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Recensioni / 19 dic 2017

Eminem - REVIVAL - la recensione

“Revival”, faticoso ritorno di Eminem

Un Eminem da dimenticare questo di “Revival”. Beat stanchi e brutti, assenza di hook efficaci e lui più logorroico che mai. Peccato!

Voto Rockol: 2.5/5
Recensione di Michele Boroni
REVIVAL
© Aftermath Records (Digital Media)

Avevamo lasciato Eminem quattro anni fa con “The Marshall Mathers Lp 2”, un disco che aveva lo stile di sempre – rap come flusso di coscienza, rime che fanno emergere i suoi vari alter-ego, chitarre in primo piano, suono old school – ma con gli hook messi al punto giusto che facevano il loro sporco lavoro. Non a caso fu un gran successo di pubblico e critica, con un discreto numero di singoli che scalarono le classifIche.  Lo ritroviamo oggi con questo atteso “Revival” che segue “The Storm”, il video del lungo freestyle a cappella contro Donald Trump presentato per i Bet Hip Hop Awards e un primo singolo, “Walk on water” con Beyonce, dalla costruzione piuttosto tradizionale, che ci aveva fatto sperare per il meglio.  

Invece, e lo diciamo con la morte nel cuore, “Revival” è un vero e proprio pasticcio sotto molto punti di vista. 
Innanzitutto da quello strettamente musicale: mentre negli ultimi cinque anni l'hip-hop si è evoluto nei suoni, nelle strutture e nell'approccio – e non stiamo parlando di trap, considerando che l'ultimo disco dei A Tribe Called Quest, per molti il migliore del 2017, non si può certo definire innovativo – Eminem fa alcuni passi indietro, realizzando un disco con forse le peggiori basi degli ultimi anni (Alex Da Kid, il responsabile) che addirittura distolgono anche dall'ascolto dei testi, in più una serie di sample che dire scontati è poco (“I love rock'n'roll” di Joan Jett, “Zombie” dei Cranberries... e il fatto che dietro ci sia lo zampino di Rick Rubin e Dr.Dre fa ancora più arrabbiare) e con uno scheletro di canzone sempre uguale: partenza lenta, poi lui inizia ad arrabbiarsi fino ad esplodere in una rabbia incandescente, a cui segue il classico gancio-anthem spesso eseguito dalla star di turno (Pink, Alicia Keys, Ed Sheeran,..). Il tutto per 19 tracce, oltre 77 minuti. 

Poi ci sono i testi: il j'accuse freestyle contro Trump, tra inguirie e punti ben circostanziati sul muro con il Messico e la riforma sulle armi in Nevada, sembra un lontano ricordo. Qui si torna all'horrorcore di Ivanka Trump incaprettata nel bagagliaio della sua auto  e all'elenco dei metodi migliori per non farsi beccare dopo un omicidio (“Framed”), mentre in altre canzoni,  si scusa con varie persone (ad esempio alla figlia in “Castle” o in “In your head”) per i suoi comportamenti sbagliati. Niente di nuovo, è l'Eminem di sempre, si dirà: la differenza è che mentre in passato questo suo atteggiamento poteva ancora essere intrigante e satirico, oggi sembra forzato e  poco ispirato. 


E' un peccato dire tutto questo, perché Eminem continua ad essere uno dei più bravi a produrre rime e a saperle rappare: “Heat” ricorda le migliori cose del precedente “Marshall Mathers LP 2” e ci sono più barre efficaci in “Offended” che nell'intera carriera di un giovane trapper, ma il ritornello-filastrocca “Nessuno mi ama, tutti mi odiano (..) giuro che quando mi alzo, non li lascerò mai andare fino a quando tutti non hanno mangiato la mia merda” è così puerile per un 45enne che ti viene da pensare sia solamente una messa in scena. Anche la freschezza del featuring di Kehlani e il buon cantato di Ed Sheeran si perdono nel verboso e ininterrotto flusso di Eminem. 

Come sempre il disco si conclude con un colpo di teatro: in “Castle” Eminem, ancora dipendente da metadone, scrive alla figlia Hallie a un passo dalla morte, mentre nel  finale “Arose” rilegge le ultime strofe del testo precedente ma con un testo diverso in cui promette di buttare il metadone nel cesso (con tanto di didascalico sonoro). Sempre in “Castle” Eminem dice “Farò uscire questo ultimo album, poi ho finito/ al cento per cento finito, sono stufo, cazzo". Se questo deve essere il livello, ci auguriamo che mantenga la promessa. 

TRACKLIST

01. Walk On Water (feat. Beyoncé) - (05:03)
02. Believe - (05:15)
03. Chloraseptic (feat. Phresher) - (05:01)
04. Untouchable - (06:10)
05. River (feat. Ed Sheeran) - (03:41)
06. Remind Me (Intro) - (00:26)
07. Remind Me - (03:45)
08. Revival (Interlude) - (00:51)
09. Like Home (feat. Alicia Keys) - (04:05)
10. Bad Husband (feat. X Ambassadors) - (04:47)
11. Tragic Endings (feat. Skylar Grey) - (04:12)
12. Framed - (04:12)
13. Nowhere Fast (feat. Kehlani) - (04:24)
14. Heat - (04:10)
15. Offended - (05:20)
16. Need Me (feat. Pink) - (04:25)
17. In Your Head - (03:02)
18. Castle - (04:14)
19. Arose - (04:34)