«TRAPEZIO - Renato Zero» la recensione di Rockol

Zero al suo meglio: alla riscoperta di un classico del Re dei Sorcini

Reduce da due album, “No mamma, no” (1973) e “Invenzioni” (1974), interessanti e belli ma che non ottengono successo, nel 1976 Renato Zero ci riprova e fa centro con "Trapezio": riscopriamolo insieme.

Recensione del 12 ott 2017

La recensione

di Giovanni Molinari

Rockol, in collaborazione con Legacy, propone periodicamente recensioni di dischi storici o o del passato recente, comunque da riscoprire.

Reduce da due album, “No mamma, no” (1973) e “Invenzioni” (1974), interessanti e belli ma che non ottengono successo, nel 1976 Renato Zero ci riprova e fa centro con “Trapezio”, un disco che contiene 11 tracce con testi sorprendenti che sfumano dalle tematiche sociali, drammatiche o introspettive ad altre più ironiche, romantiche, divertenti, interpretati con quel misto di brio glam, sensibile delicatezza e sfacciata teatralità che solo questo artista sa portare con credibile equilibrio e trascinante istrionismo: insomma, è Zero al suo meglio, quello che poi catturerà milioni di “sorcini” che diverranno il suo esercito.

Scritto in collaborazione con Piero Pintucci e Franca Evangelista – qualche canzone porta anche la firma di Mogol - “Trapezio” si muove
tra sonorità rock e pop, arrangiamenti attenti alle tendenze del momento, pulsanti di energia e finemente costruiti.

Martellante “Il caos” che apre l’album, scandita dalle chitarre di Luciano Ciccaglioni e dalle tastiere di Pintucci e Ruggero Cini, in quegli anni molto attivo nelle produzioni di grandi della musica come Patty Pravo, Claudio Baglioni, Lucio Dalla.

La conosciutissima “No, mamma, no”, ripresa dall’ album precedente, è grintosa, spettacolare, serrata, impreziosita dall’Hammond di Carlo Giancamilli.
Seguono “Metrò” e la bellissima “Inventi”, riproposte dall’album “Invenzioni”, pubblicato con la RCA nel 1974, che saranno riproposte nei live dell’artista romano negli anni a venire.
“Una sedia a ruote” si apre in un’atmosfera cupa e drammatica: Renato si fa interprete dei pensieri di un uomo condannato all’immobilità per sempre.
“Motel”, incisa anche da Patty Pravo col titolo “Grand Hotel “ è sofisticata, rarefatta e sospesa.
Più sostenuta “Scegli adesso oppure mai”, recitata con slancio e teatralità di grande effetto; “Un uomo da bruciare” racconta i sogni di un uomo che lotta per non diventare un volto anonimo la cui vita si perde in quella di milioni di altri.
Toni ironici e un sottotesto tutto da scoprire caratterizzano “Hanno arrestato Paperino”, dall’atmosfera malinconica e circense.
“Madame” non ha bisogno di presentazioni: cassa in quattro, il basso di Mario Scotti in primo piano, tastiere che ricordano lo stile Supertramp per il ritratto sghembo, affascinate e grottesco di una donna indimenticabile.
La malinconica, introspettiva ed emozionante “Salvami” è specchio dell’anima artistica di Zero, tra tensione all’infinito, platealitá e tenera richiesta di infinito amore, alla quale il pubblico risponderà di cuore.

È grande successo; il trionfo arriverà l’anno seguente, con “Zerofobia”.

TRACKLIST

01. Il Caos (04:05)
02. No! Mamma, no! (04:03)
03. Metro' (02:55)
04. Inventi (03:26)
05. Una sedia a ruote (03:44)
06. Motel (04:28)
10. Madame (03:44)
11. Salvami! (04:22)
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