AMICI NON NE HO…MA AMICHE SI!

Warner (CD)

Voto Rockol: 4.0 / 5

di Mattia Marzi

Ha ragione Ligabue a definire Loredana Berté "la più punk tra le cantanti italiane": punk non riferito a un genere musicale, ma alla sua natura. Una carriera, la sua, fatta di grandi successi e grandi cadute: sempre sull'orlo, in bilico tra il trionfo e la tragedia. Ha spesso avuto tra le mani carte belle, che però ha saputo giocarsi male: il finto pancione a Sanremo nell'86 (con "Re", una bella canzone dei fratelli Mango), ad esempio, o il plagio di "Musica e parole" a Sanremo nel 2008 (un rifacimento di "Ultimo segreto", cantata da Ornella Ventura vent'anni prima). Ora esce questo "Amici non ne ho... Ma amiche sì!", un bel progetto voluto da Fiorella Mannoia per celebrarne i 40 anni di carriera: si tratta di un album che ha visto la Berté reincidere una selezione dei suoi cavalli di battaglia insieme ad alcune colleghe, tutte rigorosamente donne (da qui il titolo del disco, che allude alla canzone presentata dalla cantante a Sanremo nel 1994).



Il disco è prodotto da Carlo Di Francesco e Davide Aru, entrambi collaboratori della Mannoia, con la supervisione artistica della stessa cantante romana; l'album contiene 17 brani: quattordici successi di Loredana Berté riproposti con nuovi arrangiamenti e in duetto con le "amiche" che hanno preso parte al progetto; e tre inediti, se per inediti si intendono quelle canzoni che trovano per la prima volta collocazione all'interno di un disco. In questo senso, oltre a "E' andata così" e a "Il mio funerale" andrebbe considerato come inedito pure il duetto con la storica corista di Loredana, Aida Cooper, su "Ma quale musica leggera". Questo brano, scritto da Edoardo Bennato nel 2012, avrebbe dovuto far parte di un disco - realizzato con l'aiuto di Gigi D'Alessio, si diceva all'epoca - che però non vide mai la luce. Al momento della scelta delle canzoni da includere all'interno di questo "Amici non ne ho... Ma amiche sì!", la Berté e la Mannoia hanno deciso di ripescare il pezzo e di reinciderlo con la Cooper, facendolo diventare quasi un manifesto della loro amicizia e delle tante tournée fatte insieme.

"Amici non ne ho... Ma amiche sì!" è un bel viaggio musicale nel repertorio multiforme della Berté: cronologicamente parlando, il racconto parte da "Sei bellissima" del 1975 e arriva fino agli inediti del 2016, ma la scaletta non segue un ordine propriamente cronologico. "E' andata così" e "Il mio funerale", infatti, sono posti rispettivamente in apertura e in chiusura del disco, come a rappresentare un punto psicologico dal quale ripartire (il primo) e una lettera ai posteri (il secondo). "E' andata che mi hanno lasciato il microfono acceso", canta Loredana alla fine del bel manifesto scritto per lei da Ligabue; "I miei dischi ai primi posti in classifica, per la gioia della mia casa discografica", canta invece nel brano scritto in ricordo del funerale della sorella Mia Martini, una critica contro l'ipocrisia dello star system.

Alcuni dei cavalli di battaglia sono proposti con nuovi arrangiamenti, altri in versioni piuttosto fedeli a quelle originali, e le varie "amiche" duettano con Loredana sulle note dei brani che più si avvicinano al loro stile/genere. Emma ha scelto di duettare su "Non sono una signora", elegante inno scritto da Ivano Fossati e inciso dalla cantante nel 1982 per l'album "Traslocando", qui riproposto in chiave rock con le chitarre elettriche e la batteria in primo piano.
Paola Turci mette in "Luna" (1997) la sua interpretazione struggente: rispetto all'originale, nell'arrangiamento spiccano gli stacchi degli archi, che vanno a conferire maggiore drammaticità al testo, scritto due anni dopo la morte di Mia Martini, e all'interpretazione delle due.
Alessandra Amoroso, che si è spesso cimentata con canzoni romantiche, duetta con Loredana sulla canzone più romantica del suo repertorio, "Sei bellissima" (1975), resa ancora più patetica - nel significato etimologico della parola - da un crescendo di archi.
Patty Pravo offre un'interpretazione elegantissima di "Mi manchi" (1993), tra i brani più mansueti del repertorio della Berté.

Questi che abbiamo elencato fin qui ci sembrano gli episodi migliori del disco. In secondo luogo, convincono i rifacimenti di "Dedicato" (1978), "E la luna bussò" (1979) e "La goccia" (1981): la prima viene riproposta nella versione orchestrale presentata da Noemi a Sanremo quest'anno, meno folkeggiante e più blues rispetto all'originale; della seconda si fa apprezzare la ricerca vocale e sonora di Elisa, alle prese con il reggae; della terza, Nina Zilli offre un'interpretazione blues su una base tale e quale all'originale, molto punk - e stavolta punk per genere, non per natura... Punk è anche l'interpretazione di Antonella Lo Coco, già concorrente di X Factor nel 2011, su "Folle città" (1979); quella di Bianca Atzei su "Così ti scrivo" (1983), invece, è più solare e meno amara rispetto all'originale.
Il duetto con Irene Grandi su "Buongiorno anche a te" (1980), rivisitata in chiave jazz, è un omaggio indiretto a Pino Daniele, che della canzone scrisse la musica (nello stesso album in cui è contenuta, "LoredanaBertÉ", figura anche un brano interamente composto dal compianto cantautore partenopeo, "Un po' di tutto"). "Il mare d'inverno" è stata completamente riarrangiata in chiave elettronica, con beat che accompagnano l'interpretazione della Mannoia e della Berté (Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone la scriverebbero così, oggi?), mentre di "In alto mare" (1980) - ancora proposta con la Mannoia - vengono messe in risalto le chitarre elettriche, amplificando le sonorità funky del pezzo.

Tutte le amiche ricompaiono poi nella versione corale di "Amici non ne ho"; tutte, con la sola inevitabile eccezione di Mia Martini, presente nel disco con la riproposizione del duetto in "Stiamo come stiamo", in gara a Sanremo nel 1993: "Loredana ha voluto ricantare la sua parte perché non era soddisfatta dell'interpretazione nella versione originale, ma tutto il resto è stato lasciato come allora per rispetto di Mimì", dice Fiorella Mannoia.

Cosa condividono con la Berté alcune delle "amiche" coinvolte nel progetto non ci è dato saperlo ("Siamo tutte intorno a lei perché in fondo tutte noi le dobbiamo qualcosa", osserva la Mannoia); detto questo, "Amici non ne ho... Ma amiche sì!" è un disco che rende il giusto onore ad un personaggio importante e influente per la musica italiana e alle sue canzoni: chi non conoscesse la Berté, può scoprirla (anche se mancano brani fondamentali come, solo per citarne alcuni, il singolo di debutto "Volevi un amore grande" del 1974, "Meglio libera", "Movie", "Ninna nanna", "Per i tuoi occhi", "Acqua", "Re"); chi già la conosce e ha amato questi brani, può "riscoprirli" in una chiave di lettura alternativa. Per fortuna, quel microfono gliel'hanno lasciato acceso...