«OKOVI - Zola Jesus» la recensione di Rockol

Zola Jesus - OKOVI - la recensione

Recensione del 19 set 2017 a cura di Redazione

La recensione

Zola Jesus ci ha provato ad andare verso i gusti del pubblico "pop", verso il cosiddetto "mainstream" (ma si può ancora parlare di "mainstream" e di "underground"?): lo ha fatto con il precedente album, "Taiga", che l'aveva vista uscire fuori dalla sua zona comfort e sporcarsi le mani con i suoni del pop elettronico e cambiare anche etichetta, passando dalla Sacred Bone Records alla Mute. Ma ha capito che non poteva essere quello il futuro della sua carriera. E così, con questo nuovo album, "Okovi", ha scelto di tornare alle radici.

Tornata nel roster della Sacred Bone Records, l'etichetta indipendente fondata nel 2007 a New York e specializzata in musica sperimentale e generi "underground" come rock psichedelico, alt-rock, punk rock e noise rock, Nika Roza Danilova - questo il suo vero nome - si è messa al lavoro su una manciata di brani che rispecchiassero il suo lato più dark, oscuro e cripitico.

Oltre ad Alex DeGroot, che segue la cantautrice ormai da diversi anni, tra i musicisti del disco troviamo anche WIFE, Shannon Kennedy della band del duo losangelino dei Pedestrian Deposit e il percussionista Ted Byrnes.

Il manifesto di questo disco è "Exhumed", "riesumata", un pezzo dalle atmosfere post-industrial: la Zola Jesus di "Taiga" è solo un brutto ricordo. Se siete fan di vecchia data di Nika potete tirare un sospiro di sollievo: Zola Jesus è tornata Zola Jesus.

TRACKLIST

01. Doma (02:14)
02. Exhumed (03:45)
03. Soak (03:57)
04. Ash to Bone (02:07)
05. Witness (04:01)
06. Siphon (03:49)
07. Veka (05:13)
08. Wiseblood (04:38)
09. NMO (00:56)
10. Remains (04:26)
11. Half Life (04:49)
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