Impossibile essere possibile” in questo senso rendono piuttosto bene l’idea del personaggio. Da notare infine la rivisitazione di “Io sono uno” di Tenco in cui Leoni integra un Intervento del 1966 al “beat 72” proprio di Tenco su “La canzone di Protesta”. Suonato da Lorenzo Lemme (Batterie) Jacopo Ruben Dell’Abate (Chitarre elettriche) Daniele Borsato (Chitarre classiche e acustiche) Filippo Rea (Elettronica e Tastiere) Giorgio Distante (Trombe e produzioni), “Il lupo cattivo” è stato registrato nel Gennaio 2017 presso il Soultube Studio da Luca D’Aversa e Giuseppe D’Ortona e presso il Monkey Studio dallo stesso Lucio Leoni.

TRACKLIST

02. Stile libero (04:21)
03. Le interiora di Filippo (05:14)
04. Sigarette (04:10)
05. Mapuche (04:58)
06. Perché non dormi mai (04:19)
07. Niente di male (04:34)
08. Impossibile essere possibile (04:57)
09. Piccolo miracolo (03:35)
10. Io sono uno (03:31)
11. Il lupo cattivo (04:46)
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