«OF SHADOWS - Fabrizio Cammarata» la recensione di Rockol

Tutte le ombre di Fabrizio Cammarata nel nuovo "Of Shadows"

Sciamano di se stesso, il cantautore palermitano porta allo scoperto i suoi fantasmi

Recensione del 18 nov 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Per cercare la felicità bisogna prima scavare nelle proprie ombre. Un ammonimento di un guaritore messicano che Fabrizio Cammarata ha preso in parola per realizzare il suo nuovo album, che di quel mondo lontano dalla luce si compone. “Of Shadows”, ultima fatica del cantautore palermitano, è infatti un autentico cammino iniziatico, distante dagli assolati deserti americani ma ancora intriso di quella magica polvere respirata a lungo nel sentito omaggio alla cantante Chavela Vargas di “Un Mondo Raro”, realizzato a inizio anno insieme al collega Antonio Di Martino.

Tutti gli struggimenti di Fabrizio sono messi a nudo nel corso di queste undici tracce, in un’intima esposizione dei suoi sentimenti più profondi. Un vero e proprio diario privato con il quale Cammarata si mostra vulnerabile, rendendo pubblici gli affanni del cuore di un uomo che finalmente metabolizza i propri tormenti attraverso liriche intense che sono al tempo stesso personali e condivisibili. “Of Shadows” è un’opera di passioni vissute, che pulsano ancora di un dolore evidente, dove, tra folk e acustica, il musicista si scopre fragile e consapevole del suo percorso emotivo. 

Le canzoni che lo compongono sono state scritte nel corso dei numerosi viaggi intrapresi da Cammarata nell’esplorazione della sua composita geografia musicale. Un flusso di coscienza incessante, oscuro e umbratile che si snoda tra passato e presente, partendo dalla natìa Palermo fino agli angoli più disparati del globo alla ricerca di idee e riflessioni da portare con sé come personale bagaglio creativo. C’è la carezza dolente di “You’ve been on my mind”, ma anche i tribalismi di “Naked for you”, passando per un cono d’ombra nel quale galleggiano aspirazioni elettroniche e malinconie strappacuore. Da “Come and leave a rose” a “Say goodbye”, fino al ritorno alla terra sudamericana nella conclusiva “My vida”, in un continuo alternarsi tra l’urgenza di raccontarsi e la riflessione più cauta, la tensione si genera per contrasti, ascolto dopo ascolto, prendendo riferimento tanto dal Beck sentimentale di “Sea Change” e “Morning Phase” così come dal cantautorato fragile di Damien Rice e Bon Iver. 

L’universo di “Of Shadows” è quello inquieto delle passioni, distruttrici e salvifiche, capaci di portare in superficie quelle stesse ferite da cui trae ispirazione per mettere così in atto la guarigione profetizzata dal suo santone messicano. Attraverso un rituale in cui l’artista è lo sciamano di se stesso, Fabrizio Cammarata si libera finalmente delle sue pene de l’alma in un album notturno e meno immediato di altre uscite, in cui ogni singolo brano è un tassello di un unico tracciato esistenziale. A tratti candido e cristallino, ma anche rabbioso e istintivo nell’esporsi così alla pubblica piazza, Fabrizio Cammarata fa della sua anima cosmopolita, eppure profondamente mediterranea, uno strumento per guardarsi dentro e affrancarsi così dalle proprie angosce, secondo un rito liberatorio di cui questo “Of Shadows” ne rappresenta l’epilogo.

TRACKLIST

01. Long Shadows (04:47)
03. In The Cold (03:44)
05. Lorca's Roses (03:08)
06. Naked For You (04:26)
07. What Did I Say? (03:48)
09. Hold Me Now, Still Night (02:11)
10. Say Goodbye (03:42)
11. Mi Vida (03:24)
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