«POPESTAR - Ghost» la recensione di Rockol

Ghost - POPESTAR - la recensione

Recensione del 22 set 2016 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Se le band con un immaginario da sabba si sprecano, quelle che riescono a trasformare ciò che toccano in oro sono molte meno. Un potere che i Ghost esercitano con una sicurezza tale che non ha nemmeno bisogno di prendersi troppo sul serio. In effetti, di cliché vecchi come le tasse ce ne sono tanti in questa misteriosa combriccola, dal vocalist truccato da teschio in abiti porporali agli ignoti strumentisti dei Nameless Ghouls, nascosti nell’anonimato dalle maschere. Eppure, nonostante la poca originalità del tutto, la formula funziona e anche bene, perché la formazione svedese ha gusto, capacità e, cosa non da poco, canzoni da vendere.

Pur restando fedeli a se stessi e al proprio satanismo della domenica - il cambio del cantante-papa a ogni nuova uscita, le cui finora tre incarnazioni sono attribuite tutte [attenzione, contiene spoiler] a tale Tobias Forge - con “Meliora” hanno dimostrato di puntare davvero in alto, tant’è che il premio vinto come miglior opera hard rock/heavy metal suona come una naturale conseguenza di un disco il cui titolo significa appunto “cose migliori”. Da buoni scandinavi del metal hanno sì l’attitudine, ma la loro musica pesca a piene mani dal passato, ispirandosi poco dogmaticamente ai vecchi classici, dagli ABBA ai Blue Öyster Cult senza soluzione di continuità e con un tiro che in tanti invidiano.

Adesso, a un anno di distanza dal fortunato album, Papa Emeritus III e la sua compagine di musicisti senza nome tornano a cantare messa con “Popestar”, un ep di cinque brani a corollario del lavoro precedente, ancora fumante di grammy. I Ghost scelgono la via delle cover come già fatto nel mini “If you have ghosts” del 2013, che, a dispetto della copertina presa pari pari dai fotogrammi del Nosferatu di Murnau, era un prodotto godibilissimo e accessibile a tutte le orecchie, alla cui produzione ha partecipato un certo Dave Grohl…

Questa volta però si parte subito in quarta con l’unica vera novità del lotto, “Square hammer”, definita dagli stessi una gemma che punta dritta alla giugulare, il cui ficcante ritornello ha realmente qualcosa di infernale per quanto riesce a stamparsi con facilità nella testa. Non si tratta però di un oscuro maleficio quanto di un buon groove sostenuto da una batteria asciutta, melodico e accattivante al punto giusto da farne un ottimo singolo e un efficace biglietto da visita per il tour nordamericano in partenza.

A seguire, una selezione operata con una certa disinvoltura mettendo in fila, tra gli altri, Eurythmics e Echo And The Bunnymen, dove ciò che risalta maggiormente è che l’aspetto più irruente del Fantasma sia stato messo da parte per privilegiare arrangiamenti più complessi ed evocativi, come nella mortifera ballata "Nocturnal me” e in “I believe” con la sua ipnotica arpa. A chiudere il programma il bluesaccio di “Missionary man” e la stucchevole e un po’ forzata “Bible”. Tutto come da prassi quindi nell’oscura landa di Lincopia, in Otrogothia (o più verosimilmente a Linköping, in Svezia), i Ghost continuano a fare quello che sanno fare: adult rock diabolicamente travestito. Suonano, divertono e dividono il loro pubblico, perché una band così o la si ama o la si odia, senza mezzi termini, dato che in molti più dell’odore di zolfo sentono puzza di plastica. Quale che sia la verità, nell’attesa del prossimo ellepì e del relativo pontefice - questa volta tocca a Emeritus IV - la liturgia nera può continuare. In ogni caso, un Papa diventerà una star.

 

TRACKLIST

01. Square Hammer (03:58)
02. Nocturnal Me (Echo & the Bunnymen cover) (05:12)
03. I Believe (04:04)
04. Missionary Man (Eurythmics cover) (03:42)
05. Bible (06:33)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.