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Recensioni / 28 set 2017

Miley Cyrus - YOUNGER NOW - la recensione

Miley Cyrus si mette a nudo, davvero: il nuovo album è una piacevole sorpresa

Mettete da parte i pregiudizi e provate ad ascoltare il nuovo disco dell'ex stellina Disney: "Wrecking ball" è un ricordo lontanissimo. La nuova Miley torna alle radici americane, al country di papà Billy Ray. E sovverte le regole, un'altra volta.

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Mattia Marzi
YOUNGER NOW
RCA (CD)

La nuova Miley Cyrus non twerka, non posta più sui social foto in cui si spara cannoni chilometrici, non si droga, non fa più la monella, non vuole più scandalizzare il pubblico - quello più bigotto - come fece con l'esibizione agli MTV Video Music Awards, nel 2013. Questo nuovo album, "Younger now", è l'inaugurazione della terza fase della sua carriera, quella adulta: dopo la Disney e la trasgressione, Miley ritorna alle radici americane, al country di papà Billy Ray, ma con un nuovo occhio. Avete visto cosa ha fatto all'iHeartRadio Festival di Las Vegas, la scorsa settimana? Il country di suo padre è tradizionalmente conservatore: Miley, invece, sovverte le regole - un'altra volta - ma in maniera più pacata, e parla di uguaglianza e diversità, di giustizia, di educazione e di non-violenza.

Sono trascorsi ben quattro anni dall'uscita di "Bangerz" e dal successo di "Wrecking ball" (una delle più grandi hit pop degli ultimi anni, circa 6 milioni di copie vendute in tutto il mondo e una quarantina di dischi di platino conquistati), due dal disco inciso insieme ai Flaming Lips. La cantante ha cambiato anzitutto stile di vita: "Volevo circondarmi di persone che mi facessero sentire migliore, più evoluta, più aperta. E ho capito che non erano le persone sballate, quelle giuste", ha raccontato a Billboard nella cover-story dello scorso maggio. È andata a vivere in campagna, insieme a sette cani, due maiali e due pony e quando ha ricominciato a scrivere ha preso una direzione totalmente diversa rispetto a quella dei suoi ultimi lavori: la ragazzaccia che fino a qualche anno fa, durante i concerti, mimava pompini ai ballerini e si faceva fotografare con indosso una cintura fallica, ha lasciato il posto alla sua versione Abercrombie & Fitch.

Quando poi è arrivato il momento di dare una forma concreta al materiale che stava scrivendo, Miley non ha optato per il solito disco di hit pop prodotto dai soliti hitmaker americani e svedesi: ha preferito puntare su un progetto caratterizzato da un approccio da indipendente, DIY, do-it-yourself. Accanto a sé ha voluto giusto Oren Yoel, con il quale ha cominciato a collaborare proprio ai tempi di "Bangerz", che l'ha accompagnata in questo nuovo cambio di rotta (e nel disco ha suonato tutti gli strumenti).

Miley, che in passato si è presentata più volte nuda di fronte agli obiettivi delle macchine fotografiche e delle telecamere, qui si spoglia davvero, ma musicalmente parlando: del pop elettronico di "Can't be tamed" e di "Bangerz" non c'è davvero traccia, negli undici brani di "Younger now". Il suo nuovo album è un disco country, folk (anche la copertina, molto anni '70, richiama quel mondo lì), dai suoni più acustici e dai toni meno urlati e più sussurrati, con cui l'ex stellina Disney punta a sorprendere proprio come ha sorpreso Harry Styles con il suo album solista dopo gli One Direction: "La mia preoccupazione principale non erano le radio, stavolta", ha detto.
L'operazione è simile a quella fatta da Lady Gaga con "Joanne". Come la voce di "Poker face" ha cercato di lasciarsi alle spalle quel disco bizzarro e stravagante che era stato "Artpop", così Miley Cyrus prova con "Younger now" a ripulirsi l'immagine, a mettere da parte tutti gli eccessi: "It's a brand new start", "È un nuovo inizio", sussurra in "Malibu", la prima canzone che ci ha fatto ascoltare di questo nuovo album.

"Younger now" è un album politico. Non tanto nei contenuti, quanto nel mood: hippie, fricchettone, perfetto per essere ascoltato distesi su un prato, al parco. È un disco di ballate intimiste e riflessive: "Feels like I just woke up, like all this time I've been asleep", canta nel brano che dà il titolo al disco, il primo della tracklist, "È come se mi fossi appena svegliata, come se avessi dormito per tutto questo tempo".
"Rainbowland", il duetto con Dolly Parton, è un pezzo country perfetto per essere cantato sul palco di un saloon, mentre pistoleri fanno festa e brindano con boccali di birra.
"Week without you": è una canzone da musical in cui Miley si rivolge un po' incazzata al suo ex fidanzato, che l'ha lasciata da poco. E gli dice che in fondo non si sta così male senza di lui (per gli appassionati di cronaca rosa: il ragazzo in questione è l'attore australiano Liam Hemsworth, con il quale Miley è stata fidanzata dal 2009 al 2013, per poi tornarci insieme lo scorso anno).
E se "Miss you so much" e "She's not him" sono due canzoni d'amore, tutte chitarra, pianoforte e voce, in "Thinkin'", "Bad mood" e "Love someone" i suoni si fanno più aggressivi e strizzano l'occhio più al pop-rock che al country e al folk (con percussioni più incisive e chitarroni graffianti).
Il manifesto della nuova Miley è l'ultima traccia del disco, "Inspired". Quello che rimane, alla fine di tutto, è una ragazza che imbraccia una chitarra e comincia a suonare una canzone senza fronzoli, bella, nuda, cruda, in cui canta di quanto sia bello aprire le porte al cambiamento: "We are meant for more", "Siamo destinati a qualcosa di più".

Sarà l'ennesimo costume? Sarà solamente un'altra fase di una delle carriere più imprevedibili del pop dei nostri anni? Può darsi. D'altronde, "no one stays the same", "nessuno resta mai uguale a sé stesso". Noi siamo pronti a scoprire quale direzione prenderà la carriera di Miley dopo questo lavoro: intanto, però, ci godiamo questo album, che ha tutte le carte in regola per lasciare il segno.

TRACKLIST

01. Younger Now - (04:08)
02. Malibu - (03:51)
03. Rainbowland - (04:25)
04. Week Without You - (03:44)
05. Miss You So Much - (04:53)
06. I Would Die For You - (02:53)
07. Thinkin' - (04:05)
08. Bad Mood - (02:59)
09. Love Someone - (03:19)
10. She's Not Him - (03:33)
11. Inspired - (03:21)