«WILD CAT - Danko Jones» la recensione di Rockol

Compiuti vent'anni di carriera, ecco ritornare i Danko Jones con "Wild cat"

Con "Wild cat" i Danko Jones dimostrano di saper ancora divertire, con semplicità, senza però innovare.

Recensione del 16 mar 2017 a cura di Matteo Galdi

La recensione

 “Wild cat” è il più classico dei dischi rock. Un disco sincero che spazia tra hard rock e garage rock (e qualche passaggio al limite del punk revival). E' divertente, semplice e diretto, possiede proprio tutte le formule già collaudate nel corso della lunga carriera di Danko Jones. O meglio dei Danko Jones, gruppo formato proprio dal cantante, chitarrista e frontman.

 La band si forma in Canada a fine anni ’90, un supertrio di musicisti in gamba che ben presto vengono notati ed apprezzati da band già affermate ad inizio decennio come Nashville Pussy e Blonde Redhead, con le quali ben presto si trovano a condividere il palco. Strano come iniziò la carriera, che si protrae oltre i vent’anni ormai: quasi per gioco, quasi per solo divertimento e per suonare dal vivo. In principio i Danko Jones non ne volevano sapere di entrare in studio, intendevano far conoscere la propria musica esclusivamente tramite concerti e passaparola degli spettatori, senza lasciare nulla per inciso.

“Wild cat” - ottavo disco in studio della band di Toronto – chiarisce ed è esplicativo di come in realtà tutto andò diversamente, i Danko Jones sono progressivamente sempre più popolari e sempre più presenti nelle classifiche rock, da inizio millennio. Nel 2016 è uscito anche il primo disco dal vivo registrato al “Wacken” che celebra il ventennale della band, tassello importante che non fa altro che accrescere il già corposo curriculum del gruppo. “Wild cat” – in quanto ad innovazione - non aggiunge nulla a tutto ciò che di buono hanno già fatto i Danko Jones, ma rimarca ancora una volta quanta potenza e grinta possano sprigionare i tre musicisti.

Il disco si apre con le due tracce “I gotta rock” e “My little RnR”: simili per le tematiche trattate, entrambe due inni al rock. Melodici, forse troppo, il fatto che il secondo dei due sopracitati brani sia stato scelto come primo singolo estratto rende bene l’idea di quanto, effettivamente, possa  entrare in testa. Più crudo (e nudo), scarno (positivamente) nella struttura “Do this every night”, basato su un singolo riff di chitarra ben riuscito, un brano veloce che a metà disco spezza il ritmo e senza girare troppo in tondo arriva dritto al suo obbiettivo, dare la giusta carica per proseguire nell’ascolto. Il disco scorre veloce, gli undici brani sono di breve durata e si lasciano ascoltare piacevolmente.

Tutto molto bello e divertente, se non fosse che i brani sono molto simili tra loro e che – per quanto ben suonati e ben registrati – non lascino un senso di sazietà finale. Proprio come il più piccolo della famiglia dei felini, “Wild cat” è un disco che prova a fare la parte del leone ma non ci riesce appieno, stupisce ma non quanto vorrebbe.

La grinta e la rabbia sono presenti e sono fondamentali per la buona riuscita di un disco hard rock, ma non bastano. Il rock odierno ha bisogno di essere imprevedibile, un disco rock per l’imprevedibilità deve saper colpire più forte di tutti i suoi (molteplici) simili. Attenzione, non si tratta di un passo falso ne di un brutto lavoro da parte dei Danko Jones (la band è in forma e suona bene), ma di un disco semplicemente poco impegnativo. Proprio come l’animale più inoffensivo della specie (rappresentato sulla bella copertina del disco, dai toni retrò), il prodotto finale dei Danko Jones, è più un piacevole disco da compagnia che temibile ed aggressivo predatore. 

TRACKLIST

01. I Gotta Rock (03:38)
02. My Little RnR (03:43)
03. Going out Tonight (03:30)
04. You Are My Woman (03:23)
05. Do This Every Night (03:11)
06. Let's Start Dancing (03:12)
07. Wild Cat (03:45)
08. She Likes It (03:24)
09. Success in Bed (03:34)
10. Diamond Lady (03:35)
11. Revolution (But Then We Make Love) (03:34)
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