«8 - Ufomammut» la recensione di Rockol

Ufomammut: leggi qui la recensione di "8"

A due anni di distanza da "Ecate", Urlo, Poia e Vita tornano con un monolite doom sludge potenzialmente infinito.

Recensione del 22 ott 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“8” è il titolo del nuovo album degli Ufomammut. Otto è l’ottavo album degli Ufomammut. Otto è anche il numero di brani in scaletta, ma qui un po’ i ragazzi hanno barato perché gli otto pezzi risultano separati solo sulla carta: nei fatti si compenetrano l'uno nell’altro, senza interruzione. Un flusso potenzialmente infinito rappresentato dal simbolo stesso dell’infinito, guarda caso un otto messo in orizzontale. Un flusso infinto che poi rappresenta perfettamente gli Ufomammut, Urlo (basso, voce, effetti, synth e autore dei testi), Poia (chitarre, effetti) e Vita (batteria): loro che erano, sono e saranno.

L’8, visto come simbolo dell’infinito, rappresenta per noi il tempo che traccia una linea eterna. Mai come questa volta, il processo di scrittura, registrazione e realizzazione di “8”, con i suoi elementi visivi come l’artwork e i video, ci ha portati a fare un passo indietro e osservare la continua evoluzione che ha caratterizzato gli Ufomammut nel passato, nel presente, nel futuro, tracciando la nostra linea personale e pensando a tutte le varie possibilità.

Quindi noise, sludge, stoner, psichedelia e tanto doom, il tutto registrato suonando nella stessa stanza in presa diretta, avvalendosi del proprio tecnico del suono live Simone Ravasi e di Fabrizio San Pietro, fondatori del collettivo Femore production; per il master andiamo invece al Red Carpet di Lorenzo Caperchi. Parlare di un disco come “8”, una volta chiarita l’idea alla base del disco stesso e date le dovute informazioni tecniche, è un’operazione superflua se privata dell’ascolto immediato e completo del disco stesso; magari ripetuto. Un ascolto costruito intenzionalmente per trascinare nel loop di un suono (e l’incipit “Babel” colpisce direttamente alla gola) che a distanza di tanti anni ha trovato nell’esplorazione del suo confine quel qualcosa da dire. La partita si gioca essenzialmente qui, e vedere la band continuare a sperimentare portando avanti senza compromessi il proprio discorso sonoro non può che essere un immenso piacere, almeno per me. “8” esce su Neurot Recordings, aggiungo giustamente, anticipato dalla pubblicazione del singolo “Warsheep” (mai come in questo caso chiamarlo singolo è un eufemismo) con una copertina speciale rosso-oro su carta bianco-perla realizzata da Malleus. A due anni di distanza da “Ecate”, gli Ufomammut non hanno perso il vizio di suonare. Completamente liberi e senza pietà. Che senso avrebbe, altrimenti?

TRACKLIST

01. Babel (08:22)
02. Warsheep (05:05)
03. Zodiac (09:26)
04. Fatum (03:59)
05. Prismaze (04:18)
06. Core (05:15)
07. Wombdemonium (03:01)
08. Psyrcle (07:43)
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