«LISTENER SUPPORTED - Dave Matthews» la recensione di Rockol

Dave Matthews - LISTENER SUPPORTED - la recensione

Recensione del 30 gen 2000

La recensione

Se Dave Matthews Band pubblica tre album dal vivo in tre anni un motivo dovrà esserci. E difatti c’è, e sta nell’essere, suddetta band, anzitutto una formazione che offre il suo meglio dal vivo. Come ricordava giustamente qualcuno recensendo l’album oltreoceano, è proprio grazie ai copiosi concerti tenuti soprattutto nel sud degli States che la Dave Matthews Band ha colpito a fondo gli amanti del rock, diventando a poco a poco una delle bands più seguite a livello nazionale. Secondo poi, bisogna subito aggiungere che dal vivo questi signori non si risparmiano, trasformando quelle che su disco appaiono come delle normali canzoni rock in torrenti infiniti di musica e improvvisazioni, con assoli, break, aperture strumentali che allargano l’intreccio della trama estendendone di molto la durata originaria: “Listener supported” in questo senso è un live torrenziale, con 18 canzoni e oltre due ore di musica, per giunta registrate tutte nel corso di un’unica notte. Il concerto in questione, infatti, è stato registrato alla Continental Airlines Arena di East Rutherford, nel New Jersey, l’11 settembre 1999, di fronte ad un pubblico sensibilmente entusiasta, come si può intuire dai boati di approvazione che salutano la fine di ogni brano. E d’altronde il repertorio è quello migliore, comprensivo degli hits della band (“Crash into me”, “Too much”, “Stay (wasting time)”, “Don’t drink the water” e perfino la cover di “All along the watchtower” di Bob Dylan, uno dei loro immancabili bis) così come dei brani provenienti dal più recente album del gruppo, “Before these crowded streets”. Dave Matthews Band, come già detto in un’altra recensione, incarna il prototipo della rockband a tutto campo, capace di unire e miscelare elementi diversi e perfino contrastanti a volte per raggiungere un risultato tanto inedito quanto particolare. Se la voce del leader non è immemore delle lezioni e delle suggestioni impartite da personaggi come Eddie Vedder o Michael Stipe, se la capacità di rockare duro è fuori discussione, le frequenti aperture a beneficio di cori o strumenti a fiato, le continue divagazioni strumentali, regalano alla band qualche paragone in più con formazioni come i Phish o – con le ovvie diversità musicali – la Allmann Brothers Band, finendo di spiegare il loro successo fortemente americano. Andare ad un concerto della Dave Matthews Band è qualcosa di più che passare una serata fuori con gli amici, sembra più simile ad un’esperienza, un po’ sulla strada di tutti i grandi gruppi della tradizione rock. E nel clima giusto ci pensa proprio il gruppo a trascinare i propri fans, aprendo il set con un lunghissimo intro al termine del quale soltanto si inizia ad essere rilassati e desiderosi di canzoni, e quindi pronti al divertimento. Tanta musica, tante idee, un unico comune denominatore: la scrittura e la fantasia di Dave Matthews. Di queste virtù, “Listener supported” è un condensato perfetto.
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