«YOU KNOW WHO YOU ARE - Nada Surf» la recensione di Rockol

Nada Surf - YOU KNOW WHO YOU ARE - la recensione

Recensione del 16 mar 2016 a cura di Emiliano Raffo

La recensione

Vent'anni fa esatti “Popular” dei Nada Surf conquistava MTV e quell'audience universitaria a cui un'ottima forma fisica non fa mai difetto grazie a una pungente melodia in odore di Weezer e ai giusti ammiccamenti post-grunge. Era la faccia rassicurante del nuovo rock americano. Si torna fra i banchi di una high-school prevalentemente bianca, addio agli scantinati dove Kurt Cobain sudava e faceva headbangin'. Senza esserne forse completamente consci, i giovani Nada Surf stavano iscrivendo il loro nome nel nutritissimo club di band che avrebbero tentato di riportare il rock americano verso orizzonti più bubblegum che punk. E così, a vent'anni da quel brano al 20% ribelle e all'80% tradizionale, i Nada Surf suonano come un piccolo classico FM che non se ne è mai davvero andato. “You know who you are” giunge a quattro anni dal precedente “The stars are indifferent to astronomy”, ma sarebbe anche potuto uscire tre anni prima del suo predecessore e nessuno si sarebbe accorto della differenza. Chi può davvero individuare nitidi elementi evolutivi nella parabola dei Nada Surf?

Come dei Foo Fighters sedati, come dei Shins meno obliqui, i Nada Surf tirano dritti per la loro highway soleggiata forti di una ricetta a prova di bomba, ma sin troppo confortevole. Siamo al cospetto di dieci brani mid-tempo ben prodotti, equilibrati e zeppi di melodia. Tutti potenziali hit da parte bassa della top 100 di Bilboard. Sotto, quel country-twang che per una fetta d'America profuma di “casa dolce casa” anche se lo si ascolta a Katmandu. Sopra, melodie memorabili o dimenticabili a seconda di quanto spazio libero può vantare il disco fisso incastonato nella testa dell'ascoltatore.

Ogni tanto una chitarra elettrica alza la voce (title-track), ogni tanto una spruzzata di classicismo Beach Boys carezza il solito muro di chitarre. Sono i guizzi (rari) di un album orgoglioso della sua approcciabile uniformità.
Da New York con radiofonica sobrietà. Bentornati Nada Surf.
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