«STAY TOGETHER - Kaiser Chiefs» la recensione di Rockol

Kaiser Chiefs - STAY TOGETHER - la recensione

Recensione del 14 ott 2016 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Tramontato il grande exploit, qualcosa continua ancora a muoversi tra gli indie rockersd’Inghilterra. Tra i protagonisti di quella stagione d’oro, i Kaiser Chiefs, dopo il caso “Ruby”, hanno continuato la loro avventura, senza però mai bissare il successo del 2007 e, anzi, lasciandosi andare a un paio di scivoloni. In effetti il quintetto di Leeds si è rintanato prontamente nel suo solco naturale, ovvero quello del “brit pop/rock gradevole” culla di tante band britanniche da singoli spacca classifiche e risultati altalenanti. Con l’ultimo “Stay together”, l’animo più combattivo è stato chiuso altrove a doppia mandata per far posto a un sound più festaiolo e al passo coi tempi.

Evidentemente qualcosa dell’esperienza come vocal coach a “The Voice UK” alla scoperta di giovani leve canore deve aver influenzato Ricky Wilson a virare verso sonorità più ammiccanti, proiettando la sua compagine in una luce decisamente diversa. Un’evoluzione in qualche modo naturale dopo l’abbandono del batterista e principale paroliere, Nick Hodgson, ma che a ben vedere non ha ancora trovato la sua giusta quadratura. In effetti da una formazione che porta il nome di una squadra di calcio (il Kaizer Chiefs Football Club di Johannesburg, per la cronaca) è più facile aspettarsi accordi in power chord con tanta tanta birra al seguito, anziché tastiere e strumenti elettronici su cui lambiccarsi, attività che ai Kaiser Chiefs riesce solo in parte. Il singolo “Parachute” - definita dagli stessi autori come la loro seconda canzone d’amore mai scritta oltre al pezzo più famoso del repertorio - era stato un chiaro segnale che qualcosa in casa KC stava cambiando e la conferma è arrivata con il successivo “Hole in my soul”, brani scoppiettanti e portatori sani di un rinnovamento che è lecito aspettarsi da una band che tra alti e bassi ha in curriculum più di dieci anni di attività.

Ai colorati toni pop si accompagna una maturità tutta nuova del quintetto che, messa da parte la loro migliore vena anglosassone, si concentra con spirito godereccio sui rapporti umani, complicati e unici quanto imprescindibili. “Stay together” non manca di puntare la sua attenzione alle dinamiche personali con occhio clinico sull’ordinario, sulle gioie e i dolori della vita di coppia, e un benevolo invito alla monogamia - sacrosanta scelta ma poco incline a farne un album dai toni festaioli. Passata la fase più politica del precedente “Education, education, education & war” ora l’attenzione è spostata sul tema delle relazioni, sulla difficoltà di rimanere uniti, e superare - insieme – le difficoltà quotidiane. Un concetto che fa un po’ a cazzotti con l’attuale situazione inglese, visti i sentimenti stagnanti di delusione e di incertezza verso il futuro, ora che il Regno Unito ha voltato le spalle all’Unione e che, probabilmente, avrebbe meritato qualche riflessione più convincente visto l’impegno profuso nel tempo dai Kaiser Chiefs come osservatori diretti della loro eccentricità di isolani (e isolati) d’Europa.

Purtroppo però l’atmosfera di gioiosa leggerezza e la produzione di Brian Higgins (già al lavoro con Pet Shop Boys e Sugababes) non fanno di questo nuovo corso una scommessa vinta. Alla lunga la svolta adult-dance dai toni retrò tradisce una certa artificiosità di fondo, appesantita da una sequela di canzoni piuttosto anonime che smorza il tocco accattivante di quelle che salvano la baracca. Non basta sperimentare con falsetti, campionature e cassa dritta per stare davveroinsieme, specie se l’attenzione si impone maggiormente quando riaffiorano le radici robuste del suono che li ha fatti conoscere al mondo (“Good clean fun”). Insomma, come sempre, c’è ancora tanto da fare per arrivare lì in alto dove osano i Coldplay.

TRACKLIST

01. We Stay Together (04:32)
02. Hole In My Soul (04:27)
03. Parachute (03:52)
04. Good Clean Fun (05:08)
06. Indoor Firework (03:57)
07. Press Rewind (05:01)
09. High Society (03:47)
10. Sunday Morning (04:30)
11. Still Waiting (08:41)
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