Recensioni / 24 ago 2017

Sonic Jesus - GRACE - la recensione

Sonic Jesus: leggi qui la recensione di "Grace"

A due anni dall’uscita del doppio LP “Neither virtue nor anger” i Sonic Jesus di Tiziano Veronese tornano con un nuovo lavoro in studio intitolato “Grace” a stupire e rimettere in discussione la natura stessa del gruppo.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Marco Jeannin
GRACE
Sonic Jesus (Digital Media)

Scritto e concepito interamente da Tiziano nel corso di una lunga primavera, il nuovo album scardina i precedenti approcci psichedelici e dronici, per immergersi in sonorità più sintetiche e post punk, degne dei primi Interpol ed Editors, legandosi così alla tradizione wave anglo-americana più innovativa e recente. I testi, frutto della nuova collaborazione con Marco Barzetti, abbracciano temi esistenziali che sottolineano lo stretto rapporto tra uomo e universo, dove una natura accogliente e materna sottrae il protagonista dagli incubi ricorrenti del passato, offrendo nuove prospettive di sogno e salvezza futura.

“Grace” è tutto questo e anche qualcosa in più. Nel senso che è vero che i dieci pezzi messi sul piatto da Tiziano Veronese, deus ex machina del progetto Sonic Jesus, sono quanto di meglio il post punk made in Italy possa attualmente offrire, ma quello che fa la differenza è l’approccio quasi psichedelico con cui il genere viene affrontato, retaggio delle opere precedenti targate SJ e qui interpretato con una nuova consapevolezza. Psichedelico e quasi pop, se mi è concesso, perché se è vero che il suono di “Grace” si fonda sulla relazione tra basso e batteria, direi in modo sacrosanto, gli insert sintetici e l’abilità a tessere melodie immediatamente riconoscibili aprono finestre su panorami fin qui inesplorati. Il risultato è, tanrto per capirci, un mix tra i White Lies, gli Horrors e Dirty Beaches, con un pizzico degli ormai quasi dimenticati Glasvegas.

Nuove sfumature, nuovi colori, una luce diversa che illumina l'oscurità statica e monolitica tipica dei primi dischi, facendo risaltare le ritmiche serrate e glaciali di batteria e arpeggiatori. Sono tanti gli elementi inediti tesi a ribaltare la scrittura, una volta incentrata sulle chitarre, e ora alla scoperta di una vocalità melodica, primordiale, sensuale, che gioca con le linee di basso e rimanda ad influenze troniche che si avvicinano agli ultimi lavori di Trentemøller e Moderat.

Così viene presentato ufficialmente il disco. Una descrizione a mio avviso piuttosto calzante di un lavoro contraddistinto da un sound molto solido fatto di riverberi e dilatazioni che definiscono un ottimo post punk crepuscolare, impreziosito dalle sempre convincenti interpretazioni vocali di Veronese. E non è poco, se pensiamo che dalle nostre parti il genere ha tanti seguaci ma pochi esponenti di valore in grado di trasmettere realmente qualcosa. In questo senso “Grace” brilla di una pallida luce molto malinconica, per quanto sempre incredibilmente colorata. Un elegante gioco dei riflessi che pezzi come la tagliente “Funeral party”, la mia preferita del lotto, l’incalzante “I hope”, degna dei migliori Editors, o la conclusiva “Fading lights”, dove a fare da sparring partner ritroviamo gli Horrors di “Luminous”, trasformano immediatamente in cifra stilistica. Un’evoluzione notevole per un progetto dalla portata sempre più internazionale. Registrato (ottimamente) da Filippo Strang al VDSS Studio di Morolo (FR), mixato e masterizzato da Simone Veronese, “Grace” conferma Sonic Jesus come una realtà sempre più viva e creativamente interessante. Questo è davvero un ottimo lavoro.

TRACKLIST

01. I'm in Grace - (04:34)
02. I Hope - (04:01)
03. Modern Model - (04:38)
04. September 9th - (04:21)
05. No Way - (04:39)
06. Space Heels - (05:21)
07. Outdoor - (03:28)
08. Funeral Party - (03:43)
09. Stars - (04:12)
10. Fading Lights - (04:54)