«UNDER STARS - Amy Macdonald» la recensione di Rockol

Due anni e mezzo di lavoro per realizzarlo, una quarantina di minuti per divorarlo. Amy MacDonald è tornata: ecco "Under Stars", il suo quarto disco.

Amy MacDonald si è fatta attendere, ma ne è valsa la pena: ecco il nuovo album "Under Stars"

Recensione del 09 mar 2017 a cura di Barbara Nido

La recensione

Un’attesa di 5 anni non è di certo una cosa da poco. Vi ricorderete di lei per la traccia che l’ha portata al successo nel 2007: si intitolava “This is the life” e diede il il titolo  al suo primo album che vendette 3 milioni di copie; numeri simili sono stati raggiunti anche dai seguenti dischi “A curious thing” nel 2010 e “Life is a beautiful light” nel 2012. Ora la cantautrice scozzese torna sulle scene con il suo quarto album, “Under stars”: come lei stessa ha ammesso, ha voluto prendersi il suo tempo necessario realizzando il disco negli ultimi due anni e mezzo. 


Il singolo che ha anticipato l’uscita dell’ultimo lavoro di Amy, “Dream on”, è sicuramente una delle canzoni che colpiscono di più: melodia coinvolgente sin dal primo ascolto, cori che è impossibile non cantare e un testo che spinge ad affrontare le avversità con coraggio perché si supereranno vincendole. Un mix ottimo per una canzone dalle forti tinte pop, che apre il disco con slancio. “Down by the water” cattura con i suoi tamburelli, il battere delle mani e gli accenni gospel; il resto lo fa la voce di Juliet Roberts, una cantante britannica, che si mescola alla perfezione con quella da contralto della MacDonald. Il piano e i violini di “Never too late” avvolgono l’ascoltatore che viene definitivamente rapito ascoltando un testo che inneggia alle possibilità che tutti abbiamo di cambiare il mondo. Come? Agendo, perché è l’azione a fare la differenza; l’importante è alzarsi e lottare, non è mai troppo tardi.
“Prepare to fall” sembra quasi una riflessione dell’artista su quanto sia importante (forse soprattutto per sé stessa) rimanere con i piedi per terra perché anche quando si è al top le cadute sono inevitabili e, per questo, bisogna essere preparati; musicalmente il pezzo inizia con una melodia dolce alla chitarra, per crescere in accenni di sintetizzatore e voce esplosiva.
Altra grande sorpresa è “The rise & fall”, focalizzata su temi politici molto attuali, nello specifico la Brexit e l’indipendenza scozzese.
Impossibile, infine, non citare le 8 tracce che costituiscono la versione deluxe di “Under stars”: qui troviamo la versione acustica di molte delle canzoni presenti nell’album e una cover di “I’m on fire” di Bruce Springsteen.

Nonostante siano passati ben dieci anni da "This is the life" il “marchio MacDonald” non è cambiato: il modo di fare musica dell’artista è rimasto lo stesso della ragazzina di sedici anni che, prima di raggiungere il successo, decise (dopo un’esibizione dei Travis, da sempre da lei riconosciuti come fonte d’ispirazione) che avrebbe fatto del canto la sua professione. È tangibile la maturità acquisita, così come l’ulteriore sviluppo della tecnica, ma l’ottimismo dilagante, le melodie positive e i richiami celtici rimangono caratteristiche pressoché immutate.

“Under stars”, pubblicato con la Universal e registrato ad Abbey Road, si differenzia dai precedenti anche per un altro piccolo, ma significativo, particolare; per la prima volta i testi non sono stati scritti solamente dalla cantautrice, ma l’ha vista collaborare con il suo bassista Jimmy Sims, il tastierista Shannon Harris e l’amico Ben Parker. Che siano stati loro ad aiutarla ad addentrarsi in suoni più pop?
Di questo non possiamo essere certi, ma quel che possiamo dire è che il risultato è stato decisamente ottimo.

 

TRACKLIST

01. Dream On (03:19)
02. Under Stars (03:41)
03. Automatic (03:15)
04. Down By The Water (03:26)
05. Leap Of Faith (03:02)
06. Never Too Late (04:06)
07. The Rise & Fall (03:13)
08. Feed My Fire (03:14)
09. The Contender (03:34)
10. Prepare To Fall (04:28)
11. From The Ashes (03:36)
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