«UN INCUBO STUPENDO - Management del Dolore Post-Operatorio» la recensione di Rockol

Management del Dolore Post-Operatorio: leggi qui la recensione di "Un incubo stupendo"

“Un incubo stupendo” è il titolo del nuovo album del Management del Dolore Post-Operatorio, prodotto da La Tempesta Dischi e anticipato dai singoli “Naufragando”, “Un incubo stupendo” e "Il vento".

Recensione del 16 mar 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Effettivamente le cose stanno cambiando e questo cambiamento non so quanto possa piacere ai fan della prima ora. Lo dico riflettendo ad alta voce dopo aver ascoltato “Un incubo stupendo”. E penso anche che non sia un male. 

“Un incubo stupendo” arriva a due anni da “I love you”, a tre da “McMAO”, cinque da “Auff!!”. Questo piccolo excursus biografico ci può aiutare a contestualizzare un lavoro chiamato a nascere, più o meno consciamente, con il dolce peso del cambiamento sulle spalle. Per forza, aggiungerei. Ecco perché non piacerà ai fan della prima ora, quelli che vorrebbero che le band rimanessero sempre fedeli alla loro linea. Per il Management Del Dolore Post-Operatorio questo cambiamento significa: tutto meno grezzo e più pensato. Se da una parte la predisposizione festaiola è ancora solida e intatta al grido di “Esagerare sempre”, dall’altra Romagnoli e Di Nardo stanno lavorando per trasformare la band dei giovani malandati nella band dei musicisti messi bene. Superato il periodo dello scandalo in piazza e del rock da Fiat Panda, il Management del Dolore Post-Operatorio ha fatto tesoro di quanto imparato in studio ai tempi di “I love you” con Ragno Favero e per questo nuovo “Un incubo stupendo” i ragazzi sembra abbiano scelto consapevolmente di portare avanti un discorso fatto di cantautorato solido, figlio di ascolti del nuovo cantautorato (i Thegiornalisti possiamo già chiamarli in ballo?) che si rifà a sua volta un vecchio cantautorato (Venditti), ma soprattutto di tanto rock e di chi in Italia ha contribuito a definirlo. Parliamo di Vasco Rossi.

Ecco quindi che i dieci pezzi, prodotti a questo giro da Di Nardo stesso, vanno quasi immediatamente ad affiliarsi concettualmente a un mondo che ci riporta indietro di qualche anno eppure suonano sempre piuttosto contemporanei. Supportati in studio dai IMURI, band teramana formatasi nel 2014 e composta da Lorenzo Castagna (chitarra), Antonio Atella (basso) e Valerio Pompei (batteria), Il Management Del Dolore Post-Operatorio ha confezionato un disco che forse non ci aspettavamo, che qualcuno non voleva sentire suonare così, ma che altri auspicavano. In questi ultimi mi ci metto anche io, perché ogni cambiamento all’interno di una band, se supportato da un discorso di coerenza e volto alla maturazione del progetto, è sempre un cambiamento valido. Che poi qui manchi un po’ di mordente ed effettivamente non tutti gli episodi si muovano su binari qualitativi eccelsi (“Una canzone d’odio”), poco importa. Quello che conta è che “Un incubo stupendo” è un buon disco pop (ecco, l’ho detto) e non di pop fatto a caso; perché qualche eco post e wave in giro lo sgami ancora, così come l'istinto roccheggiante. E’ un disco semplice, sì, ma tutt’altro che stupido. E’ un disco ingenuo ma comunque riflessivo. E’, in sintesi, un disco di passaggio, crescita, evoluzione e cambiamento, e come tale sempre degno di rispetto.

“Naufragando”, “Un incubo stupendo” e “Marco il pazzo” poi sono buoni pezzi a prescindere.

TRACKLIST

01. Naufragando (04:12)
02. Un incubo stupendo (02:59)
03. Il vento (03:40)
04. Il tempo delle cose inutili (03:24)
05. Il mio corpo (03:56)
06. Una canzone d'odio (03:40)
07. Esagerare sempre (04:31)
08. Visto che te ne vai (03:03)
09. Marco il pazzo (03:51)
10. Ci vuole stile (03:01)
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