«NON PUOI PRENDERTELA CON LA NOTTE - Cadori» la recensione di Rockol

Cadori: leggi qui la recensione di "Non puoi prendertela con la notte"

Registrato da Roberto Rettura e Giacomo Giunchedi presso Lo Studio Spaziale di Bologna, ”Non puoi prendertela con la notte”, pubblicato il 15 settembre su Labellascheggia, è il secondo lavoro di Cadori, al secolo Giacomo Giunchedi.

Recensione del 19 set 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Cadori è Giacomo Giunchedi. “Non puoi prendertela con la notte” è il suo secondo album, in uscita a tre anni di distanza dal precedente, omonimo “Cadori”. E ripartendo proprio da quell’esperienza, Giunchedi mette sul piatto dieci nuovi pezzi che di base suonano come un…

… mix di sonorità lo-fi ed elettroniche, nel quale convivono fingerpicking, drum machine analogiche e synth, atmosfere ambient e noise, in linea con riferimenti stilistici come Beach House, Deerhunter, Daniel Johnston, My Bloody Valentine, ma anche cantautori italiani come Lucio Battisti e Ivan Graziani, la psichedelia anni 60/70 e il soul.

In pratica il nuovo Cadori prosegue con coerenza quanto già iniziato, andando a lavorare di cesello sulla scelta dei suoni e sulla costruzione di un ambiente un po’ più corposo e meglio strutturato rispetto al passato. Un progresso ottenuto grazie al buon lavoro fatto in studio con Roberto Rettura (che nel disco suona anche la batteria in tre pezzi) e a quello di post, merito di Michele Postpischl (batterista in… altri tre pezzi) e Justin Bennett, che “Non puoi prendertela con la notte” l’hanno mixato.

Una volta chiarite le coordinate sonore del disco, quello che questo suono veicola è l’io intimo di un autore dotato di un buon songwriting, sempre molto, molto delicato nel raccontare situazioni semplici ma… belle. Storie, o meglio, istantanee raccontate in modo molto diretto, vedi “KFM”, e con il giusto tatto. Perfette per l’ambiente al contempo sintetico e acustico che di Giunchedi è diventato un po’ il tratto distintivo. Tutto questo fa di “Non puoi prendertela con la notte” un buon esempio di quel nuovo cantautorato italiano (diciamo da I Cani in poi) che non forse non racconterà nulla di nuovo ma almeno lo fa con sincerità e con il gusto che solamente l’ascolto di tantissima musica può formare. Nota a margine: Aurora Ricci, vecchia conoscenza di Rockol e che nelle Io e la Tigre è “Io”, compare nella bella opening “Quel che resta”, Giulia Olivari (già a lavoro con i Toralkiki, ex band di Giunchedi) mette la voce in “Cauntry #3”, mentre Andrea Lorenzoni suona il pianoforte in “Naoko” e “Audrey Hepburn”. Che poi sono due tra i pezzi più interessanti del disco, soprattutto dal lato musicale; “Naoko” in particolare si fa valere: è il pezzo in cui fa capolino un po’ di Elliott Smith.

TRACKLIST

01. Quello che resta (03:26)
02. KFM (05:35)
03. Canzone dei trent'anni (03:26)
04. Guai (03:11)
05. Benzina (05:14)
06. Astrid (05:30)
07. Santa mattina (03:52)
08. Naoko (04:47)
09. Siena (03:29)
10. Cauntri #3 (04:03)
11. Audrey Hepburn (07:41)
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