«WITNESS - Katy Perry» la recensione di Rockol

Il "pop impegnato" di Katy Perry? Davvero poco credibile (e "impegnato" è un parolone)

Con il suo nuovo album, la popstar californiana tenta di rendere impegnate delle potenziali hit pop: si presenta come una "testimone" dei nostri tempi e dice che la sua voce è come un occhio che indaga. Ma è credibile in questa veste "impegnata"?

Recensione del 09 giu 2017 a cura di Mattia Marzi

La recensione

A volte, le popstar (e i personaggi dello show business) ambiscono a qualcosa di più che ad essere "solamente" popstar. Sopravvalutano un po' il loro ruolo e pensano che la popolarità gli permetta di esprimere il proprio punto di vista su argomenti vari - la politica, in primis. Possono farlo, ovvio, come tutti. Ma l'autorevolezza e la credibilità sono un'altra storia, e non sempre riescono ad ottenerla. Ma non sempre risultano credibili. Prendete Luis Fonsi, ad esempio, che in una recente intervista ha dato una lettura  "impegnata" e "politicizzata" della sua hit, "Despacito", definendola "la risposta migliore alla cultura dei muri e della divisione di Trump".

Katy Perry, con il suo nuovo album in studio, fa proprio questo: tenta di rendere impegnate delle potenziali hit pop. Per raccontare "Witness" ha coniato l'espressione "purposeful pop". Vale a dire: pop con un obiettivo preciso, quello di far riflettere. Katy, che si presenta come una "testimone" dei nostri tempi, dice che la sua voce è come un occhio che indaga e spiega così la copertina un po' inquietante dell'album, sulla quale dalla bocca della cantante spunta un occhio. Ma è davvero credibile in questa (presunta) veste "impegnata" la popstar californiana?

Per questo nuovo disco, Katy Perry ha scelto una strategia diversa rispetto a quella scelta per "Prism" del 2013. All'epoca fece uscire il primo singolo, "Roar", all'inizio di agosto: l'album arrivò dopo due mesi, insieme al secondo singolo ("Unconditionally") e debuttò direttamente al primo posto della classifica americana con 290.000 copie vendute. Stavolta, ha preferito lavorare sul lungo termine: escludendo "Rise", singolo pubblicato la scorsa estate in occasione dei giochi olimpici di Rio e non incluso nell'album, il primo singolo ("Chained to the rhythm") è uscito a febbraio, seguito due mesi dopo dal secondo singolo ("Bon appétit") e, lo scorso mese, da un terzo singolo ("Swish swish").

Dopo quattro anni di assenza dalle scene, le aspettative erano piuttosto alte e i singoli non le hanno soddisfatte del tutto, in termini di dati: "Chained to the rhythm" non è riuscita ad agguantare il podio della classifica americana, ha debuttato alla quarta posizione e non s'è spinta oltre (invece "Roar", nella prima settimana, vendette circa 560.000 copie digitali). "Bon appetit" non ha fatto di meglio; negli States si è fermata al 59esimo della Billboard Hot 100, nel Regno Unito non è andata oltre il 37esimo posto. Katy, d'altra parte, ha già annunciato che sarà tra i giudici della nuova edizione del talent show "American Idol": intascherà la bellezza di 24 milioni di dollari e tutta la promozione che il programma garantisce all'album.

Ma, insomma, com'è questo "Witness"? L'album si presta a due diverse chiavi di lettura: una non esclude l'altra, ma qui preferiamo tenerle separate.

La prima, più immediata: la musica. "Witness" è un disco di "semplici" canzoni pop. Katy ha detto che il suo obiettivo era quello di sperimentare, di esplorare stili diversi. E per farlo ha voluto collaborare con produttori provenienti da estrazioni diverse: ci sono gli onnipresenti hitmaker pop Max Martin e Shellback, garanzia di successo, ma ci sono anche il dj deep house britannico Duke Dumont (ha remixato Donna Summer e Lily Allen), la band elettronica londinese degli Hot Chip, i producer rap Mike Will Made It e DJ Mustard e anche il minimalista Jack Garratt. Le 15 tracce, tra i cui autori troviamo anche Sia, guardano molto al pop anni '80: tastieroni (come quelli di "Roulette" e "Tsunami"), synth vorticosi, drum machine. Ma ci sono anche suoni più contemporanei, quelli che vanno per la maggiore nelle classifiche di tutto il mondo in questo momento, la tropical house, la deep house ("Swish swish"), l'EDM e la trap. E un paio di ballad come "Miss you more" e "Into me you see" a equilibrare il tutto.

La seconda, meno immediata: i riferimenti politici che Katy Perry ha voluto inserire all'interno di alcune canzoni. "Tutte le mie canzoni hanno sempre avuto livelli, non sono mai state unidimensionali", spiega lei, che agli ultimi Brit Awards si è pure presentata sul palco con gli "scheletri" giganti di Donald Trump e Theresa May. Allusioni politiche le troviamo in pezzi come "Chained to the rhythm" (si parla di vivere in una bolla e di buttare giù i muri), "Bigger than me" (che, come la stessa popstar ha spiegato, è ispirata alle elezioni presidenziali statunitensi dello scorso anno - Katy era una sostenitrice di Hillary Clinton), "Hey hey hey" (c'è il tema del femminismo e la cantante parla di sé stessa come di una Marilyn Monroe alla guida di un monster truck).

Se considerassimo "Witness" come un "purposeful pop album", come un album "impegnato", probabilmente non useremmo parole tenere: la Katy Perry in questa versione convince poco, manca di spessore e di incisività. Inserire vaghi riferimenti politici in canzoni i cui testi hanno poco a che vedere con la politica: è davvero questo, tutto quello che riesce a fare? Se sì, ha ragione chi - come Consequence of Sound - scrive: "La satira non è il suo forte".

Preferiamo considerarlo, invece, come un album di potenziali e semplici hit pop con cui Katy Perry continua a voler vincere facile, a sedurre le radio, a riempire le arene e a vendere copie. A fare, insomma, quello che ogni popstar dovrebbe fare.

TRACKLIST

01. Witness (04:10)
02. Hey Hey Hey (03:34)
03. Roulette (03:18)
04. Swish Swish (04:02)
05. Déjà Vu (03:17)
06. Power (03:46)
07. Mind Maze (04:08)
08. Miss You More (03:54)
10. Tsunami (03:23)
11. Bon appétit (03:47)
12. Bigger Than Me (04:00)
13. Save As Draft (03:48)
14. Pendulum (04:00)
15. Into Me You See (04:24)
17. Act My Age (03:41)
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