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Mike Mills - CONCERTO FOR VIOLIN, ROCK BAND, AND STRING ORCHESTRA - la recensione

Recensione del 20 ott 2016

La recensione

di Gianni Sibilla

Non sappiamo esattamente chi ha scritto cosa, nei R.E.M.: uno dei patti fondanti della band era che i crediti delle canzoni venissero equamente divisi in quattro (o in tre, dopo l'uscita di Bill Berry), indipendentemente da chi aveva scritto la canzone; è uno dei motivi per cui i R.E.M. sono rimasti in piedi per 31 anni, e si sono lasciati da amici: eliminava i conflitti economici alle fondamenta.

Ma sappiamo che nell'economia sonora, Mike Mills era la mente davvero musicale, quello con le competenze di scrittura più elevate, quello che suonava ogni strumento.

Ed eccolo, il bassista dei R.E.M., al suo primo "disco solista", in copertina con un bel Rickenbacker, imbracciato dopo aver scritto un'opera di musica "classica" - le virgolette sono d'obbligo, in entrambi i casi. Mills, come tutti i membri della band, ha tenuto un profilo basso - qualche uscita con Steve Wynn e Peter Buck nei Baseball Project, la band dedicata alle storie del "passatempo americano", qualche collaborazione. Fino a questo progetto, con l'amico d'infanzia Robert McDuffie, violinista classico. 

Non proprio un disco solista, quindi, e non prorio un'opera classica, ma una via di mezzo, presentata prima dal vivo (la seconda esecuzione fu a Roma: la racconta qua Gianni Santoro), e poi incisa su disco, per una piccola etichetta. Ora il tutto è stato trasformato in un più articolato tour americano.

Le contamizionazioni tra classica e rock sono un genere consolidato: quante band o artisti abbiamo visto reincidere il proprio repertorio con orchestra? Ma i "Concerto for Violin, Rock Band and String Orchestra" è una strana cosa, anche se rispetta esattamente questa definzione. E' materiale inedito, che assume la forma canzone, ma con il violino al posto della voce e con partiture orchestrarli. Si apre con un basso rock tirato che interagisce con il violino, si sposta verso un secondo movimento più orientato agli archi (sembra quasi di sentire echi delle orchestrazioni di John Paul Jones - che non a caso lavorò con i R.E.M. per "Automatic fo the people"). Il terzo movimento, "Sonny side up”. si apre con un riff di chitarra molto remmiano (tutto in casa-Georgia: John Neff, già con i Drive-By Truckers), si torna a temi più lirici con "Stardancers’ Waltz"

E poi arriva "Nightswimming". Sì, quella, una delle canzoni più belle dei R.E.M.: il violino di Mc Duffie (sempre molto spinto, talvolta prossimo al fastidio, possiamo dirlo?) prima sta giustamente un passo indietro, quasi a non voler andare in competizione con il ricordo della voce di Michael Stipe, fino finale accellerato per archi, che invece è quasi sacrilegio. "You can go home again" riporta tutto a casa, con un altro riff remmiano. Tralasciamo il resto del disco: la reinterpretazione di due partiture di John Adams e Phlip Glass, per sola string orchestra ma senza rock band, messe lì come riempitivo. 

Alla fine rimane una sensazione contraddittoria: la mano di Mills è riconoscibile, per fortuna c'è più rock che "classica", ma il disco è comunque un ibrido che non soddisfa del tutto. Ho sempre pensato che Mike Mills sarebbe stato quello che più ci avrebbe stupito, nel dopo-R.E.M.. E' vero, ma non proprio nel senso che ci si poteva aspettare. 

 

TRACKLIST

01. Concerto for Violin, Rock Band and String Orchestra
02. Movement I: Pour It Like You Mean It
03. Movement II: On the Okeefenokee
04. Movement III: Sonny Side Up
05. Movement IV: Stardancers’ Waltz
06. Movement V: Nightswimming
07. Movement VI: You Can Go Home Again
08. John Adams -Road Movies
09. I. Relaxed Groove
10. II. Meditative
11. III. 40% Swing
12. Philip Glass - Symphony No.3
13. Movement I
14. Movement II
15. Movement III
16. Movement IV
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