«IN SPITE OF OURSELVES - John Prine» la recensione di Rockol

John Prine - IN SPITE OF OURSELVES - la recensione

Recensione del 31 dic 1999

La recensione

«Adoro i duetti. C’è qualcosa che mi piace molto nel vedere due persone cantare l’una verso l’altra, o l’una dell’altra o anche soltanto l’una con l’altra.
Le canzoni di questo album rappresentano una piccola porzione delle mie canzoni country preferite.
Alcune erano dei duetti sin dall’inizio, altre sono state riarrangiate da Jim Rooney e me per diventare dei duetti.
Ho fatto una lista delle mie voci femminili preferite e le prime nove che ho chiamato mi hanno detto ‘sì’.
Quasi sono svenuto.
Le prime volte che ascoltavo questo album mi sembrava come se stessi cantando con le mie cantanti preferite.
Ho scritto “In spite of ourselves” per un film. Al tempo stesso mi sembrava potesse essere un titolo adatto per questa raccolta di canzoni fatte di incontri, separazioni, dichiarazioni e accuse.
Grazie a tutte le mie partner e agli autori delle canzoni.» John Prine
Non è il John Prine che vi aspettereste, quello contenuto in questo album, o almeno non completamente: la sagace narrativa dei suoi album come solista lascia qui il posto ad un album strettamente tradizionale e ‘middle class’, una celebrazione di quelle canzoni – spesso ai limiti del ‘buon gusto’ – che rimangono scolpite dentro ognuno di noi ‘a dispetto di noi stessi’, come verrebbe da tradurre ‘in spite of ourselves’. Sono canzoni country, queste sì veramente come ve le aspettereste, di quelle che nei film di serie B suonano in sottofondo quando uno dei protagonisti entra in uno di quei locali adagiati a fianco di una provinciale, con annesse pompe di benzina e qualche stanza libera in stile motel. Ciò non toglie che l’onestà di un tributo del genere sia il suo elemento di maggior fascino, così come quello di avere in qualche modo scelto dallo sterminato repertorio country i brani che più di altri sottolineano il legame che c’è tra l’amore e gli scherzi del destino. “A dispetto di noi stessi” vale anche e soprattutto a questo proposito, come bene illustrano le canzoni di questo album, a tratti romantiche e appassionate, a tratti ironiche e disincantate, attraverso cui cogliere la potenza di quella che in altri ambiti si chiamerebbe ‘la forza del destino’. A fare compagnia a Prine in questi duetti alcune tra le più celebri voci country femminili del panorama USA: Iris DeMent, Lucinda Williams, Emmylou Harris, Melba Montgomery, Patty Loveless, Trisha Yearwood, Dolores Keane e Connie Smith. Per Prine un tuffo nel mare dei ricordi prima – speriamo – di un nuovo album di studio con materiale originale.
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