«TAKE SHELTER - Yoop» la recensione di Rockol

Yoop: leggi qui la recensione di "Take shelter"

A pochi mesi di distanza da "Breath in", i vicentini Yoop tornano con il primo full lenght.

Recensione del 03 dic 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Degli Yoop ho avuto occasione di parlare pochi mesi fa, ai tempi del primo EP, “Breathe In”. Un lavoro che ricordo molto bene:

Synth pop, elettronico, e dream pop… cupo, malinconico, atmosferico, cantautorale e dai forti rimandi new wave, ma sempre elegantemente pop.

E ancora:

… un lavoro breve ma completo, farcito d’idee melodiche che raccontano di una band già sviluppata in termini di ricerca sonora e composizione. Quindi, non un EP di qualcosa ancora divenire, quanto più una preview vera e propria di una creatura pronta da tempo a fare il grande passo.

Ecco, oggi siamo di fronte a questo grande passo. Gli Yoop, duo formato dal compositore, polistrumentista e produttore Luca Sammartin e della cantante/cantautrice Valentina Sicco, sono tornati con il loro primo LP ufficiale, “Take Shelter”, undici pezzi di cui tre presi dal già citato Ep più otto episodi nuovi di zecca. Un lavoro solido, convincente, in cui il già più che collaudato synth pop degli esordi si assesta su un suono giocato su un mix di riverberi e suoni analogici, chitarre (wave) e sintetizzatori che vanno a tessere il background perfetto per le interpretazioni di Valentina Sicco, un po’ più Imogen Heap della scorsa volta (“Blow” / “Staircase”), sempre perfettamente a proprio agio con il cantato in lingua inglese. Undici pezzi si diceva, e se di “Loose cannon”, “Cube” e “The ruins” (sempre molto cinematografica) già conoscevamo i connotati, la conferma della bontà del progetto arriva da pezzi come l’incalzante “Seesaw”, in cui il pop serrato dai colori fluo (il sound degli Eighties e le luci al neon rimangono le due reference principali per inquadrare il mondo degli Yoop e l’immaginario visivo in cui si muovono) fa spazio a momenti più dilatati quali “Staircase”, “Locked” e “TWBB”, pezzi in cui gli Yoop si prendono il tempo per ragionare sul suono e sulle atmosfere. Chiuso dalla titletrack, “Take shelter” è una bellissima conferma per un progetto che fin dal principio mi è sembrato poter funzionare. Un passo avanti rispetto all’Ep è stato fatto sia in termini di scrittura che di composizione (“Take shelter” stessa ne è un ottimo esempio), e forse era proprio questo il grande passo che i ragazzi dovevano fare: “Take shelter” è un disco pop wave raffinato, interessante e, soprattutto, ottimo da ascoltare in cuffia.

TRACKLIST

01. Blow (02:21)
02. Rainbow (03:49)
03. Loose Cannon (02:50)
04. Seesaw (03:05)
05. Staircase (03:10)
06. Locked (04:19)
07. Cube (01:41)
08. Quazar (03:09)
09. The Ruins (04:05)
10. TWBB (03:45)
11. Take Shelter (04:14)
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