Recensioni / 25 set 2017

Killers - WONDERFUL WONDERFUL - la recensione

Anche i killer crescono...

Un album che mostra i Killers più vulnerabili e maturi, senza rinnegare o abbandonare la vecchia strada del mainstream rock

Voto Rockol: 3.5 / 5
Recensione di Andrea Valentini
WONDERFUL WONDERFUL
© Island Records, a division of UMG Recordings, In (Digital Media)

Questo quinto lavoro in studio della band di Las Vegas non è decisamente semplice, a ben vedere. Nonostante l’impronta rock e ariosa, dai testi e dalle musiche percolano rigagnoli di tormenti interiori, riflessioni a volte profonde, altre amare e lancinanti. E poi la sensazione palpabile di avere di fronte un uomo – Brandon Flowers – che si mette a nudo, a costo di gettarsi dietro le spalle alcuni degli aspetti più caratteristici e bulleschi della sua personalità.

Il risultato è una decina secca di brani in cui la band oscilla fra momenti di grande rock da arena (il riferimento più immediato sono gli U2 dell’era “Achtung Baby” probabilmente…) e quel tipico gusto un po’ kitsch, anche trash se vogliamo, che i Killers da sempre mettono sul tavolo, mescolandolo alle loro carte migliori. Insomma, è una specie di esercizio di equilibrio, in cui la band sperimenta, a tratti probabilmente si diverte anche, ma esorcizza diversi fantasmi. Del resto per Flowers gli ultimi anni sono stati decisamente duri: ha dovuto affrontare un durissimo blocco creativo (di cui parla nella soffusa “Have All The Songs Been Written?”, ballad semi-AOR che chiude l’album), ha visto due compagni di band (Mark Stoermer e Dave Keuning) decidere di abbandonare i tour e ha fatto i conti con le difficoltà e i problemi della moglie Tana Mundkowsky, che soffre di disturbo post-traumatico da stress per via di un’infanzia difficile (ed è il soggetto di alcuni brani di “Wonderful Wonderful”).

I Killers restano i Killers, sono solo più disposti a mostrare un lato fino a ora inedito… e lo fanno a modo loro, mescolando di tutto un po’, dal rock americano al post punk (poco), passando per suggestioni alla Daft Punk e pop rock mainstream, pop raffinato alla Phil Collins, sonorità anni Ottanta e pulsioni da ballad in puro stile arena rock, per una formula che continua ad avere il suo perché. Certo, forse in “Wonderful Wonderful” mancano i tipici “pezzoni”, quelli che divengono pietre miliari nel repertorio di un gruppo, ma tutte le composizioni si assestano su un buon livello… non ci sono brani da 10 e lode, per usare una metafora, ma l’insieme è compatto, solido e convincente.

TRACKLIST

01. Wonderful Wonderful - (05:10)
02. The Man - (04:10)
03. Rut - (04:24)
04. Life To Come - (04:31)
05. Run For Cover - (03:42)
06. Tyson vs Douglas - (04:33)
07. Some Kind Of Love - (04:38)
08. Out Of My Mind - (03:43)
09. The Calling - (04:01)
10. Have All The Songs Been Written? - (04:09)