«PERCHé SI - Articolo 31» la recensione di Rockol

Articolo 31 - PERCHé SI - la recensione

Recensione del 04 dic 2017

La recensione

di Matteo Perucci

J-Ax e DJ Jad prendono d’assalto lo studio di un telegiornale: la conduttrice alza le braccia al cospetto di DJ Jad, sospesa tra terrore e indignazione, mentre J-Ax si posiziona deciso di fronte alla telecamera. “Xché sì!”, il quinto album degli Articolo 31, arriva a metà dicembre del 1999 per fare lo stesso: zittire i poteri forti e ipocriti dei media e le loro quotidiane prepotenze con una pioggia di rap che non ha paura di dichiarare ad alta voce la propria denuncia.
In più di un’ora si succedono denunce impietose che coinvolgono l’intero mondo dello spettacolo; spesso la musica non manca di seguire l’ispirata attitudine spigolosa del nuovo concept, rivelandosi più dura che in precedenza. Non manca di certo l’ironia che contraddistingue il duo milanese fin dagli esordi; stavolta, però, si avverte una certa genuina rabbia.



L’opera quinta degli Articolo 31 si sforza d’identificarsi col nemico, tanto da offrire una serie di imperdibili intermezzi affidati a personaggi modellati sui protagonisti più grotteschi degli schermi e delle frequenze radiofoniche. La conduttrice della copertina, allora, è solo l’inizio. “(L’irruzione)” strizza l’occhio alla foto di copertina e dà l’avvio al viaggio, scandito a tempo di hip hop.
Ma l’album, prodotto da Franco Godi, si distingue anche per l’abbondanza delle guest star. La prima è senz’altro la più eccezionale: si tratta di un nome sacro del rap come Kurtis Blow, navigato rapper e producer statunitense che nel 1980 era riuscito a conquistarsi il primo disco d’oro della storia per un brano rap – e che qui è presente come ospite in “Perché sì!”.
La title track è fortemente autobiografica: racconta la storia del duo dagli esordi fino al successo presente, che non manca di presentare le sue sfide e i suoi interrogativi. “Ho scelto la mia direzione tanto tempo fa, non so la destinazione in cui mi porterà e rispondo a chi ancora non ci sta capendo - perché sì!- e così non rallento!”, esplicita il brano. I riferimenti agli inizi della carriera dei due non si esauriscono qua: sono ancora presenti già nella successiva “Strada di città 2000”, chiaro rimando all’album di debutto del 1993. Autobiografica è pure “Senza regole”, uno sguardo a metà tra mito e confessione sulla vita di J-Ax; la canzone viene scelta come primo singolo estratto dall’album, che anticipa di una decina di giorni in radio.
L’allusione alle glorie della canzone all’italiana del passato suggerita da “Tu mi fai cantare”, terzo singolo scelto dagli Articolo 31, rievoca invece alcuni apprezzati tratti del precedente disco del duo, “Nessuno”, che era stato pubblicato l’anno prima trascinato dalla hit “La fidanzata”.

Ma con l’avvicinarsi del nuovo millennio la voracità artistica di Aleotti e Perrini si fa sempre più ampia, e nel secondo singolo “Guapa Loca” irresistibili ritmiche latine ospitano la lingua spagnola di Carmelo Saenz Mendoza. Come d’abitudine, lo storico collettivo Spaghetti Funk non manca d’essere degnamente rappresentato: i membri dei Gemelli Diversi, Thema e Grido, compaiono in “Il mio consiglio” (che si avvale anche della partecipazione di Sergio Rubini nella parte del maresciallo), mentre il collega Strano è ospite di “Il motivo”. Spaghetti Funk compare ancora in “Luna Park mentale”, la tredicesima traccia dell’album, che si avvale della partecipazione di Posi Argento.

Il tratto parodistico che contraddistingue l’album raggiunge poi il suo apice con “Cattivo gusto” e i suoi fittizi protagonisti, le personalità radiofoniche Lella Smolleri e Ipocrito Corretti (interpretati da Paoletta e Dj Albertino). I tratti grotteschi dei due sono un dito puntato contro i media, ma anche una ghiotta occasione che fa degli Articolo 31 i paladini di ideali che trascendono il mondo del rap e della musica pop. Tocca poi a “Raptuz Rock” far sposare la turbolenza dei testi a una travolgente asprezza di suoni (così come, in seguito, “Fino in fondo”), mentre in “Se ti muovi” la base passa dalle mani di DJ Jad a quelle del producer Franco Godi. L’ispirata “Stella sola”, arricchita dalla voce di Francesca Tourè, si rivela una delle parentesi più riuscite dell’album. Il finale è affidato a “Sulla stessa corsia” e allo sguardo maturo di artisti che hanno ancora mondi interi da scoprire: “insieme eravamo ricchi anche quando non avevamo niente, ora ritorniamo adolescenti nella nostra sinergia d’intenti”.

TRACKLIST

01. L'Irruzione (01:33)
02. Perché si! (03:52)
03. Strada di città - 2000 version (05:36)
04. Senza regole (04:07)
05. Donna Facile (03:56)
06. Tu mi fai cantare (04:20)
07. Guapa loca (05:35)
08. Il Mio Consiglio (05:44)
09. Cattivo Gusto (05:00)
10. Raptuz Rock (03:07)
11. Se Ti Muovi (04:22)
12. Il Motivo (04:50)
13. Luna Park Mentale (04:02)
14. Stella sola (05:07)
15. Ouh! (03:46)
16. Fino In Fondo (04:10)
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